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"Divide et impera": SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA

La Fiat a Melfi ha comunicato che sarà chiesto agli operai a Marzo 3 giorni di straordinario comandato. Anche le previste settimane di cassa integrazione di marzo sono state annullate.
Gli enormi incentivi elargiti dai governi sembrano produrre alcuni effetti per i padroni.
 
Pare che da parte dei cittadini della Germania sia aumentata la richiesta della Grande Punto e gli operai dopo settimane di cassa integrazione dovranno lavorare senza fruire del riposo settimanale.
 
D’altronde la musica è sempre la stessa: quando la produzione aumenta gli operai devono lavorare di giorno e di notte sempre più flessibili, caricati di lavoro e per un salario miserabile, invece, quando la produzione scende, gli operai devono rimanere a casa e sopravvivere con i quattro soldi della cassa integrazione.
 
Come succede per gli operai di Pomigliano per i quali la continua cassa integrazione è diventata una solfa.
Operai che compreso gli assegni familiari non arrivano a prendere mille euro al mese.
Operai che una volta fuori dalla fabbrica non trovano altro che disoccupazione, miseria e monnezza.
Eppure non sono in pochi quelli che a Melfi affermano che gli operai di Pomigliano se la sono cercata, che non sono competitivi, che sono degli scansafatiche.
 
Adesso incominciano a dirlo anche alcuni operai, ma in verità costoro se ne vanno appresso alle chiacchiere di chi operaio non è. È interesse della Fiat alimentare queste maldicenze. Troppo forte è il ricordo dell’azione degli operai di Termini Imerese che bloccarono per giorni lo stabilimento di Melfi, con la solidarietà degli operai lucani. Una lezione da cui noi operai di Melfi imparammo molte cose, che mettemmo in pratica un anno dopo, nella lotta dei 21 giorni.
 
Grande è il timore della Fiat che gli operai di Pomigliano possano decidere di bloccare la SATA di Melfi, proprio in un periodo in cui la produzione tira, ecco perché si cerca di alimentare la diffidenza fra noi operai di Melfi e i nostri compagni di Pomigliano.
La Fiat dopo avere imposto il TMC2 a Pomigliano e i trasferimenti a Nola continua a
utilizzare e dividere gli operai con l’obiettivo di poter chiedere ancora di più.
Gli operai di Melfi dal canto loro rischiano seriamente di cadere nella trappola del “divide et impera” della Fiat.
 
E se per gli operai di Melfi scattasse lo stesso ragionamento?
Se all’orizzonte, magari in Polonia o in Serbia, apparisse per gli operai di Melfi uno stabilimento più competitivo, cioè in grado di sfruttare di più gli operai?
È giunta l’ora anche per gli operai di Melfi di prendere coscienza: il padrone vuole continuare a dividere e distribuire le briciole agli operai per continuare a prendere per se l’intera torta.
La stessa torta fatta e allestita dagli operai che potrebbero unirsi e appropriarsene.
 
Un operaio della SATA di Melfi
 
RSU SLAI COBAS NEW HOLLAND MODENA 
SLAI COBAS MODENA