FIAT POMIGLIANO

FIAT POMIGLIANO: “BISCOTTO” ALLA MARCHIONNE

 Comunicato stampa

FIAT POMIGLIANO:  “BISCOTTO” ALLA MARCHIONNE

Con la ‘combine’ della medaglia d’argento commissionata a fior di quattrini dalla Fiat all’ accademico Yamashina, il cosiddetto “guru (ma a pagamento) di Kyoto” siamo di fronte ad una risibile farsa: ma s’è mai vista la terzietà del giudice pagato dal giudicato? Sarebbe come credere all’imparzialità dello specchio magico della favola di Biancaneve: “chi è la più bella del reame…? “Tu, mia padrona!

Ma se la farsa-Yamashina è stata indotta dalla necessità della Fiat di ‘rifarsi l’immagine’ per il giustificato crollo della sua credibilità pubblica conseguente le politiche di sfascio industriale ed occupazionale intraprese da Marchionne, ben più grave è l’attacco occupazionale in atto a Pomigliano: i numeri (ed i posti di lavoro) non sono  opinabili!

 SONO OLTRE 1.000  I LAVORATORI “DESAPARECIDOS” A POMIGLIANO

Questi secondo i “dati” della Fiat che dichiara un organico “fuori tutta” di appena 4.134 addetti complessivi nei due stabilimenti Pomiglianesi di Fiat Group Automobiles e Fabbrica Italia! Alla faccia del ‘miracolo occupazionale’ millantato dai sindacati confederali e dalle collegate e compiacenti lobbies politico-istituzionali che hanno confezionato il ‘biscotto avvelenato’ a danno degli operai!

I numeri parlano chiaro: nella procedura di cassa integrazione guadagni straordinaria per ‘cessazione dell’attività’ (dal 15 luglio 2011 al 14 luglio 2013) attivata da Fiat Gruop Automobiles il 16 giugno 2011 per lo stabilimento di Pomigliano gli organici dei lavoratori interessati  - comprensivi di operai ed impiegati - ammontavano a 4.367 lavoratori. Nella procedura di cassa integrazione guadagni straordinaria per ‘riorganizzazione aziendale’ e avviata, per lo stesso periodo biennale e in pari data, stavolta da Fiat Group Automobiles - sede di Nola - gli organici ammontavano a 305 lavoratori (operai/impiegati). Nel frattempo, da accordi sindacali dovevano essere assunti nella newco di Fabbrica Italia oltre 700 addetti dell’ex Ergom (altra fabbrica ‘inguaiata’ da Marchionne). A conti fatti, in FIP oggi lavorano appena 2.100 addetti per le scelte produttive della Fiat (il tentativo di ‘addossare’ alla crisi le perseguite politiche di ridimensionamento/delocalizzazione  industriale è risibile in quanto la ‘crisi’ era ben presente sin dall’inizio del cosiddetto ‘piano’ dell’a.d. del Lingotto). A conti fatti …i ‘conti’ non tornano e ci troviamo di fronte comunque ad una volontà oggettiva di pericolosi taglio occupazionali ed alla prospettiva di ridimensionamento e successiva chiusura.

Azienda, sindaci, prelati, confederali e lobbie politico-istituzionali e mediatiche avevano solennemente garantito “tutti quanti insieme” il riassorbimento in Fiat di circa 5.300 lavoratori degli organici di Pomigliano e degli stabilimenti ex Ergom e, in sopraggiunta, il cosiddetto ‘polo logistico di eccellenza’ di Nola avrebbe dovuto addirittura implementare gli organici (sic). Oggi ci troviamo con una ‘decurtazione preventiva e di fatto’ degli organici preannunciante l’avvio di licenziamenti di massa da luglio 2013.  Appena 2.100 lavoratori sono occupati in newco FIP e senza garanzie occupazionali future e già si parla di prossime “ferie lunghe” a Pomigliano! Tutti gli altri in ‘cassa’ da anni!

 Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 20/6/2012