NOTIZIE SLAI COBAS

Fiat, Marchionne: «A Termini Imerese stop produzione auto a dicembre 2011»

L'ad: mi dispiace dare la notizia due giorni prima di Natale
Sindacati sul piede di guerra. Operai bloccano binari Roma


ROMA (22 dicembre) - A Termini Imerese la produzione delle auto cesserà nel dicembre del 2011. Ad annunciarlo l'ad del Lingotto, Sergio Marchionne, al tavolo con governo e sindacati a Palazzo Chigi. Cortei degli operai a Roma e in serata blocco dei binari alla stazione Termini.
Marchionne si è detto comunque disponibile «a discutere della riconversione dello stabilimento con Regione e privati». Lo stesso ad, piuttosto irritato, esprime dispiacere per aver dovuto dare la notizia «due giorni prima di Natale». Il ministro Scajola sottolinea la necessità di preservare il polo e annuncia un tavolo tra la Fiat e i sindacati che hanno accolto negativamente le parole di Marchionne. Bersani: quei territori li mettiamo in mano alla mafia?. Proteste dei lavoratori davanti a Palazzo Chigi.

«L'unico modo per risolvere il nodo Termini sarebbe spostare la Sicilia e metterla vicino a Piemonte o Lombardia. Se Lombardo è capace di fare questo, che Dio lo benedica», prova a spiegare l'ad di Fiat dopo aver glissato la domanda sulla possibilità di «mettere a disposizione» l'impianto siciliano anche a gruppi stranieri. Poco prima Il Governo il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo aveva detto che il governo «non può tollerare» un no della Fiat su Termini Imerese, che sarebbe «indecente».

«Siamo addirittura pronti a mettere a disposizione lo stabilimento, a fronte di un progetto che dia certezza di lavoro ai nostri dipendenti» ha aggiunto Marchionne.

Produzione e investimenti. Entro il 2012 la Fiat è disponibile a produrre fino ad un range compreso tra 800 mila e 1 milione di vetture, dalle 650 mila auto attuali, gli investimenti in Italia nei prossimi due anni saranno di 8 miliardi.

Due modelli Chrysler costruiti nell'ex impianto Bertone. Il contesto per il mercato dell'auto «continua ad essere sfavorevole», ha detto Marchionne, in questo quadro «Chrysler è fondamentale per Fiat», considerato anche che Bertone «costruirà due modelli» per il marchio americano. la Carrozzeria Bertone è stata recentemente acquistata dalla Fiat.

A Pomigliano la nuova Panda
. Marchionne ha confermato la possibilità di destinare allo stabilimento di Pomigliano una nuova piattaforma per la produzione della futura Panda. Per Pomigliano, comunque, secondo l'ad del Lingotto «ci vuole un atto di coraggio». La destinazione di una nuova piattaforma allo stabilimento campano «richiede infatti ingenti risorse e comporterà ulteriore inattività per i lavoratori. Servirà un prolungamento del sostegno al reddito», ha aggiunto Marchionne.

«Non possiamo perdere Termini Imerese» ha detto il ministro per lo Sviluppo Claudio Scajola che convocherà un tavolo tra la Fiat e i sindacati per approfondire il piano industriale.

Sindacati di base sul piede di guerra: «quella di Marchionne, che mantiene inalterato il suo piano, è una grave provocazione», afferma Vittorio Gramillo, dello Slai Cobas di Pomigliano.

«Marchionne ha mostrato tutta la sua arroganza, ha usato toni molto gravi su Termini Imerese. Avrà pure salvato la Fiat, ma non si può permettere di mortificare la dignità di 3 mila persone che hanno contribuito a fare grande questa azienda che ha avuto tanto dai governi ma non ha avuto niente in cambio. La nostra risposta sarà decisa» ha commentato il segretario della Fiom di Termini Imerese, Roberto Mastrosimone.

«L'urgenza rimane Termini Imerese di cui deve farsi carico la Fiat» ha sottolineato il segretario confederale dell'Ugl, Cristina Ricci.

«La sfida è l'aumento della produzione auto» ha affermato il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.

La Cisl darà un giudizio finale sul piano industriale della Fiat «solamente quando si capirà bene quale tipo di sbocco avrà la situazione» dell'impianto di Termini Imerese, ha affermato il segretario generale, Raffaele Bonanni.

«La Fiat dice di voler produrre più auto ma si parte da una riduzione della capacità produttiva - ha commentato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, - O Termini imerese continuerà a fare auto o non si potrà dare un giudizio positivo».

Pier Luigi Bersani commenta: «Quei territori li mettiamo in mano alla mafia?, quel presidio industriale va preservato - spiega Bersani - va riconvertito. La Fiat dica come».

Si susseguono inatnto le ipotesi sulla possibile cessione di Termini Imerese. Sebbene il gruppo cinese lo abbia smentito nei giorni scorsi, le voci sul presunto interesse di Chery Automobile per lo stabilimento trovano infatti oggi conferme negli ambienti governativi mentre circolano altre ipotesi che vedono l'interesse dell'imprenditore Di Iorio, che sarebbe stato già interessato all'acquisizione di impianti della ex Bertone.

Operai Fiat a Roma, proteste, traffico e binari a Termini bloccati. Momenti di tensione alla stazione della capitale. Alcuni operai, che aspettavano di salire sul treno speciale per la Sicilia, hanno bloccato per alcuni minuti i binari ferroviari. Sono stati accessi dei fumogeni e lanciati petardi. Stazione presidiata dai carabinieri in tenuta antisommossa. Gli operai, stanchi dopo il viaggio da Palermo a Roma e la manifestazione sotto la pioggia in piazza Montecitorio, protestavano anche per l'assenza del treno speciale. La partenza era prevista per le 22 dal binario 10, ma il treno è arrivato in ritardo.

Cortei e presidio a palazzo Chigi.
In centro hanno sfilato prima gruppi della Ugl, poi quelli della Cisl e infine quelli della Fiom. Da piazza Barberini hanno sfilato per via del Tritone (chiusa al traffico). Via del Corso bloccata all'altezza di piazza Colonna a causa di alcuni sit-in. Mezzi blindati della Polizia e della Guardia di Finanza su via del Corso all'altezza di via delle Muratte in tenuta antisommossa, per impedire che i manifestanti possano raggiungere palazzo Chigi. In 300 davanti a palazzo Chigi per protestare. Tante le delegazioni da Termini Imerese, Pomigliano, Arese e dalla Fma di Pratola Serra; dalla Sicilia è arrivato un treno speciale con circa 400 operai. Incontro al Quirinale. Una delegazione dello stabilimento «G. Vico» di Pomigliano d'Arco è stata ricevuta dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano per illustrare le ragioni della protesta.


fonte: articolo IlMessaggero