FIAT POMIGLIANO

L'ALFA LICENZIA NOVE SINDACALISTI

Si tratta di esponenti di Democrazia proletaria. Torino sdrammatizza definendolo un provvedimento amministrativo

la Repubblica - Mercoledì - 29 luglio 1987
di MARINO VARENGO

"Hanno occupato gli uffici" e la Fiat manda tutti a casa. Immediata risposta dei sindacati: sciopero di un' ora questa mattina nello stabilimento di Arese e in quello di Portello.

La segreteria di Democrazia proletaria ha chiesto di essere ricevuta dal ministro del Lavoro e in un comunicato parla di "intimidazioni" da parte dell' azienda di Corso Marconi.
Ma intanto si profila una spaccatura tra sindacato milanese e nazionale nella interpretazione delle misure contro gli operai

MILANO.
Nove dipendenti dell' Alfa-Lancia di Arese sono stati licenziati dall' azienda per aver occupato alcuni uffici bloccando l' attività.
I nove, tutti esponenti di Democrazia proletaria, sono militanti sindacali: quattro, in particolare, sono delegati dello stabilimento di Arese.
Immediata la risposta dei sindacati: uno sciopero in un' ora e mezzo è stato proclamato per questa mattina nello stabilimento di Arese e in quello del Portello. Ad Arese, il lavoro si fermerà tra le 9 e le 10,30 mentre al Portello la fermata inizierà alle 9,30 per concludersi alle 11. Lo sciopero, che prevede cortei interni e comizi conclusivi, è stato proclamato congiuntamente da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil.

La segreteria del gruppo parlamentare di Dp ha chiesto di essere ricevuta oggi dal ministro del Lavoro, e in un comunicato parla di intimidazioni da parte della Fiat.

Il provvedimento dell' azienda si riferisce a fatti accaduti il 7 luglio. Quel giorno un gruppo di una quarantina di militanti sindacali dello stabilimento di Arese tutti vicini all' area di Dp occupò la palazzina del Portello dove si svolgono le trattive tra azienda e singoli dipendenti in Cassa integrazione per l' incentivazione alle dimissioni.
L' occupazione durò un' ora circa, e non si svolse in un clima idilliaco: volarono insulti e, secondo l' azienda, venne impedito il normale svolgimento del lavoro in quell' ufficio. Dei militanti che hanno partecipato all' occupazione, l' azienda ne ha identificati nove, di cui otto attualmente in Cassa integrazione.
Dopo le formalità di rito (contestazione al lavoratore e controdeduzioni) è arrivata la lettera di licenziamento. Fin qui la nuda cronaca.
Dove naturalmente c' è divergenza, è nella portata politica. La Fiat getta acqua sul fuoco: E' un normale provvedimento amministrativo, è stato il primo commento a caldo dell' azienda. Cesare Annibaldi, responsabile delle relazioni esterne del gruppo Fiat ha poi dichiarato che mentre all' Alfa di Arese e Pomigliano l' applicazione dell' accordo continua in un clima positivo, un gruppo di lavoratori ha messo in atto iniziative dirette a intralciare il processo di risanamento e di rilancio dell' azienda. La direzione è stata quindi costretta a sanzionare con il licenziamento questo comportamento ancora più condannabile perché verificatosi proprio mentre si sta concretando il rilancio dell' Alfa Romeo nei termini concordati tra sindacato e azienda.
Più variegate le posizioni da parte sindacale.
La Fim Cisl nazionale, pur precisando che considera i licenziamenti un atto che può inasprire il clima in azienda, prende atto che i lavoratori interessati al provvedimento hanno agito in autonomia sia nel compiere l' atto ad essi addebitato dall' azienda, sia in fase successiva:
infatti non hanno chiesto al sindacato di applicare la procedura prevista dal contratto nazionale, ma hanno preferito farsi tutelare in modo extra sindacale. Un' altra volta ancora, la spaccatura corre nel sindacato dei metalmeccanici, organismi milanesi e nazionali.
La Fiom milanese ha infatti definito i licenziamenti un attacco al sindacato, mentre ad Arese si collega il provvedimento alla volontà dell' azienda di alzare il tiro e inasprire i rapporti sindacali interni.
L' azienda, secondo un portavoce del consiglio di fabbrica, starebbe attuando in questi giorni manovre sull' orario di lavoro per arrivare alla saturazione dei ritmi, un tentativo che ha già provocato, come reazione, una serie di scioperi di reparto. Poi la Fiat avrebbe intenzione di spostare nello stabilimento di Desio altri 25O lavoratori in aggiunta ai 23O per i quali c' è l' accordo dei sindacati.
Non occorre poi dimenticare che proprio oggi si svolgerà una udienza davanti al pretore di Milano su ricorso presentato da 35 lavoratori di Arese cassaintegrati che chiedono il reintegro: gli 8 cassaintegrati licenziati fanno parte di questo gruppo. La Fiat ha offerto agli altri 27 l' immediato reintegro, e ha presentato due ricorsi al tribunale di Rho chiedendo che l' intera causa sia sottratta al tribunale di Milano: E' chiara la volontà della Fiat afferma la segreteria nazionale di Dp in una nota di sfuggire il giudizio della magistratura milanese sul proprio operato nell' uso della Cassa integrazione a zero ore.