SLAI COBAS Regione Lombardia: risposta al Corriere della Sera

Risposta al quotidiano Corriere della Sera in merito alla campagna massmediatica sull’utilità del “Pirellino" di Como.

Dopo tanto tuonare finalmente piovve:  nell’ultimo articolo del “CORRIERE DI COMO”, a firma  E. C., per la campagna massmediatica sull’utilità del “Pirellino, si apprende (dall’intervista ad un politico di grande carattere e tempra morale, tal consigliere comunale di Forza Italia Roberto Rallo) che la struttura regionale di via Einaudi è “uno dei pochi edifici di elevata qualità edilizia e architettonica realizzati in città dal dopoguerra ad oggi. Una fortuna questa che, però, va sfruttata”. Come? Passandola al Comune che ne farebbe un buon uso! L’intervistato dà un giudizio tranciante sull’attività del “Pirellino” dicendo che se qualcuno ha degli affari da sbrigare, in mezz’ora può andare al “Pirellone” e ivi giunto, sbrigare questi affari con chi di dovere: questo perché nella sede regionale di Como si trovano solo “impiegati o funzionari senza alcun potere realmente decisionale su pratiche e procedure”. Non c’è che dire, il  personaggio dimostra di conoscere bene la realtà della vita politica italiana: senza tanti giri di parole sostiene che se uno vuole ottenere qualcosa deve bussare alle porte di chi conta, di chi può decidere.

 Lui è sicuramente un politico decisionista, non ha tempo da perdere e non crede (come noi poveri illusi dipendenti regionali) che il “Pirellino “ e il “Pirellone” siano luoghi dove si svolge attività di progettazione, di controllo delle domande dei partecipanti ai bandi, di finanziamento delle attività secondo le regole stabilite dall’Amministrazione, di controllo della qualità dei servizi svolti dai soggetti pubblici e privati sul territorio regionale,  in modo che gli utenti ne possano beneficiare senza dover ricercare appoggi particolari dai  dirigenti o dai politici.

Forse non è così, perché Roberto Rallo, più esperto di noi su come “gira il mondo” ci dice che per ottenere qualcosa uno deve far mezz’ora di viaggio per parlare con le persone che contano. Tutt’al più, se deve sbrigare qualche pratichetta,  l’istituzione per eccellenza è il Comune. Forse, secondo questo signore, i nostri colleghi di Palazzo Cernezzi appartengono a una razza “superiore” capace di svolgere compiti che i fannulloni (di Ichiniana memoria) del “Pirellino” non sono capaci di fare.

Dopo tanti dibattiti sul ruolo e sul funzionamento dei vari Enti Locali, sul decentramento delle attività, sulla razionalizzazione delle procedure al servizio dei cittadini, su chi deve fare questo o quel servizio, con scontri che vedono coinvolte anche le cariche istituzionali, apprendiamo dal nostro navigato politico, nonché consigliere comunale di Forza Italia, che le attività delle Sedi decentrate della Regione Lombardia le può svolgere tranquillamente il Comune.

Noi poveracci che avevamo, fino ad oggi,  assistito a furibondi scontri  tra politici di destra e di sinistra e tra correnti all’interno degli stessi poli, pensavamo che la discussione fosse effettivamente un po’ viziata dal rapporto che i politici hanno con gli interessi “forti” del territorio, ma che la questione non fosse così semplice da risolvere, quindi lasciamo perdere Rallo e le sue sparate, probabilmente dirette contro i suoi stessi colleghi di partito, ma non di cordata.

Diverse sono le ipotesi in campo e le spinte che si contrappongono sulla scena politica, ma evidentemente anche il “CORRIERE DI COMO” ha già scelto con chi stare e si fa interprete di una campagna faziosa, nel senso che è promossa da una fazione i cui interessi probabilmente sono divergenti da quelli di chi governa la Regione, anche se è della sua stessa area politica di centro-destra; una campagna che non parte dalla volontà di migliorare la qualità e razionalizzare i servizi degli Enti, ma dalla scelta, a priori, che l’attività del “Pirellino” vada stroncata.

A tal scopo utilizza i dati “oggettivi” enfatizzandone alcuni e sottostimandone altri per dar forza alla propria campagna scandalistica, intervistando persone che, dopo aver detto di non essere mai entrate nel palazzo della Regione, si dichiarano convinte che le attività ivi svolte le farebbe meglio il Comune o la Provincia.

Ma allora perché il “CORRIERE DI COMO” dice che lo studio sulla “customer satisfaction” (cioè: studio sulla soddisfazione degli utenti), commissionato dalla Regione Lombardia, dà una valutazione complessivamente alta delle 15 strutture regionali dislocate nelle province,  sottolinea che la struttura di Como, a pari merito con Monza, è al terz’ultimo posto, prima di Cremona e Mantova,  con un  punteggio di gradimento  di 8,9 su 10 e poi, saltando questo dato, sentenzia che il “Pirellino” va chiuso?

