FIAT POMIGLIANO

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

SCIOPERO AUTOTRASPORTATORI: FERMI GLI IMPIANTI DELLA FIAT ALFA ROMEO

SI SVELA IN ANTICIPO IL BLUFF DEL “PIANO “MARCHIONNE”: IMMINENTI 100 LICENZIAMENTI (PRIMA DI NATALE) DI GIOVANI LAVORATORI INTERINALI D.H.L.  

PREVEDIBILE RICORSO ALLA CASSA INTEGRAZIONE PER L’ANNO 2008 PER I 7.000 ADDETTI DI FIAT E TERZIARIZZATE

La direzione aziendale Fiat Alfa Romo di Pomigliano ha comunicato la fermata degli impianti della fabbrica a partire dalle ore 14.00 di oggi pomeriggio per la mancanza di particolari da assemblare al montaggio in conseguenza dello sciopero degli autotrasportatori. La messa in ‘senza lavoro’ riguarderà non solo gli addetti alla Fiat Alfa Romeo di Pomigliano ma anche quelli della miriade di aziende terziarizzate e/o di servizio operanti all’interno del perimetro dello stabilimento, e quelli delle aziende fornitrici della provincia di Napoli. Analogo provvedimento, col persistere dello sciopero degli autotrasportatori, potrebbe essere messo in atto dalla direzione Fiat (e dalla aziende collegate) anche per le lavorazioni del turno di notte e per il primo ed il secondo turno lavorativo di domani, e ciò fino al prossimo venerdì in funzione della durata della protesta dei camionisti.  

 

Intanto, si prospetta il rischio-licenziamento per 94 giovani lavoratori interinali addetti da quasi due anni in D.H.L. alla guida dei carrelli a forcole e delle tradotte per l’alimentazione dei particolari da montare sulle catene di montaggio. Lo Slai Cobas ha già richiesto l’immediata stabilizzazione lavorativa dei 94 lavoratori precari a riprova della ‘bontà’ del piano Marchionne, un “piano-boutade che non convince e già fa acqua da tutte le parti a cominciare proprio dal prospettato licenziamentio degli interinali“!  Infatti, se anche la Fiat è stata costretta dallo Slai Cobas ad un repentino cambiamento di strategia in ‘zona cesarini’ ammettendo finalmente, anche se all’ultimo minuto, che…”il deficit tenico-impiantistico impedisce la produzione in qualità e quantità” (è della scorsa settimana l’ennesima e dettagliata denuncia in Procura presentata dallo Slai Cobas sui gravi infortuni serial  e la continua esposizione dei lavoratori a rischi mortali), il cosiddetto ‘piano Marchionne’ si sta svelando come l’ennesimo Bluff per scaricare ancora una volta sui lavoratori le note ‘magagne aziendali’, ridimensionare livelli occupazionali ed ancora attingere a piene mani a multimiliardari finanziamenti pubblici (finanziamento corsi di formazione e prospettati accordi di programma): già nel 2003 la Fiat varò il ‘piano di sviluppo’ che prevedeva il riammodernamento impiantistico e la reingegnerizzazione di Pomigliano per dare l’avvio alla produzione dell’intera gamma Alfa Romeo. Circa 2,5 miliardi di euro allora stanziati per una ristrutturazione mai avvenuta. Ed oggi si ‘ricomincia da capo’ con un piano fumoso e senza alcuna attendibilità tecnica. Infatti, nessuno, né azienda, ne ‘sponsor’ sindacali, garantisce il rientro certo dei 5,000 addetti Fiat e dei 2000 addetti alle terziarizzate per il 3 marzo 2008. facile prospettare invece una cassa integrazione per un periodo presumibile di circa 15 mesi.  Lo Slai Cobas ed i lavoratori non staranno a guardare!

 

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo - Pomigliano d’Arco, 10/12/2007