NOTIZIE SLAI COBAS

LAVORATORE, L'IPERCOOP SEI TU?

La condizione in cui ci troviamo a vivere come lavoratori dell'IPERCOOP di Crema è venuta negli ultimi anni, scadendo a livelli inaccettabili. Ormai anche i diritti più elem entari sono minacciati da condizioni di lavoro insostenibili e salari miserabili. Perché SLAI COBAS? Perché sentiamo la necessità di creare un progetto sindacale alternativo a quello già esistente in azienda. Lo SLAI Cobas è uno strumento, di lotta e di autorganizzazione, per i lavoratori che non vogliono più assistere passivamente al progressivo deterioramento delle proprie condizioni di vita e dell'ambiente di lavoro. Per riprendere nelle nostre mani la possibilità di scegliere e di controllare dal basso chi ci deve rappresentare. Per dare voce e ricostruire un radicale e alternativo progetto di essere tutti sindacato. Per affermare il diritto all'organizzazione, contro tutte le vessazioni aziendali. Per contrastare le politiche padronali, antiproletarie e di sfruttamento, che continuano ad indebolire e fiaccare i lavoratori in tutti i settori, condannandoli, insieme alle loro famiglie, al ricatto della precarietà a vita e la loro collocazione in fascia di povertà, a sotto-diritti e sotto-salario. Tutto ciò avviene, perché i sindacati confederali non difendono più i nostri interessi.

VUOI ESSERE PIÙ FLESSIBILE E SENZA DIRITTI?

OPPURE VUOI UN SINDACATO DI LOTTA E DI DIFESA?

C'È BISOGNO DI UN ALTRO MODO DI RIVENDICARE

I NOSTRI DIRITTI E LA NOSTRA DIGNITÀ


ADERIAMO ALLO SLAI COBAS E COMINCIAMO A FAR VALERE I NOSTRI DIRITTI ECONOMICI E SINDACALI


Quante volte vi siete chiesti:

Come mai i soldi nella busta paga, nonostante i tanto sbandierati aumenti contrattuali, finiscono sempre prima della fine del mese?

La retribuzione deve essere proporzionata alla quantità e qualità del lavoro e in ogni caso deve essere sufficiente ad assicurare a noi e alla nostra famiglia un esistenza libera e dignitosa. Quindi, abbiamo la necessità di un contratto integrativo che preveda l'inserimento in busta paga di 300 euro lordi per tutti, come riconoscimento della professionalità svolta e per un reale recupero salariale rispetto all'aumento del costo della vita.
Come mai i lavoratori dei reparti: ortofrutta, macelleria, pescheria, forneria, rosticceria, casse, sono obbligati a timbrare l'entrata e l'uscita, già indossando le divise e/o particolari indumenti di protezione individuale (DPI)?

L'orario di lavoro inizia quando il dipendente, entrando nell'impresa, si assoggetta alle disposizioni dell'imprenditore: il tempo impiegato, all'interno dell'unità produttiva, per indossare le divise rientra quindi nell'orario di lavoro, trattandosi peraltro dell'adempimento di un dovere che il datore di lavoro ha valutato come attinente alla posizione lavorativa. Quindi il tempo di vestizione e svestizione devono essere inclusi nell'orario di lavoro e essere retribuiti.

Come mai le lavoratrici alle casse in part time, vengono imposti turni di lavoro su 21 tipologie di turnazione e nella piena flessibilità a senso unico per l'azienda e anche nell'impiego dello straordinario?

La flessibilità smodata sull'utilizzo del part time, soprattutto per le lavoratrici alla "barriera casse" oltre a comportare un'indennità eccessivamente ridotta, comporta anche impossibilità della lavoratrice a reperire altre occupazioni: il lavoratore è, così, in totale balia dell'organizzazione aziendale. Appare logico, quindi, che tale l'impedimento porti a una retribuzione insufficiente ad assicurare al lavoratore e alla sua famiglia un esistenza libera, dignitosa, oltre all'inconciliabilità tra tempi di vita individuali e tempi sociali.?

Come ma chi lavora con il "disaggio freddo" non percepisce nessun indennizzo?

L'indennità disagio freddo deve essere riconosciuta a coloro che lavorano nelle celle frigorifere, non come avviene oggi.

Come mai le nostre mansioni non corrispondono ai livelli economici di inquadramento?

Perché il ricorso massiccio alle forme di flessibilità del lavoro, alla precarietà, alla svendita dei diritti dei lavoratori, hanno influenzato negativamente la nostra capacità di resistenza, inculcando, così, in tutti noi il senso della sconfitta, determinando conseguentemente, passività verso le richieste aziendali che impongono l'aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro. Chiediamo il rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori.

Come mai gli indumenti di lavoro non sono adeguati alle temperature ambientali di lavoro?

La dotazione di indumenti e/o strumenti di protezione e prevenzione in relazione alla tipologia di lavoro assegnato, devono essere idonei a tutelare la salute ed integrità fisica di tutti i lavoratori.

Come mai non vengono assegnate turnazioni di ferie nei periodi di "feste"?

Va imposta un'organizzazione del lavoro e la definizione di criteri più equi, per la determinazione e la distribuzione dei carichi di lavoro: dalle turnazioni dell'orario, agli straordinari, ai periodi feriali.

Come mai lavoriamo come somari, lavorando il doppio, ma con un solo stipendio?

Per aumentare i profitti, i padroni ricorrono agli aumenti dei carichi di lavoro, diminuendo il personale e aumentando la flessibilità di chi lavora, oltrechè tenere gli stipendi al palo. Ci vorrebbero nuove assunzioni e la trasformazione dei lavoratori da part time a full time.

Come mai non vengono effettuate le visite mediche di accertamento per tutti i dipendenti (vedi cassiere / sindrome da tunnel carpale) così come previsto dalla norme in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro?

La visita medica preventiva è intesa a constatare l'assenza di controindicazioni per chi lavora su certe mansioni e correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, che sono suscettibili di peggioramento a causa dell'attività svolta. La periodicità di tali accertamenti, viene stabilita, di norma, una volta l'anno.

In materia di sicurezza del lavoro, non si ammettono deroghe alla salvaguardia della persona umana e nella sua integrità psico-fisica. La tutela del diritto alla salute del lavoratore, oltre che al diritto all'incolumità fisica del singolo individuo, si configura come diritto ad un ambiente salubre. L'azienda è tenuta ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.

COMINCIAMO AD AUTORGANIZZARCI PER RIVENDICARE LAVORO STABILE – SALARIO – DIRITTI

SOLO CON L'UNITÀ E LA SOLIDARIETÀ FRA I LAVORATORI È POSSIBILE DIFENDERSI

SLAI COBAS COORDINAMENTO PROV.LE DI CREMONA
tel. 0373470015 – 3335986270