NOTIZIE SLAI COBAS

PRESIDIO AD ARESE

IL GIORNO, SABATO 15 NOVEMBRE 2OO8

Di nuovo sulla strada.

E' la sorte degli exAlfa che lavorano alla Rina.

di ROBERTA RAMPINI
ARESE

EX-OPERAI della carrozzeria all'Alfa Romeo. Prima cassintegrati, poi licenziati dalla Fiat.
Ora 73 lavoratori della Rina srl, società di servizi, rischiano ancora una volta di trovarsi in mezzo alla strada, senza lavoro e senza stipendio.
Ennesima beffa per un gruppo di ex-operai dell'Alfa assunti alcuni anni fa, secondo gli Accordi di programma, da una delle aziende che si sono insediate sull'area industriale ex-Fiat.
Nei giorni scorsi l'ABP, Alfa Business Park, proprietaria dell'area, ha comunicato alla direzione aziendale della Rina che a gennaio non intende rinnovare l'appalto e quindi dovrà licenziare tutti i lavoratori.
Ieri mattina i dipendenti della Rina e l'ultimo gruppo di licenziati dell'Alfa Romeo ancora senza un lavoro, hanno organizzato un presidio di protesta davanti alla portineria sud.
«Tutti i lavoratori della Rina hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e hanno avuto garanzie occupazionali fino al 2010, invece a gennaio saranno licenziati -spiega Corrado Delle Donne, rappresentante sindacale dello Slai Cobas - è assurdo, all'interno dell'area il lavoro c'è, ma si preferisce reclutare personale dalle cooperative, dalle agenzie interinali, senza nessun diritto.

VOGLIAMO RISPOSTE occupazionali per tutti, vogliamo il rispetto degli Accordi».

Quella di ieri mattina è stata solo la prima manifestazione di protesta, la prossima settimana ci sarà infatti una giornata di mobilitazione che coinvolgerà anche i 750 dipendenti Fiat che lavorano nei reparti di progettazione, sperimentazione e centro stile rimasti ad Arese ma senza certezze per il futuro. Il sindacato rivolge un appello anche alle istituzioni. «Qui si torna a parlare di realizzare centri commerciali e abitazioni, questo significa cambiare la destinazione d'uso dell'area e cementificare l'ultima area industriale rimasta in Lombardia,non lo possiamo accettare -spiega Mario Ricciardi, dei Cobas - i sindaci continuano a dire che bisogna difendere il lavoro e l'industria, ma poi non fanno nulla di concreto. I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro».


Il presidio di ieri
con i lavoratori schierati
a difesa del posto e fermi
nella richiesta
del rispetto degli accordi
(Studionord)

IL SINDACATO
«Lavoro ce ne sarebbe
ma vengono preferiti
interinali e cooperative
che non hanno diritti»