FIAT POMIGLIANO

FIAT POMIGLIANO / TENSIONE TRA I LAVORATORI PER IL RISCHIO LICENZIAMENTI

Comunicato stampa

A FRONTE DELLO SVILUPPO DELLA CRISI ECONOMICA E’ ILLUSORIA LA  PREVISIONE DI INNALZARE LA PRODUZIONE A 280 MILA VETTURE/ANNO PROPOSTA DA MARCHIONNE CHE COMUNQUE PREVEDE DI ASSUMERE IN FIP APPENA IL 40% DEGLI OLTRE 6000 ADDETTI DI FIAT  ED ERGOM.

LA FIAT VIETA L’INGRESSO IN FABBRICA DELLA RSU E L’AFFISSIONE DEI COMUNICATI NELLE BACHECHE SINDACALI DELLO STABILIMENTO

VENERDI’ 1° LUGLIO PUBBLICA ASSEMBLEA A POMIGLIANO (SALA OROLOGIO - ORE 10)

INIZIATIVA PENALE DELLO SLAI COBAS, MANIFESTAZIONI IN PROCURA ED APERTURA DI UN NUOVO FRONTE GIUDIZIARIO AL TRIBUNALE DI NOLA A TUTELA DEI LAVORATORI  FIAT

Si è trasformata in una affollata assemblea  la riunione del coordinamento provinciale dello Slai cobas svoltasi stamattina a Pomigliano. Volti tesi, rabbia e tanta la preoccupazione sui volti degli operai e delle operaie che hanno affollato la sala riunioni del sindacato di base (tra loro anche iscritti alla Fiom) e che sono intervenuti in relazione alla recente richiesta Fiat di altri 2 anni di cassa per “cessazione dell’attività produttiva a Pomigliano” mentre crescono i dubbi tra i 305 addetti al reparto-confino di Nola cui si prevede a breve il trasferimento-coatto e di massa di altri lavoratori in previsione della terziarizzazione a ditte-fantasma cui la fiat appalterà il lavoro-sporco dei licenziamenti.

Mentre si aggrava la situazione della crisi in Europa con la prevalenza degli osservatori economici e dei media che prospettano la possibile incombenza di un rischio-Grecia per l’Italia resta solo Marchionne a far finta di “immaginare” l’imminente superamento della crisi ed il risibile rilancio di un mercato maturo come per l’auto in grado di assorbire le 280.000 vetture annue prodotte a Pomigliano, quando la stessa Fiat, nella comunicazione inviata nei giorni scorsi ai sindacati, motiva proprio con la forte crisi economica in corso la sostanziale fermata produttiva degli impianti di questi anni nelle maggiori fabbriche italiane.

La recente e strumentale comunicazione della Fiat relativa alla richiesta di altri 2 anni di cassa integrazione per cessazione dell’attività produttiva a Pomigliano e ristrutturazione a Nola, con appena il 40% di incerte assunzioni vincolate alle future e poco credibili dinamiche di mercato - mentre resta elusiva la programmazione produttiva ed occupazionale di FIP - e la conseguente e preoccupante incertezza lavorativa per i restanti 3600 addetti tra fiat ed Ergom sta aprendo <scenari nuovi ed inquietanti> tra i lavoratori iscritti alle altre organizzazioni sindacali confederali, inclusa la Fiom, che premono  per il raggiungimento di “iniziative comuni” in continuità della forte affermazione delle regioni del ”NO” tra gli operai delle catene di montaggio in occasione del referendum voluto un anno fa da Marchionne.

Lo Slai cobas si è detto disponibile ad intraprendere iniziative comuni, se sollecitate dalla mobilitazione unitaria dei lavoratori, pur all’interno delle forti differenziazioni intercorrenti con altri sindacati quali

la Fiom, ciò anche considerato che “la tenuta sindacale ed operaia contro le pretese schiavistiche ed autoritarie della Fiat che si determinerà a Pomigliano d’Arco influenzerà la tenuta sindacale ed il futuro di tutte le fabbriche del Gruppo e non solo”.

Indipendentemente da ciò lo Slai cobas procederà nella messa a punto delle prossime e necessarie strategie di mobilitazione sindacale - che saranno presentate nella pubblica assemblea a Pomigliano di venerdì 1° luglio, sollecitando in questo l’attivazione di tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro iscrizione o meno a qualsiasi sindacato.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 24/6/2011