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Avrà lo sfratto, si incatena in Municipio

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Novara - «Da quella casa non ce ne andremo, succeda quel che succeda». Salvatore Cosca, disoccupato, non intende arrendersi. Venerdì prossimo, 13 febbraio, avrà lo sfratto definitivo dall’alloggio nel quale vive con la moglie e due figli disabili. E continua la sua protesta, supportato da Vincenzo Ascione, dello Slai Cobas di Varese, e Antonio Cirillo, anche lui disoccupato e con uno sfratto incombente. Quindici giorni fa, una manifestazione con megafoni e bandiere sotto il Comune. Ieri mattina, venerdì, un gesto ancora più eclatante, per attirare l’attenzione delle autorità: Cosca e Cirillo si sono incatenati nell’atrio al primo piano del Palazzo municipale, davanti all’ufficio del sindaco. «Sono stato impiegato nei cantieri di lavoro del Comune, ma ora sono disoccupato e non riesco a trovare un’altra attività - racconta Cosca - Senza lavoro, non ho la possibilità di pagarmi un affitto… E venerdì devo lasciare la casa dove abito: ma non me ne vado, non ho un altro posto… Ho due bambini disabili, non posso finire in mezzo a una strada. Mi hanno detto che c’è il rischio che, se davvero non si dovesse trovare una soluzione, i miei figli potrebbero essere portati in un istituto: non è possibile pensare a una cosa del genere. I bambini devono stare con i genitori». (...)
Laura Cavalli

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