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VIBO V. SLAI Cobas: "Ausiliari, protesta ad oltranza"

Il Quotidiano della Calabria, 10-1-2007

Ausiliari, protesta ad oltranza.
I lavoratori hanno occupato l'atrio della sede della Provincia.
Chiedono il rispetto degli accordi presi lo scorso 4 agosto. Segnali
negativi dalla Regione LA vicenda dei 79 lavoratori ex ausiliari dell'Azienda sanitaria rimasti
senza impiego, sta assumendo, ogni giorno di più, i contorni di una
telenovela senza fine. Ieri mattina una nuova ''puntata'', nel corso
della quale si sono avuti alcuni momenti di tensione, come hanno
rimarcato gli stessi presenti, con il presidente dell'amministrazione
provinciale Gaetano Bruni, che, sempre secondo quanto reso noto dagli
interessati, li avrebbe «apostrofati a male parole».
Mentre i lavoratori si trovano all'interno della struttura dell'Ente,
dove va avanti ad oltranza la loro protesta, pian piano sono iniziate ad
arrivare notizie negative da Catanzaro dove era in corso la riunione di
giunta regionale. Sembra, infatti, come ha rimarcato il sindacalista
dello Slai Cobas, Nazzareno Piperno, che nessuno abbia sostenuto la
causa di questi lavoratori, compreso l'assessore alla Sanità Doris Lo
Moro: vale a dire chi aveva assunto a suo tempo, l'impegno di inquadrare
parte degli ex ausiliari.
Un impegno che, a quanto sembra, non è stato mantenuto in toto e,
proprio per questo, ieri mattina è scattata la protesta. Infatti, le
persone impiegate presso l'Azienda sanitaria, in tutto 30, hanno potuto
prestare servizio però fino a qualche giorno fa, mentre per quelle
destinate ad operare nella Protezione civile la chiamata non è mai
arrivata.
Che la situazione fosse già incanalata su binari del pessimismo lo si
era capito già lunedì scorso quando una delegazione di lavoratori, con
alla testa Piperno, si era incontrata sempre nel capoluogo di regione
con il dirigente Raffaele Faillace e il direttore dell'Azienda sanitaria
di Vibo Francesco Talarico. Una riunione che non aveva sortito effetti
positivi, anzi sembra che le risposte siano state del tutto evasive.
«La protesta - ha aggiunto - si è spostata oggi alla sede della
Provincia di Vibo, e posso assicurare che non sarà l'ultima, almeno fino
a quando i vertici regionali non si metteranno in testa che queste 79
unità devono essere impiegate cosi come lo erano in passato. Noi
chiediamo il rispetto degli accordi presi in pompa magna lo scorso 4
agosto alla presenza dell'assessore regionale alla Sanità. Abbiamo
deciso di manifestare alla Provincia, anche perché il presidente Bruni
si era impegnato per intervenire presso la Regione per cercare una
soluzione al problema. Per quanto ci riguarda - ha proseguito il
sindacalista dello Slai Cobas - non ci muoveremo di qui finchè non
arriverà una proposta positiva, e non le solite prese in giro da parte
dei politici di turno».
La questione resta, dunque, aperta. La protesta, come detto, andrà
avanti ad oltranza, ma le notizie provenienti da Catanzaro lasciano
intravedere davvero pochissimi spiragli per la sistemazione definitiva,
o anche provvisoria, di queste persone.

di gianluca prestia