FIAT POMIGLIANO

Slai Cobas di Napoli – Pomigliano d’Arco; SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO LUIGI CRAVERA ED ALLO SLAI COBAS DELLA FIAT POWERTRAIN DI TERMOLI

Nel mentre il problema della condizione operaia (dai miserabili salari alla precarizzazione lavorativa e contrattuale, dalle infernali condizioni di lavoro delle linee di montaggio alle controriforme in atto del diritto del lavoro e di quelli sociali: ultimo lo smantellamento in atto delle pensioni pubbliche a favore di quelle private) sembrano diventati, da tutte le parti, solo argomenti da dibattere nei ‘salotti’ bene televisivi e giornalistici, ecco che la Fiat mette i ‘piedi nel piatto’ e ci riprova con i licenziamenti politici.

Questa volta è toccato al compagno Luigi Cravero della Fiat Powertrain di Termoli licenziato con motivazioni illecite e strumentali: ammalato e mal collocato alla mansione svolta rispetto alle oggettive controindicazioni derivanti dal proprio stato di salute (per tre volte ha vanamente richiesto all’azienda di essere spostato ad altri posti di lavoro), e addirittura costretto ad operare in ambienti che sfioravano i 50 gradi per  l’inadeguatezza dell’impianto di climatizzazione, è stato licenziato per “scarso rendimento” non riuscendo a sopportare, in quelle condizioni impossibili, gli infernali ritmi della produzione né quelli microclimatici. Si tratta di un licenziamento strumentale di chiara matrice politica ed antisindacale, messo in atto dalla Fiat Powertrain nel grave tentativo di dare una dura ‘lezione’ a tutti i lavoratori - compresi quelli ammalati da anni di sfruttamento - con un preciso ed inaccettabile messaggio intimidatorio: “o i lavoratori si ‘piegano’ alle esigenze produttive o saranno licenziati”! Non a caso l’azienda ha licenziato Luigi, nella sua ‘doppia qualità’ di lavoratore ammalato e dirigente sindacale dello Slai Cobas. Nel tentativo di imporre il suo illecito obiettivo ha cercato di colpire l’unico sindacato che rappresenta in fabbrica un forte baluardo di tutela sindacale dei diritti operai e delle condizioni di lavoro. Già la Fiat ci provò anni fa col licenziamento di Stefano Musacchio a Termoli, e l’anno scorso col pretestuoso licenziamento di otto lavoratori a Pomigliano, ed è già stata in entrambi i casi piegata e sconfitta dallo Slai Cobas e dalla mobilitazione dei lavoratori delle principali fabbriche metalmeccaniche Italiane, prima ancora che dalle ordinanze della magistratura che accoglievano i ricorsi dello Slai Cobas condannando la Fiat per antisindacalità ed ordinando il reintegro al lavoro dei licenziati. Con questo scellerato licenziamento la Fiat Powertrain vuole colpire ancora una volta tutti i lavoratori e con loro, ancora lo Slai Cobas, ma anche stavolta non ci riuscirà! Costruiamo una forte mobilitazione per il reintegro al lavoro di Luigi e per dare battaglia alla Fiat in tutte le fabbriche e sconfiggere un disegno repressivo aziendale ormai - dai tempi di Valletta e del fascismo - fuori dalla storia. Noi ci saremo, domani, al presidio alle portinerie Fiat Powertrain di Termoli.

 

Slai Cobas - coordinamento provinciale di Napoli – Pomigliano d’Arco, 30/7/2007