FIAT POMIGLIANO

Bunus di 140 milioni di euro a Marchionne

Trattano gli operai come schiavi per fare alzare in borsa le azioni:

è una vergogna!

Bunus di 140 milioni di euro a Marchionne
… miseri scampoli di tredicesima agli operai !

A differenza degli operai, cui ancora si prospettano anni di sottosalario, precarietà e cigs, il capodanno 2011 sarà un giorno felice per Marchionne che potrà intascare 140 milioni di euro di premi e bonus e 25 milioni di € per ogni euro di aumento del titolo Fiat (leggi retro).
 
Altro che piano industriale fantasma’: lo ‘spezzatino’ delle fabbriche Fiat (fatto in base a inquietanti logiche di speculazione finanziaria e produttiva internazionale) ed i prospettati ridimensionamenti/chiusure di interi stabilimenti, i licenziamenti e la messa in schiavitù dei lavoratori hanno tra i risultati immediati l’aumento in borsa delle quotazioni Fiat e dei ‘premi di risultato’ dei dirigenti (fatti letteralmente sulla pelle e sui salari dei lavoratori e sulla miseria per le loro famiglie).
 
Lo Slai cobas preannuncia una iniziativa in Procura con la richiesta di indagini per accertare se siano stati commessi reati penalmente rilevanti.
 
Ma come si può ancora credere alla “befana Fiat” che ‘promette’ il fantomatico rilancio per produrre (tra anni e quando finirà la crisi: ma che ha, la ‘palla’ magica?), la stessa quantità di vetture che produceva in Italia negli anno ’80, cioè… 1 milione di vetture?!
 
Col ‘piano’, Marchionne continua nelle logiche antioperaie di speculazione finanziaria e produttiva internazionale e di ‘parassitazione’ di ingenti finanziamenti pubblici ormai non solo in Italia ma su scala globale. Pretende di produrre 270.000 Panda a Pomigliano: il fatto è che per produrre una Panda serve appena il 25% degli operai necessari a produrre un’Alfa Romeo. Perciò, anche a voler dare per ‘buono’ il fantasioso piano di Marchionne (che slitta di anno in anno: già si parla che la produzione sarà avviata nel 2012) ciò comunque comporterebbe ulteriore precarietà, cassa integrazione e pesanti tagli occupazionali. Inoltre i profitti ricavati dalla vendita di un’Alfa Romeo superano di gran lunga quelli ricavati da una Panda: basta un facile calcolo per dimostrare che per rilanciare la fabbrica e realizzare da subito i ‘miseri’ profitti auspicati tra anni da Marchionne basterebbe produrre 150 Alfa Romeo a turno sugli attuali 2 turni per 5 giorni lavorativi a settimana! Mentre già oggi a Pomigliano (altro che ‘piano Marchionne’) si possono invece produrre 1.000 Alfa al giorno sui turni attuali e con le attuali condizioni di lavoro,  e questo garantirebbe da subito il forte rilancio occupazionale, produttivo e sociale di Pomigliano indipendentemente dalla crisi perché il ‘mercato’ dell’Alfa è potenzialmente internazionale.
 
MA ALLORA A CHI SERVE IL ‘GIOCO DELLE TRE CARTE’ DEL PIANO DI MARCHIONNE? SOLO A CHI PUR DI GONFIARSI ANCORA IL PORTAFOGLIO SULLA PELLE DEI LAVORATORI STA SFASCIANDO LE FABBRICHE CON LA SPECULAZIONE FINANZIARIA!
 
E’ UN CASO CHE all’inverosimilità del ‘piano’ per Pomigliano si aggiunge quello per Mirafiori dove si produrrebbero SUV e Jeep (tecnicamente obsoleti) mentre gli stessi USA puntano a vetture meno inquinanti e a più basso consumo energetico? Va da se che con queste ‘scelte’ si prepara il trasferimento alla casa-madre USA anche della progettazione! Qualcuno ricorda ancora che l’Alfa fu regalata dallo Stato alla Fiat, con Prodi, all’epoca, presidente dell’IRI? Qualcuno intende chiederne conto…?!
 
A GOVERNO, SINDACATI CONFEDERALI TUTTI, ISTITUZIONI, POLITICI E PRELATI DICIAMO: “CHI TACE ACCONSENTE”.         
AI LAVORATORI CHE…”CHI SI FA PECORA IL LUPO LO MANGIA”!
 
BISOGNA RIPARTIRE DA QUEL 40% DEI LAVORATORI CHE CON LO SLAI COBAS VOTARONO ‘NO’ AL PIANO  MARCHIONNE NEL REFERENDUM DEL 22 GIUGNO 2010
 
Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 16/12/2010