FIAT POMIGLIANO

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco

I LAVORATORI SCIOPERANO COMPATTI AL PRIMO E SECONDO TURNO CONTRO IL ‘PIANO MARCHIONNE’ ED I REPARTI-CONFINO: PARALIZZATA LA PRODUZIONE

Dopo l’approvazione nelle assemblee generali di ieri della mozione presentata da Luigi Aprea delegato RSU dello Slai Cobas, stamattina, già dalle prime ore dell’alba, mobilitazione compatta dei lavoratori - appartenenti a tutte le sigle sindacali -  contro il ‘piano Marchionne’ ed i suoi disastrosi effetti che ha portato alla paralisi totale degli impianti. Paralizzate le catene di montaggio anche al 2° turno. Una unità ‘tecnica’ che non nasconde le forti divergenze e polemiche ancora in atto tra lo Slai Cobas ed i sindacati confederali di  Fiom-Fim-Uilm-Fismic.

 

 “Accettare una trattativa-farsa con la Fiat da parte di Fiom-Fim-Uilm-Fismic significa nei fatti accettare la sostanza dei reparti-confino e dello liste di ‘proscrizione’ con cui l’azienda intende ghettizzare i lavoratori ‘indesiderati’ per motivi sindacali o per ridotte capacità lavorative conseguenza delle diffuse patologie professionali da sforzo prolungato che ormai colpiscono alcune migliaia di lavoratori”… dichiara lo Slai Cobas…” il passo successivo porterà alla prossima cessione di questi lavoratori a ditte esterne col prevedibile e collegato carico di cassa integrazione, mobilità e licenziamenti come tra l’altro già è avvenuto per la KSS di Arzano o per la procedura di mobilità avviata dalla Novafero con l’accordo dei sindacati confederali e lo Slai Cobas che è l’unico sindacato che non ha firmato l’accordo. Un processo – quello delle liste di proscrizione e dei reparti-confino destinato ad estendersi ad altri lavoratori sia della Fiat che delle collegate aziende di servizio e fornitrici in funzione dell’incapacità produttiva data dal mancato riammodernamento impiantistico.Oggi, ad oltre due mesi dalla ripresa lavoro, gli impianti (fatiscenti di 40 anni) restano’ tal quali’ e non consentono la produzione: 4.000 vetture difettate sono in questi giorni accatastate nei reparti della fabbrica e l’azienda non è nemmeno riuscita, a casusa dello note strozzature tecniche, a fare i 4 sabato di recupero programmati. Inoltre, della logistica già si occupa la DHL: a che serve  un ‘secondo’ polo logistico, se non alla sola  espulsione dei lavoratori”?

 

Intanto, in crisi per lo sciopero in corso, la Fiat ha convocato in extremis, nel pomeriggio, un incontro ‘urgente’ con i soli sindacati confederali (alle 14.30 presso la sede dell’Unione degli Industriali di Napoli) mentre lo Slai Cobas, che è il maggior sindacato colpito dalle liste di proscrizione (circa 100 dei 316 lavoratori sono iscritti allo Slai Cobas a fronte di 50 appartenenti a tutti gli altri sindacati) già preannuncia, inoltre, una nuova denuncia alla magistratura del lavoro attivando la procedura d’urgenza prevista per i sindacati dall’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, e con la richiesta di ‘rimozione del reparto confino del polo logistico’ (per effetto del comportamento illegittimo ed antisindacale messo in atto dall’azienda in violazione della legge n. 300/70) ed il ‘rientro di tutti i 316 lavoratori nei precedenti reparti di appartenenza in quanto l’esternalizzazione dei lavoratori è inficiata dal grave e reiterato comportamento antisindacale messo in atto dalla Fiat  nei confronti dello Slai Cobas ed in consapevole e reiterata violazione dell’obbligatorio principio di correttezza e buonafede incombente su parte datoriale.  

 

SLAI Cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d’Arco, 11/4/2008

 

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