SLAI Cobas INPS Milano-Nord - Lettera aperta ai cittadini, ai lavoratori, agli utenti

Come lavoratori del pubblico impiego siamo indignati per l’infamante campagna di stampa cui siamo stati sottoposti dal Ministro Brunetta e dagli organi di stampa.
Una campagna mediatica costruita ad arte per distrarre l’opinione pubblica dal vero scopo del governo: ridurre i diritti dei lavoratori (pubblici e privati), ridimensionare il ruolo dello stato sociale attraverso pesanti tagli ai servizi pubblici, ridurre il più possibile le attività di controllo da parte della pubblica amministrazione, lasciando il campo libero all’evasione fiscale e contributiva e alla violazione delle norme che riguardano la sicurezza sul lavoro.
Ciò che i cittadini, i lavoratori e gli utenti del servizio pubblico devono sapere è che il decreto 112/08 (convertito nella legge 133/08) e i provvedimenti sulla scuola:
-    non colpiscono solo i diritti dei lavoratori pubblici
-    ma colpiscono  lo stato sociale attraverso tagli indiscriminati ai servizi e alle attività di ispezione e controllo, che mettono in pericolo la tenuta del servizio pubblico e il rispetto delle leggi dello Stato.

La drastica riduzione degli organici (nel 2009 sarà sostituito solo il 10% del personale che andrà in pensione), il taglio del salario accessorio dei lavoratori pubblici (proprio quello che era legato al raggiungimento di obiettivi di efficienza e qualità del servizio), l’abolizione di una serie di attività di controllo (ad es. quelle sulle certificazioni ambientali), il ritorno al maestro unico nelle scuole elementari (che taglia migliaia di posti di lavoro, abbassa la qualità della scuola pubblica e mette a rischio il tempo pieno), la trasformazione delle università in fondazioni, sono tutti provvedimenti che vanno nella direzione di un peggioramento del servizio pubblico.

Ma chi pagherà i costi di questa operazione se non i cittadini che saranno costretti a rivolgersi ai privati per ottenere dei servizi che dovrebbero essere garantiti dallo Stato?

Ma il carattere antipopolare dell’attività di governo emerge anche dal progetto di legge che vuole porre mano, per l’ennesima volta,  al sistema pensionistico prevedendo il passaggio per tutti al sistema contributivo e un nuovo allungamento dell’età lavorativa.

Al di là del facile populismo e delle battute di spirito di qualche ministro la realtà è quella di un governo che non vuole affrontare l’emergenza salariale di lavoratori e pensionati, taglia i servizi e le pensioni, privatizza i profitti e collettivizza le perdite (come ci insegna la triste vicenda Alitalia di questi giorni).

QUINDI SCUSATECI, MA SIAMO COSTRETTI A CREARE QUALCHE DISAGIO OGGI PER NON CHIUDERE PER SEMPRE DOMANI
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I lavoratori e la RSU della sede INPS di MILANO-NORD