FIAT POMIGLIANO

QUERELATA STAMATTINA LA FIAT DALLO SLAI COBAS PER INOTTEMPERANZA DI SENTENZA GIUDIZIARIA



INTANTO, SEMPRE SU RICORSO DELLO SLAI COBAS, IMPORTANTE CONDANNA DELLA FIAT DAL TRIBUNALE DI NAPOLI CHE CENSURA LA PRETESA DI MARCHIONNE DI “NON RICONOSCERE  I SINDACATI CHE NON FIRMANO I CONTRATTI”

PARTONO LE PRIME CAUSE “PILOTA” CONTRO IL “PIANO MARCHIONNE” PRELUDENTI A SUCCESSIVE INIZIATIVE LEGALI DI MASSA  DA PARTE OPERAIA: SARANNO ILLUSTRATE DOMANI DALLO SLAI NELL’ASSEMBLEA ALLA “SALA OROLOGIO” DI POMIGLIANO

COMUNICATO IN FORMATO PDF

Firmata dal segretario provinciale dello Slai cobas Antonio Tammaro, è stata depositata stamattina alla Procura della Repubblica di Nola una denuncia-querela contro la Fiat che, a Pomigliano, come tra l’altro in tutti gli stabilimenti italiani, continua nell’ illecita scelta di disattendere all’esecuzione delle numerose sentenze della magistratura che la condannano per attività antisindacale ed alla reintegra al lavoro i licenziati politici.

Stavolta si tratta del mancato reintegro di Franco Manna e Rosario Monda, due degli otto operai dello Slai cobas licenziati dall’azienda cinque anni fa per le assemblee del 2006 dove oltre 4.000 operai nei due turni di lavoro contestarono a “muso duro” <l’infame contratto nazionale capestro> siglato da FIOM-FIM-UILM che già allora anticipava nei fatti tutti gli attuali contenuti antioperai del “piano Marchionne”. Quello stesso contratto su cui - paradossalmente - oggi la Fiom vorrebbe ripartire per “riaprire la trattativa Fiat”: incongrua parola d’ordine con cui ha indetto la manifestazione di domani a Pomigliano d’Arco.

Lo scorso 8 maggio 2009 la Corte di Appello del Tribunale di Napoli ha messo la parola fine alla vicenda accogliendo il ricorso presentato per antisindacalità dallo Slai cobas ed ordinando alla Fiat la reintegra esecutiva in fabbrica dei lavoratori. La consapevole scelta aziendale di disattendere un preciso e formale ordine della magistratura in merito all’obbligatoria reintegra dei due lavoratori ha fatto scattare l’azione penale del sindacato.

Con la richiamata sentenza dell’8 maggio 2009 (pervenutaci solo recentemente per <l’intasamento giudiziario delle cancellerie in conseguenza dei sistematici tagli governativi alle spese di giustizia>) lo Slai cobas ha inoltre sferrato un duro colpo alle pretese di Marchionne di tenere fuori dalla fabbrica i sindacati non firmatari di contratto: tra le motivazioni dei giudici che hanno portato a questa importante condanna della Fiat censurandone il comportamento antisindacale si legge tra l’altro che: “E’ il caso di ribadire, a questo punto, che la mancata stipula di contratti collettivi a livello nazionale da parte del sindacato appellante, pure sottolineata da Fiat Group Automobiles, per quanto sopra riportato, non è elemento idoneo ad escludere il carattere nazionale del sindacato e che il sindacato Slai Cobas è legittimato ad agire ex art. 28 Stat. Lav

Nell’assemblea operaia indetta dallo Slai cobas a Pomigliano per fare il punto sulla “situazione Fiat” e che si terrà domani alla Sala Orologio della Biblioteca comunale in corso V.E. n. 1 (h 9.30/13.00), saranno tra l’altro presentate le strategie informanti le prime cause “pilota” contro il cosiddetto piano Marchionne”, preludenti a successive iniziative legali di massa da parte degli operai.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 27/1/2011