NOTIZIE SLAI COBAS

Contro i tagli del Governo lo SLAI colora la piazza

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Le bandiere rosse dello Slai-Cobas e gli striscioni degli studenti hanno colorato questa mattina, sabato 22 novembre, le strade di una Termoli grigia e fredda. La protesta ha coinvolto diverse categorie di lavoratori provenienti anche da fuori regione. Tutti uniti contro i tagli effettuati dal Governo Berlusconi nell'ambito della scuola, della sanità, dei salari e delle pensioni.

Termoli. Erano circa 250 e fin dalle prime ore del mattino hanno sfilato lungo le strade della città al ritmo delle note della Banda Bardò e di Bob Marley. Una manifestazione pacifica quella organizzata dal sindacato autonomo dei lavoratori Slai-Cobas ma che ha coinvolto diverse categorie motivate tutte dalla stessa rabbia, quella dovuta ai tagli che il Governo Berlusconi sta attuando su diversi ambiti come la scuola, l'università, la sanità, le pensioni e sui salari.
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«In piazza questa mattina è scesa la gente comune - dicono alcuni manifestanti - siamo casalinghe e operai e non arriviamo più a fine mese, questo è un modo come un altro per dire che non ce la facciamo più». Protagonisti del corteo gli operai della Fpt di Termoli ma anche le delegazioni dello Slai Cobas di Milano, gli operai della Fiat di Pomigliano, lo Slai Cobas dell'Alfa Romeo di Arese, e gli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale 'Boccardi' di Termoli in rivolta contro il preside che: «Continua a negarci il diritto di assemblea».
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Ad aprire il corteo un uomo che sventola con orgoglio la bandiera della pace, si tratta di Stefano Musacchio licenziato dalla Fiat nel 2003 per aver affisso la bandiera della pace in fabbrica. «Questa bandiera mi è costata il licenziamento - ha dichiarato Musacchio - ma la manifestazione di oggi mi dimostra che avevo ragione io a credere in certi valori, gli stessi in cui crede tutta la gente che è scesa in piazza oggi e che si è stancata di un capitalismo che continua a prenderci in giro.»
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L'idea della manifestazione è nata nelle officine della Fiat Powertrain di Termoli, circa un mese fa, quando i vertici aziendali hanno comunicato la decisione di porre in cassa integrazione tutti i 2700 dipendenti dello stabilimento e, in particolar modo con tempi più lunghi, i 900 dipendenti dell'Unità Cambi. A pagare le conseguenze più gravi di questa riorganizzazione del lavoro sono stati circa 400 operai assunti con contratti a tempo determinato che a fine Cig non vedranno riconfermarsi il contratto.
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E' stato questo dato a innescare una serie di cambiamenti epocali in città: in primo luogo le sigle sindacali confederali presenti nello stabilimento di Termoli da sempre divise e in guerra fra loro, si sono unite chiedendo univocamente alla Fpt garanzie per i lavoratori e, in secondo luogo, lo Slai Cobas, da sempre sindacato indipendente e con pochi tesserati all'interno della Fabbrica termolese, è riuscito a mobilitare un gran numero di persone e a portarle in piazza per esprimere la loro protesta.
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«A Termoli qualcosa sta cambiando - spiega Andrea Di Paolo - rsu dello Slai Cobas - e questa mattina abbiamo avuto la dimostrazione di questo e del lavoro che da mesi lo Slai svolge nelle retrovie ma sempre pienamente convinti di quello che si fa». Il sindacato autonomo infatti ha sempre sottolineato l'incongruenza tra la richiesta di Cig da parte della Fpt e le continue richieste (provenienti sempre da parte dell'azienda)di straordinario e di lavoro durante i turni di notte e nei weekend. E' stato sempre lo Slai a presentare un esposto finalizzato a verificare che alla Fpt di Termoli ci siano le condizioni per effettuare la Cig.
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Tante le forze dell'ordine dispiegate per controllare i manifestanti; poliziotti, carabinieri e vigili urbani si sono mescolati ai partecipanti della manifestazione cercando di vincere il freddo e la pioggia. Tanti anche i termolesi che hanno assistito al corteo che da piazza Donatori di Sangue ha attraversato Corso Fratelli Brigida per poi lambire il castello e passare sotto al Municipio per riversarsi infine in piazza Monumento dove c'è stato il comizio finale. (v.f.)

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