FIAT POMIGLIANO

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO: SINDACALISTI IN SALVO – LAVORATORI FUORI ALTRI 4 SINDACALISTI ASSUNTI IN NEWCO MENTRE LA FIAT METTE ALLA PORTA 3.000 LAVORATORI

I licenziamenti “all’americana” sbarcano a Pomigliano. A settembre 2008 tutti abbiamo assistito all’esodo dei lavoratori delle aziende bancarie americane ed inglesi che dalla sera alla mattina furono sfrattati e costretti a lasciare gli uffici reggendo gli scatoloni con gli effetti personali. Proprio come ieri alla  Lehman Brothers oggi la Fiat Pomigliano sta richiamando in fabbrica i lavoratori in cigs non per ricollocarli al lavoro ma invitandoli a svuotare gli spogliatoi dalla “loro cose”.
Un segnale inequivocabile relativo ai futuri livelli occupazionali e confermato tra l’altro dal sistematico crollo nel tempo del trend di vendite della casa del Lingotto. Le bugie hanno le gambe corte ed il tempo passa inesorabile e sta smentendo, mese dopo mese,  tutte le fantasiose prospettive del piano-Marchionne sul millantato rilancio occupazionale e produttivo mentre si avvicina la scadenza del luglio 2013 con l’esaurimento dell’ultima tornata di cassa integrazione per 3.000 addetti, da anni in ‘cassa’ e senza lavoro. Una cassa integrazione speciale “senza ritorno” in quanto derivante dalla cessazione dell’attività produttiva di Fiat Automobiles Pomigliano trasferita alla newco di Fabbrica Italia. Per le modalità della ‘cassa’ non sarà possibile un’ulteriore proroga e chi non sarà stato richiamato al lavoro sarà avviato al collocamento.  Sorte diversa tocca ai sindacalisti confederali firmatari di accordo e … assunti “in quanto tali”: altri 4 (con otto lavoratori assunti a loro volta per mere ‘ragioni mimetiche’) saranno assunti venerdì 27 cm dalla Fiat che così ‘paga il conto’ a chi, per salvare se stesso, ha scaricato 3.000 lavoratori con accordo sindacale. Ciò avviene mentre, proprio in questi giorni, la Sevel di Atessa licenzia di fatto 350 giovani operai non rinnovandogli il contratto a termine e Mirafiori continua a permanere in ‘cassa’ e in  carenza di credibili prospettive ed il governo Monti, con la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali targata Fornero incupisce le già nere prospettive dei lavoratori peggiorandole “di brutto”. Se i sindacati confederali diventano i ‘cavalli di Troia’ dei lavoratori  è ora che i lavoratori  se ne liberino definitivamente!

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 26/4/2012