FIAT POMIGLIANO

APERTURA CONDIZIONATA DI MARCHIONNE A LANDINI, MA SOLO IN TRECENTO PARTECIPANO ALLA ASSEMBLEA CONVOCATA DALLA FIOM

E’ dall’accordo separato di Pomigliano dello scorso anno che la Fiat non concedeva le assemblee retribuite alla Fiom in tutte le fabbriche del gruppo.

Con la svolta di stamattina e la concessione dell’ assemblea retribuita alla Fiom, Marchionne ha fatto l’ apertura condizionata al sindacato di Landini sull’ asse dell’ incontro di ieri tra Marcegaglia e la Camusso per concertare le nuove regole della contrattazione e rappresentanza sindacale.

La non entusiasmante partecipazione degli operai all’ assemblea di stamattina è dovuta ad ambivalenza delle posizioni Fiom che da un anno minaccia cause giudiziarie contro il Piano Marchionne senza mai depositare i ricorsi, e mentre da un lato rivendica il diritto dei lavoratori a scegliere i propri delegati, dall’ altro contribuisce ad’ impedire le elezione delle RSU a Pomigliano  ormai decadute da un anno e dieci mesi per fine mandato.

Nel frattempo sono circa 150 i lavoratori che con lo Slai Cobas sono in causa al Tribunale di Nola contro il Piano Marchionne.

Lo Slai Cobas esprime soddisfazione  per quanto denunciato finalmente in assemblea da Landini sul  “processo di americanizzazione, delocalizzazione produttiva e deindustrializzazione in Italia”  e sulla riproposta della denuncia alla Magistratura contro la Fiat.

Se ciò fosse vero, si sposterebbe sulle posizioni sindacali dello Slai Cobas che da sempre faceva quest’analisi sul piano Marchionne mentre il segretario Nazionale della Fiom dell’epoca (Rinaldini) invece plaudiva questa dirigenza Fiat definendola illuminata.

Mentre la Fiom continua a tentennare immobile in mezzo al guado, lo Slai Cobas rimane l’unico sindacato di opposizione alle pretese schiavistiche di Marchionne.

Slai Cobas Fiat Alfa Romeo Pomigliano e terziarizzate 15 -04-2011