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Confaziendali e sindacati di comodo. Il caso di Raffaella, operaia licenziata dalla Faip di Vaiano C.sco

Comunicato stampa

Confaziendali e sindacati di comodo.

Il caso di Raffaella, operaia licenziata dalla Faip di Vaiano C.sco.

Il caso di Raffaella F., operaia della Faip di Vaiano C.sco (CR), licenziata per ripetuti ritardi a causa di un accordo interno di riduzione di mezz’ora della pausa pranzo, diventa emblematico. A nulla sono valse le ripetute richieste che le fosse concessa una flessibilità di orario, perché il nuovo orario la costringeva di fatto a non poter andare a prendere la figlia all’uscita di scuola per portarla a casa.


Se qualcuno poteva nutrire speranze sul ruolo dei confaziendali CGIL CISL e UIL a tutela dei lavoratori, dovrebbe ricredersi. Le loro esternazioni a mezzo stampa, accusano l’operaia di essersi rivolta ad un sindacato di base (è vietato dalla legge?) e di non essersi rivolta a loro (vige il monopolio sindacale?), di aver denigrato il lavoro di concertazione svolto dalle RSU all’interno dell’azienda e di non aver rispettato il loro accordo sull’orario di lavoro (tralasciando nel merito, il rispetto delle vigenti leggi sulle disposizioni a sostegno della maternità e della paternità e le misure di sostegno della flessibilità di orario). Riteniamo gravi le arroganti esternazioni della RSU CISL e CGIL e la soddisfazione della FIM CISL, che vede nella decisione di non reintegrare da subito Raffaella e di non reintegrarla agli orari da lei richiesti, la conferma che la linea del sindacato e delle RSU è quella giusta (ma i lavoratori sono d’accordo?).


A queste politiche concertative e votate al ribasso, per combattere i licenziamenti, occorre andare oltre la solidarietà e adoperarsi collettivamente, per costruire organizzare e rilanciare insieme un forte movimento di massa, unitario e autorganizzato "di resistenza e controffensiva" nei posti di lavoro e nel territorio per contrastare le politiche antiproletarie che continuano ad indebolire e fiaccare i lavoratori in tutti i settori, condannandoli, insieme alle loro famiglie, al ricatto della precarietà a vita e la collocazione in fascia di povertà, a sotto-diritti e sotto-salario.


Un nuovo movimento di massa per rompere i confini delle specifiche categorie ed andare oltre la "resistenza" su temi ed obiettivi anticonsociativi ed intercategoriali sulle questioni fondamentali del recupero salariale adeguato ai bisogni reali (aumenti consistenti ed egualitari, recupero automatico dell'inflazione reale, rivalutazione pensioni e servizi pubblici ecc.), e garanzia del reddito, lotta alla precarizzazione in atto del lavoro dipendente (con l´abrogazione del pacchetto Treu e della legge 30 e per la stabilizzazione dei lavoratori variamente "atipici"), e per la democrazia nei posti di  lavoro (con conferimento di diritti sindacali forti ai lavoratori e da loro esigibili).


Crema, 10 gennaio 2007.


SLAI COBAS Prov.le di Cremona