FIAT POMIGLIANO

FIAT ALFA ROMEO POMIGLIANO

TRA IMPIANTI “TAL QUALE”, INCIDENTI IN FABBRICA, OPERAI A ‘CORSI-CONFINO’, SCIOPERI E PRODUZIONE DIMEZZATA LA FIAT RIAVVIA GLI IMPIANTI E ATTUA I PRIMI TAGLI OCCUPAZIONALI - LO SLAI COBAS PREANNUNCIA ULTERIORI INIZIATIVE GIUDIZIARIE E SINDACALI ED UNA CONFERENZA DEI LAVORATORI DELL’ALFASUD ENTRO MARZO

Si spaccano sindacati: allo sciopero dei corsi indetto stamattina dallo Slai Cobas (contrari la Fiom che ieri ha fatto un presidio di protesta fuori la fabbrica e tutti gli altri sindacati) hanno aderito il 30% dei 316  lavoratori (in prevalenza affetti da evidenti patologie professionali nonché i più sindacalizzati - tra cui 70 tra iscritti e dirigenti dello Slai Cobas) ‘spediti’ dalla Fiat ad altri due mesi di ‘corso’ svolti stavolta nei locali dell’INAIL di Napoli, con la prospettiva di essere ‘esternalizzatati’ (ceduti) a ditte di logistica operanti tra Nola, Caserta e Caivano. La scelta di dimezzamento produttivo prevista dalla Fiat per il 2008 (circa 450 vetture al giorno invece delle 1.000 potenziali) evidenzia la prospettiva di ulteriori esternalizzazione  dei ‘lotti’ di lavoratori che man mano saranno resi ‘esuberi’ dal ‘piano Marchionne’: è avvenuto così per l’Alfa Romeo di Arese, o per Selca e Cablauto a Pomigliano   

Intanto stamattina, primo giorno di ripresa lavorativa e primo grave incidente sul lavoro: alle 7.20 una vettura Alfa 159 si è distaccata dal gancio girevole della catena di montaggio ribaltandosi pericolosamente sulla postazione di lavoro dove operavano gli operai addetti al montaggio sottoscocca dei tubicini dell’impianto freni vettura e tubi carburante. Solo per un caso fortuito non si è verificato l’ennesimo grave infortunio.

 

A nulla valgono le ossequiose montature mediatiche confezionate ad hoc dalle prevalenti testate giornalistiche compiacenti sulla bontà del cosiddetto ‘piano Marchionne’ per ‘rilanciare’ le sorti della fabbrica di Pomigliano: già devastata dalla fatiscenza impiantistica e tecnologica vecchia di circa 40 anni: dopo due mesi di ‘ristrutturazione’ gli impianti permangono “ tal quali “ (sono stati solo riverniciati) e “ tal quali “ permangono le strozzature che pregiudicano il decollo produttivo.

 

Sul peggioramento delle condizioni di lavoro e l’incremento dell’esposizione a pericoli di infortunio anche gravissimi dati dal mancato riammodernamento impiantistico e dal

la nuova organizzazione del lavoro, sui corsi-fantasma svolti in questi due mesi in fabbrica e l’utilizzo dei lavoratori a supporto delle attività delle ditte esterne che hanno riverniciato e spostato (impupazzandoli) gli impianti, lo Slai Cobas preannuncia una conferenza di controinformazione e denuncia dei lavoratori dell’Alfasud da tenersi fine marzo in coincidenza con la presentazione  di una raffica di denunce al giudice del lavoro ed a quello penale per riportare in fabbrica la democrazia sindacale, gli esternalizzati ed i diritti e le tutele dei lavoratori.

 

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo - coordinameto provinciale di Napoli - Pomigliano d’Arco, 3/3/2008