FIAT POMIGLIANO

Sciopero alla Fiat, sospesi sette lavoratori

NAPOLI — Sette lettere di contestazione, che tra 5 giorni potrebbero trasformarsi in altrettanti licenziamenti, ed a Pomigliano d'Arco è di nuovo scontro tra i sindacati e la Fiat.

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI -  2008-01-11

 

Sciopero alla Fiat, sospesi sette lavoratori

 

NAPOLI — Sette lettere di contestazione, che tra 5 giorni potrebbero trasformarsi in altrettanti licenziamenti, ed a Pomigliano d'Arco è di nuovo scontro tra i sindacati e la Fiat. Comincia dunque nel peggiore dei modi il periodo di sospensione dell'attività produttiva, che durerà due mesi, durante i quali gli operai seguiranno corsi di aggiornamento e l'azienda investirà nella riqualificazione dei macchinari. La scintilla ieri mattina, quando circa 200 tute blu hanno scioperato e sono sfilate in un corteo interno alla fabbrica.

 

Secondo il comunicato diramato ieri dal Lingotto, «l'iniziativa ha provocato forte disturbo al regolare svolgimento del-l'attività di formazione degli addetti del primo turno e sono state commesse numerose gravi violazioni delle regole di civile convivenza e di comportamento in stabilimento». Non violenze, sostengono i vertici Fiat, ma insulti pesanti e minacce. Di qui i provvedimenti di contestazione nei confronti dei promotori della protesta. Opposta la ricostruzione da parte di Gerardo Giannone, il segretario dei comunisti

italiani della sezione Fiat: «Nessuna violenza o inciviltà. E' stato uno sciopero più che legittimo, che ha poi coinvolto tutti i reparti della fabbrica».

Vittorio Granillo, dello Slai Cobas, parla apertamente di iniziative antisindacali.

Annuncia iniziative legali contro i provvedimenti e un'altra giornata di sciopero. Scende in campo con gli operai anche Tommaso Sodano, il presidente della Commissione Ambiente di palazzo Madama, mentre Gianni Rinaldini, segretario nazionale Fiom, chiede a Prodi di convocare a Roma un tavolo tra le parti. Clima nella fabbrica più che mai teso, dunque. La Fiat, secondo Massimo Brancato, il segretario provinciale della Fiom, ha completamente disatteso gli accordi stipulati a dicembre: «Era stato firmato un protocollo per disciplinare le relazioni sindacali durante il periodo di formazione. L'azienda ha invece assunto iniziative unilaterali, in spregio dei diritti dei lavoratori.

 

Le lezioni, tenute dai responsabili delle Unità tecniche elementari, si svolgono

infatti sotto il costante controllo dei vigilantes. Sono state elevate contestazioni perfino ai rappresentanti sindacali i quali si spostano da una Ute all'altra e ai lavoratori del reparto verniciatura per pochi minuti di ritardo dopo la pausa pranzo. Peccato che quegli operai fossero stati costretti a spostarsi per mangiare in un'altra mensa, con aumento delle file e dei tempi, proprio a causa della chiusura di quella della verniciatura, da parte Fiat».

L'azienda replica: «Nell'organizzazione dei corsi di formazione per gli operai non è stato violato in alcun modo lo statuto dei lavoratori».

 

Fabrizio Geremicca

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI -