FIAT POMIGLIANO

FIAT di Napoli

VENERDI' 19 SETTEMBRE  2008 SCIOPERO DI 8 ORE PER OGNI TURNO DI LAVORO IN FIAT

Con una sentenza del tribunale di Nola: licenziati 8 operai
Con una sentenza, ieri è stata ribaltata quella di 1°grado che imponeva alla Fiat di reintegrare 8 lavoratori, (tra cui la rsu Domenico Mignano e Vittorio Granillo tra i fondatori dello Slai Cobas)licenziati in seguito ad un'accesa protesta durante un'assemblea sindacale indetta nel febbraio 2006, da fiom, fim, uilm e fismic, all'interno dello stabilimento Fiat di Pomigliano relativamente al rinnovo del contratto collettivo nazionale dei metalmeccanici.
In quell'occasione vi fu una grossa partecipazione operaia, che contestò aspramente l'accordo prospettato dai sindacati, bocciandolo. In seguito a tale contestazione, furono colpiti con il licenziamento 8 lavoratori, 5 fiat auto e 3 dhl, appartenenti allo Slai cobas di Pomigliano, alcuni dei quali passati successivamente alla Confederazione Cobas di cui fanno parte. L'azienda con arroganza si intrometteva in quella che era una vicenda tra lavoratori e che attiene alla democrazia sindacale. Questa grave ingerenza si ripeterà successivamente: nel novembre 2007 la r.s.u./rls Domenico Mignano, è stata di nuovo licenziata, mentre svolgeva leggittimamente il suo ruolo di delegato sindacale durante un'assemblea in un Fiat center. Dopo i licenziamenti degli 8 operai si svolsero varie iniziative, tra le quali un'affollata assemblea al Politecnico al quale parteciparono rappresentanti del sindacalismo di base e non solo e movimenti sociali di Napoli e provincia. In seguito il giudice intimò la riassunzione dei licenziati. Ieri 16/09/08, quindi è stata ribaltata la sentenza di 1°grado relativamente ai fatti di febbraio confermando i licenziamenti. In questi 2 anni, il clima è cambiato e l'atteggiamento autoritario e antidemocratico dell'attuale governo, spalleggiato dai poteri forti, Confindustria in primis e da una falsa opposizione, pervade tutta la società e fa breccia anche in settori istituzionali, chiamati invece a salvaguardare le più elementari regole democratiche. Respingiamo questo ulteriore restringimento degli spazi democratici sui posti di lavoro e nella società ribadendo che il confronto seppur duro fra i lavoratori e tra le verie organizzazioni sindacali, attiene alle regole basilari della democrazia e che non possono essere ammesse ingerenze dei padroni di ogni risma: ne va del diritto al dissenso! Facciamo appello a tutte le organizzazioni sindacali presenti in fabbrica, ai movimenti sociali ed alle forze sinceramente democratiche a respingere i
licenziamenti e a solidarizzare con i lavoratori colpiti. Solidarietà con gli 8 licenziati Per il diritto al dissenso

CONTRO LA PRECARIETÀ E I LICENZIAMENTI PARTECIPIAMO ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 19 OTTOBRE 2008