FIAT POMIGLIANO

IL RE È NUDO… E FA PURE SCHIFO…!

Fiat Pomigliano / piano-Marchionne / guru di Kyoto
 
 
Dopo le forti denunce dello Slai cobas delle scorse settimane sul crack del piano di Marchionne che sta sfasciando la Fiat a Pomigliano (un buco di bilancio di 28,8 milioni di euro, il fallimento del lancio della nuova Panda e la prospettiva di migliaia di licenziamenti mancando una realistica prospettiva di incremento produttivo per consentire l’assunzione dei 2.500 lavoratori da anni in cassa integrazione per cessazione dell’attività di Fiat Gruop nonché il futuro occupazionale dei 2000 addetti nella newco FIP) ed in Italia e sullo  scandalo dei faraonici guadagni dell’a.d. (235 milioni di euro in 5 anni)  ecco richiamato di nuovo in soccorso il cosiddetto “guru di Kyoto” (Hajime Yamashina ‘accademico’ di professione - guarda caso una delle qualifiche di Monti) nel ben pagato ma disperato tentativo di riconfezionamento mediatico della sputtanata immagine della Fiat (se non fosse da piangere sarebbe da ridere).
 
Oggi si chiamano accademici, una volta a Napoli li chiamavano magliari. Già ci provò, il Yamashina, ad inizio 2009, conferendo all’uopo, a Pomigliano, la medaglia di bronzo (di bronzo come la sua faccia): e gli effetti in questi anni si sono visti tutti compreso lo sfascio in atto della fabbrica.
 
A realistico ben vedere questo signore ricorda, da vicino, i sarti imbroglioni della fiaba di Andersen, che offrirono a corte le ‘magnifiche stoffe magiche’. Nell’affollata cerimonia pubblica della immaginifica vestizione del re una moltitudine di cortigiani leccaculo (oggi, a Pomigliano, in sembianze di forze politico-istituzionali e confederali) prese servilmente a lodare le meraviglie dell’inesistente abito senza che proprio nessuno osasse constatare (i cortigiani, in quanto tali, sono fatti così) l’immagine riscontrata dai propri occhi, e che cioè non solo l’imperatore era nudo, ma il suo corpo era deforme, ultracellulitico e, in qualche intima parte, ipotrofico e rattrappito. Lo scandalo - ed il ridicolo per tutti i sodali - scoppiò solo grazie ad un bambino che urlò di fronte a tutti il suo stupore: “il re è nudo”… e, aggiungiamo noi, fa pure schifo!
 
Intanto Marchionne ha già chiuso Termini Imerese, e Arese (facendo business multimiliardario con la speculazione dei suoli in funzione dell’EXPO 2015). A Pomigliano la newco Fabbrica Italia ha già prodotto un buco di bilancio di 28,8 milioni di euro e ad Avellino la FMA è al collasso e la IRISBUS è in chiusura (nonostante quest’ultima sia l’unica fabbrica italiana a produrre autobus ed in Italia ne circolano 20.000 fuori norma rispetto agli standard europei in materia di emissioni inquinanti ed il governo italiano rischia, per questo, una multa di un miliardo e 700 milioni di euro dalla CEE). La Fiat sta delocalizzando gli impianti Italiani in est Europa ed USA. Si appresta a chiudere Pratola Serra, Grottaminarda e Pomigliano, a ridimensionare Melfi e Mirafiori. Le fabbriche Fiat in Italia (e quelle collegate dell’indotto) sono da anni praticamente ferme con la produzione in funzione pochi giorni al mese (da Mirafiori a Cassino, da Pomigliano a Melfi, da Pratola Serra a Grottaminarda ecc.), con i lavoratori a sottosalario, in cassa integrazione e a futuro licenziamento. 
 
Monti è uomo della Fiat (per anni dirigente dell’esecutivo nazionale della Fiat insieme a Gianni ed Umberto Agnelli, Gabetti e Stevens) nonché speculatore finanziario della Goldman Sachs, una delle più grandi banche del mondo che generarono nel 2007 la crisi finanziaria con le “azioni spazzatura” (subprime). Col suo governo sta proteggendo la speculazione finanziaria internazionale e la desertificazione produttiva in Italia, prevista dal <vero> piano di Marchionne. Monti nei giorni scorsi ha dichiarato che…”il processo di delocalizzazione all’estero della Fiat consentirà in Italia l’avvio della produzione della componentistica dell’auto e dei veicoli commerciali nel triangolo Cassino, Melfi Pomigliano”... QUESTO NON E’ VERO perchè già oggi una consistente parte della componentistica del settore è prodotta all’estero (Cina ed est europeo) e, come per la produzione veicolare, è un processo in progressiva intensificazione. E’ questo il “piano” di Marchionne e del suo “socio” Monti e che i cortigiani di CGIL-CISL-UIL, centrosinistra e centrodestra, fanno finta di non vedere continuando a prendere per i fondelli i lavoratori: il re è nudo !
 
“MONTI E MARCHIONNE SONO LE DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA:
I SARTI IMBROGLIONI DI ANDERSEN!"
 
Slai cobas - coordinamento provinciale di Napoli - 19/6/2012