Elezioni RSU pubblico impiego e Maschette pubblicata su il Manifesto di sabato 08 settembre

In allegato la manchette sulle elezioni RSU del pubblico impiego e sull'assemblea del 15 settembre a Roma, che verrà pubblicata su il Manifesto di sabato 8. La pubblicazione è stata chiesta anche a Liberazione, ma è assai possibile che non venga pubblicata per l'attacco al governo contenuto al suo inizio.

L'assemblea del 15 settembre a Roma è articolata nella forma della presentazione delle proposte dello Slai in relazione al precariato nel pubblico impiego e alla scadenza delle elezioni per il rinnovo delle RSU del 19-22 novembre prossimi, ma con risvolti che riguardano tutto il lavoro precario, focalizzandosi sulla questione della rappresentanza. In estrema sintesi: i lavoratori precari del P.I. (e non solo) possono lavorare (pagati poco e a tempo determinato), ma non possono né votare i rappresentanti sindacali (e quelli non eletti da loro siglano gli accordi che conservano la precarizzazione), né tantomeno essere eletti.

La nostra proposta, che sarà presentata e  articolata nel corso dell'assemblea, è così riassumibile:

1) rivendicazione del diritto ad essere elettori ed eleggibili al rinnovo delle RSU del prossimo novembre per tutti i lavoratori precari del P.I.. Rivendicazione che deve essere uno degli assi centrali del nostro "programma elettorale". (più diritti per i lavoratori precari = più diritti per tutti quanti!).

2) costituzione di comitati aperti di lavoratori precari e a tempo indeterminato per il riconoscimento della rappresentanza sindacale e per la stabilizzazione dei lavoratori precari. Comitati che siano attivi nel corso di tutta la campagna per il rinnovo RSU, ma che vadano oltre questa scadenza per condurre la lotta per la stabilizzazione a tempo indeterminato.

3) organizzazione in "proprio" delle elezioni dei rappresentanti dei precari, dove i lavoratori ne hanno la forza, in concomitanza con il rinnovo delle RSU. Elezioni che non avranno un valore legale, ma saranno un segnale politico. Tanto più che esistono delle realtà (come ad es. in Sicilia tra gli oltre 15.000 precari ASU e PUC) dove i rappresentanti sindacali - non quelli eletti, ma quelli designati dai confederali - entrano nelle commissioni per la stabilizzazione dei lavoratori precari. Ossia i lavoratori non possono né eleggere propri rappresentanti, né essere eletti, per difendere le proprie condizioni di vita e di lavoro, ma rimangono in balia di chi firma gli accordi di conservazione della precarietà.

4) la questione della rappresentanza riguarda tutti i precari, anche quelli del privato (nonché coop., fondazioni, ecc.). Questi lavoratori non hanno diritto alla rappresentanza, anche quando i loro comitati autorganizzati raccolgono la stragrande maggioranza dei lavoratori. Emblematici sono stati casi come quelli: dei lavoratori di Atesia di Roma, il cui comitato è stato sempre tenuto al di fuori delle trattative; oppure quello degli ASU e dei PUC siciliani che sono riusciti ad accedervi durante la lotta per la mobilitazione di massa e sfruttando a proprio vantaggio le manovre della regione Sicilia, ma che ora non possono dire una parola nel processi di stabilizzazione che avanzano a rilento e spesso non trovano attuazione perché i rappresentanti confederali non si presentano nelle commissioni.

5) la lotta per l'abolizione della precarietà nei posti di lavoro, con una stabilizzazione a tempo indeterminato con condizioni normative e salariali uguali a quelle dei lavoratori già assunti "normalmente". Vanno contrastati, infatti, tutti quegli accordi finalizzati a congelare a tempo indeterminato le condizioni del lavoro precario, che sono la costante delle attuali stabilizzazioni; nonché vanno bocciati e combattuti i contratti che sempre più allargano l'introduzione di norme precarizzati nei posti di lavoro, aumentando la concorrenza tra tutti i lavoratori e diminuendo i salari e i diritti di tutti, specialmente quando la precarietà si coniuga con l'immigrazione. Un lotta necessaria per contrapporsi al dilagare della decontrattualizzazione generalizzata e con l'obiettivo di abrogare i suoi principali artefici: il Pacchetto Treu e la Legge 30 (Biagi).

L'assemblea, che si terrà alle 9.30 nella Sala Pettinelli, 2° sottopassaggio del binario 20/21 della stazione di Roma Termini, è ovviamente innanzitutto rivolta ai lavoratori perché si autorganizzino e diano vita ad una mobilitazione aperta, senza preclusioni di tessere sindacali, dalla base. Solo così pensiamo che si possa lavorare per ottenere i rapporti di forza necessari per condurre questa lotta e obbligare il governo, il padronato e i sindacati confederali a fare marcia indietro sulla precarizzazione dei lavori.

Ma poiché la scadenza delle RSU nel pubblico impiego cade durante il dibattito politico sul governo e sulle sue scelte economico sociali (contro i lavoratori), e perché in fase di campagna elettorale si è parlato tanto di "superare" la Legge Biagi (salvo proporre poi solo delle modifiche secondarie), abbiamo pensato di condurre questa assemblea nella forma di un confronto sulle nostre proposte con i lavoratori, ma anche con le forze politiche e sindacali, perché il nostro obiettivo è quello di allargare il fronte a chi è effettivamente disposto a mobilitarsi contro le politiche concertative e l'attacco ai lavoratori condotto da governo e padronato.

All'assemblea interverranno, da noi invitati, Orazio Licandro del PdCI, Rocchi del PRC, un rappresentante di: Partito Comunista dei Lavoratori, Partito di Alternativa Comunista, SdL (i nomi ci devono arrivare) e stiamo aspettando altre risposte.

A questa iniziativa chiediamo a tutti i Provinciali e i Cobas di inviare una delegazione, in particolar modo di lavoratori precari e del Pubblico Impiego, per far riuscire al meglio la scadenza, fornendo il proprio contributo e cominciando ad organizzare le iniziative per la campagna per le elezioni RSU nel pubblico impiego.

I riferimenti per l'iniziativa sono: Aldo Milani 3381168898 (Slai Milano) e Orazio Calì 3381717852 (Slai Catania).

Ulteriori informazioni, anche sulle altre scadenze in corso, seguiranno alla riunione dell'Esecutivo Nazionale di sabato 8 e all'assemblea di Arese del 9.