NOTIZIE SLAI COBAS

SLAI COBAS PALAZZOLO: NO AL CAPORALATO AL PALAZZOLO ! ASSUNZIONE DI TUTTI I SOCI E SOCIE LOVORATORI/CI !!

Sappiamo che tutte la aziende si attrezzano per rispondere alla crisi e soprattutto per risparmiare, anche la Fondazione Don Gnocchi si organizza in tal modo con non molta cristiana e solidale convenienza. Quando si tratta di risparmiare non si guarda in faccia a nessuna etica. L’impero economico umanitario della Fondazione percorre le stesse vie di tutte le altre aziende :
la direzione dell’Istituto  Palazzolo ha gia comunicato ai parenti che vuole appaltare un intero reparto (il 4° Generosa)  ad una cooperativa sociale, mentre gia  operatori delle cooperative lavorano da tempo nella struttura.
Quali possono essere i bisogni di questo ente morale, che  è un Onulus non Profit;  che fa appello ai cittadini per donazioni,  lasciti e per devolvere l’8 per mille delle tasse,   per fare ciò ?
Forse non lo sapremo mai, sappiamo però che grazie alla loro scelta  nei reparti dell’istituto Palazzolo lavoreranno soci e socie sottopagati e con meno diritti, e nello stesso tempo arricchiranno soci onorari che non rischiano niente,  e aspettano solo il pagamento delle ore lavorate da altri su cui  sono legalmente autorizzati a fare la cresta.
Perché no alle cooperative sociali ?
Questa forma di associazione era nata con ben altri scopi, serviva infatti ai lavoratori a consolidare la loro unione per resistere agli attacchi del padrone e del governo, e ciò che guadagnavano  serviva al benessere di tutti e per il bene sociale  e collettivo.
Oggi questi principi sono scritti in tutti gli statuti delle cooperative, ma in quanto a metterli in pratica e non se ne parla neanche lontanamente, spesso non pagano i contributi e lo stipendio per mesi prima di fallire e lasciare con un pugno di mosche chi ha lavorato e reso un servizio.
Il rapporto lavorativo dei soci e delle socie lavoratrici e normanno da un contratto nazionale di lavoro che riduce di circa il  30% lo stipendio di un altro lavoratore equivalente.
Anche se vengono assunti a tempo indeterminato sono precari a tutti gli effetti, perché per loro, paradossalmente, essendo imprenditori di loro stessi, non agisce l’Art 18 dello statuto dei lavoratori, che impone la riassunzione alla ditta che licenzia senza giusta causa.
Anche nell’istituto Palazzolo avere lavoratori di seria A e lavoratori di serie B, permette ai dirigenti di aumentare i ricatti,  i problemi nascono prima per i soci che hanno meno difesa (infatti per loro la pausa dei 10 minuti per scaricare la colonna vertebrale come precedono le leggi per la sicurezza e la prevenzione conviene  riconosciuta dalle capo sala e i dirigenti) poi i diritti diventano incerti per tutti gli altri.
La responsabilità politica di opporsi a questa scelta è dei delegati sindacali, nessuno escluso, e delle organizzazioni sindacali presenti nelle RSU; ci dobbiamo chiedere se lo fanno veramente !
Purtroppo oggi i lavoratori non sono informati sui rischi che corriamo a permettere che la direzione  attui questa scelta, la sicurezza e la difesa delle nostre condizioni di lavoro è possibile se difendiamo anche le condizioni dei lavoratori precari e dei soci e socie delle cooperative.
La loro debolezza contrattuale  e  organizzativa verrà usata contro di noi !!
Ai delegati, ai lavoratori e ai parenti diciamo di rispondere un forte NO! All’appalto alla cooperativa Aris (detta cooperativa del Papa), mobilitiamoci tutti insieme contro questa imposizione della direzione.

•    No al lavoro precario ed in affitto.
•    Fuori i moderni caporali dall’istituto Palazzolo.
•    Non deleghiamo più, autorganizziamoci per difendere noi stessi e per difendere il futuro dei nostri figli.
•    Organizziamo un presidio contro l’appalto del reparto 4° Generosa.