FIAT POMIGLIANO

POMIGLIANO D'ARCO: GLI OPERAI NON SI FARANNO CALARE LE BRACHE DA FIOM-FIM-UILM… NE’ DAI RICATTI DELLA FIAT

E’ sotto gli occhi di tutti: gli impianti sono fatiscenti, vecchi di 40 anni, e cadono a pezzi! Le conosciute ‘strozzature’ tecniche diffuse in ogni reparto (Lastrosaldatura, verniciatura, montaggio, aree stoccaggio ed approvvigionamento materiali) impediscono la realizzazione dei volumi produttivi e quella di adeguati standard di qualità, nonché la lineare programmazione dei mix vettura.

 

E’ di appena ieri, alle 13.00 circa, che i massimi dirigenti aziendali, convocati dallo Slai Cobas, hanno passato oltre un’ora a caccia dei topi che hanno invaso i locali mensa del CS 2. L’episodio, che dà il senso del ‘degrado totale’ in cui hanno precipitato la fabbrica, è stato immortalato sui telefonini dagli esterrefatti lavoratori tedeschi delle ditte esterne, nonché da numerosi operai presenti.

 

Ma è mai possibile che ogni 100 vetture prodotte ci sono percentuali di scarto del 94% per difetti o mancanza di particolari…?! Qualcuno può forse onestamente imputare ai lavoratori questo gravissimo deficit tecnico-impiantistico…?! 

Che fine hanno fatto i due miliardi e mezzo di euro (nell’ordine di 500 milioni all’anno) da investire nel quinquennio 2003/2007 …“per garantire la missione produttiva della gamma Alfa con iniziative finalizzate a ricerca, sviluppo, innovazione ed ingegnerizzazione delle nuove produzioni”, previsti dagli accordi sindacali presso l’Unione degli Industriali di Napoli del 24 aprile 2003 presenti i massimi vertici della regione Campania?

Qualcuno ha il coraggio e la dignità di chiedere conto alla Fiat dell’insieme dei multimiliardari finanziamenti pubblici erogatigli in questi anni dalle compiacenti istituzioni locali e nazionali, e dalla comunità europea?! Qualcuno ha il coraggio e la dignità di chiedere: “chi si è messo in tasca  miliardi di euro  per investimenti mai fatti”?!

 

In questi anni  i sindacati confederali, i partiti politici e le collegate istituzioni sono stati complici dell’inquietante ‘malaffare industriale’ che sta portando allo sfascio l’Alfa di Pomigliano: ed ancora coprono il maldestro ed indegno tentativo aziendale di addossare le colpe dello sfascio ai lavoratori             (‘accusati’ su stampa e TV dalla Fiat di essere “fannulloni e lavativi, assenteisti e sfaticati”!   E ancora concordano impossibili aumenti di ritmi già insostenibili (che in questi anni hanno procurato nel 60% degli addetti al montaggio gravi patologie professionali e invalidanti da sforzo prolungato), ancora ripropongono la ‘melfizzazione’ col sabato lavorativo fisso sui due turni, ed il notturno.

 

Un sindacato degno di questo nome non dovrebbe coprire l’azienda a spese degli operai (pregiudicandone e precarizzandone la vita lavorativa e sociale) ma inchiodare la Fiat alla sue gravi responsabilità a partire dall’incontestabile fatto che: i lavoratori hanno già dato ed oggi ‘devono avere’! La produzione richiesta si può fare su due turni per 5 giorni settimanali, recuperando il malloppo ‘desaparecido’ di 2,5 miliardi di euro per ammodernare e mettere in sicurezza finalmente gli impianti.

 

Giovedì 4 ottobre   ASSEMBLEE   durante la sosta

primo turno:

1° sosta al centro della 147

2° sosta al centro della 159

 

secondo turno:

1° sosta al centro della 147

 

 

Slai Cobas Fiat Auto e terziarizzate – Pomigliano d’Arco,  4/10/2007