SLAI Cobas Sanità di Lodi

Lettera aperta

La R.S.A. di Codogno, la questione degli esuberi al Fatebenefratelli e il dott. Triaca.

Dopo la riposta  del dott. Triaca apparsa in data 8/02/2010 su questo quotidiano  riguardo la questione R.S.A ci sembra doveroso intervenire per far altrettante precisazioni sulla vicenda.
Fin da quando abbiamo posto  la questione dell'R.S.A. di Codogno all'attenzione dell'opinione pubblica abbiamo sempre sottolineato che le pazienti della struttura erano trattate come merce di scambio per risolvere la questione degli esuberi al Fatebenefratelli e il susseguirsi dei fatti dimostra che avevamo ragione. Se non possiamo provare che le donne trasferite al Fatebenefratelli
siano decedute in seguito al loro trasferimento in quanto non ne abbiamo le competenze professionali, possiamo però affermare che sicuramente il trasferimento ha influito sul loro decesso, su donne  di età cosi avanzata e con un quadro clinico così complesso. Però nella sua risposta il dott Triaca sembra non accennare assolutamente a questo, come d'altro canto non accenna minimamente al fatto che abbassando lo standard assistenziale in pazienti abituate a aver un piano assistenziale individuale per quel che riguarda l'alimentazione, la mobilizzazione, e l'igiene non più possibili da mantenere nella nuova struttura che le ha accolte. Affermiamo questo per quello che abbiamo potuto costatare parlando con gli operatori del Fatebenefratelli che ci dicevano che la struttura dove erano state trasferite le pazienti dell'R.S.A. di Codogno era carente per quello che riguardava l'organico e quindi non poteva erogare un livello di assistenza adeguato alle donne trasferite.

Continuando nella nostra risposta al Direttore generale dell’A.S.L. di Lodi dobbiamo smentirlo anche quando parla di fuga in avanti rispetto al futuro dell’R.S.A. Ci venga a spiegare perchè se la sua intenzione non è quella di liberarsi dei pazienti psichiatrici per poi sbarazzarsi definitivamente  della struttura, il perché  ha cominciato i trasferimenti e ha cessato il rapporto di lavoro con i 12 operatori a tempo determinato?

E scusate la malafede, perché i lavori di ristrutturazione non sono ancora cominciati?

Come vorremmo chiedere al dott. Triaca quando parla di voler mantenere i servizi di cure domiciliari dei distretti di Lodi, Casalpusterlengo e S. Angelo Lodigiano perché  ha messo termine ai contratti di 8 operatori che ricoprivano il posto di persone che si erano trasferite in altri servizi  o si erano licenziate e operando contemporaneamente il trasferimento di alcuni operatori in altri servizi come nel caso specifico del sevizio cure domiciliari di S. Angelo. Forse dietro questo non c'è forse la volontà di strangolare questi sevizi per poi darli in cessione a qualche cooperativa?

Naturalmente anche su questo ci risponderà che la sua intenzione non è chiudere anzi la sua intenzione è quella di crearne di nuovi, come l'ultimo servizio propagandato riguardante l'indirizzamento dell'utenza sull'uso dell'assistenza domiciliare sul territorio ottenuto smembrando e dividendo un servizio  come l'Unita di Valutazione Geriatrica  di Lodi.

Naturalmente siamo noi dei retrogradi e non capiamo le innovazioni come non siamo ancora riusciti a capire come dopo solamente un anno di incarico lui sia succeduto all'appena arrivato direttore generale?

Luca Beretta

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