I parametri che il “Corriere di Como”usa per valutare la struttura regionale  sono poco convincenti, anzi diremmo pretestuosi: come si può mettere in relazione la qualità e i contenuti del lavoro svolto sulla base delle persone che entrano nello stabile di via Einaudi?

Sanno i giornalisti che, ad esempio, all’ufficio “Genio Civile” (ora chiamato “Sviluppo del territorio”) i colleghi per la maggior parte sbrigano pratiche presentate da Comuni sui bandi della Regione, sulle barriere architettoniche, sulla viabilità delle strade primarie e secondarie ecc. e che per farlo bisogna verificare se la documentazione è regolare e conforme con i requisiti richiesti dalle normative? Sanno che se i decreti di finanziamento sono fatti a Milano, la relativa valutazione dei loro elementi tecnici e amministrativi avviene in sede locale?

Sanno i giornalisti che il gruppo di lavoratori adibiti al “Genio Civile” ha anche il compito di controllare la documentazione per le concessioni sulle aree demaniali (concessioni per il passaggio sulle aree demaniali di reti elettriche, fognarie, scarichi vari ed anche lo scarico delle acque reflue nei fiumi e/o torrenti), calcolare i canoni da presentare ai soggetti richiedenti l’autorizzazione ?

Sanno i giornalisti che lo stesso organico è preposto anche al servizio di pronto intervento (per frane, dissesti idro-geologici, ecc.) e per ogni evento bisogna fare una verbalizzazione (cioè un resoconto ufficiale) della situazione riscontrata ecc. ecc.?

I lavoratori addetti ai servizi devono essere giudicati in base al tipo di pratiche e funzioni che svolgono e se questi sono più o meno effettuati secondo criteri di qualità.

Può anche darsi che certi servizi non debbano essere più svolti da quella struttura, ma i lavoratori non hanno voce in capitolo sulle scelte d’indirizzo, le quali sono politiche e quindi i giornalisti dovrebbero cercare di favorire la discussione politica, esercitare il loro “potere” per informare su ciò che è in discussione, se  i dati forniti corrispondono, fare inchieste serie sul personale  e non  condizionare le scelte istituzionali a favore di lobby precostituite,   criminalizzando, nei fatti, i lavoratori, coloro che a malapena arrivano alla terza settimana perché il loro stipendio è appena al di sopra dei mille euro.

Se si voleva fare una seria indagine moralizzatrice sull’attività lavorativa del “Pirellino”, si doveva partire da una valutazione delle funzioni che l’Ente dovrebbe svolgere, su come funziona il rapporto con gli altri Enti locali, su come si devono eliminare i doppioni, sul perché sono stati esternalizzati diversi servizi, sul perché si sono delegate ad altri Enti certe funzioni della Regione  (agricoltura, trasporti, formazione professionale e parte dell’edilizia) che occupavano, prima del 2000, 250 persone, se è giusto che la Regione al posto di servizi eroghi progettazione e programmazione politico-amministrativa.

Qual è lo scandalo se quasi la totalità della spesa va a coprire i salari dei 53 operatori  impegnati nelle suddette e necessarie attività ?

La Regione si riserva, per legge, compiti di progettazione, indirizzo, comunicazione, controllo, quindi ha ridotto drasticamente le proprie strutture, mezzi tecnici e attività di intervento diretto sul territorio.

Gli articolisti hanno descritto come sono divise le funzioni, ma non hanno spiegato i contenuti di queste funzioni, come si istruiscono le pratiche, come vengono certificate le domande.

Noi non vogliamo difendere le scelte di Formigoni, la sua politica e le attività dell’ Ente. Il più delle volte abbiamo dovuto subire scelte che contrastavamo e che hanno modificato  profondamente l’operatività della struttura e la stessa nostra professionalità, ma non accettiamo che si possano fare delle campagne di parte sulla nostra pelle.

Per noi, delegati R.S.U. della componente SLAI COBAS, e per la gran parte di lavoratori della Regione non sono accettabili campagne moralizzatrici, che per la maggior parte sviliscono e ridicolizzano il nostro lavoro per colpire qualche politico di quella o quell’altra  corrente avversaria. Siamo invece favorevoli a campagne che denunciano il malaffare, l’inutilità (dimostrata) di certi servizi, per modificare le scelte politiche e ristrutturare i servizi pubblici veramente a favore dei cittadini-utenti.

 

Per i delegati RSU Slai Cobas         Aldo Milani Tel 338 1168898