NOTIZIE SLAI COBAS

Violenza davanti ai cancelli della Fiege Sei tra contusi e feriti e due arresti, in ospedale anche i poliziotti

L'articolo tratto dal cittadino non corrisponde ai fatti e alle dinamiche realmente accadute. I lavoratori tutti del Slai Cobas (la metà della forza lavoro alla Fiege Borruso) hanno mantenuto saldo lo sciopero fino alla fine, subendo la violenza delle "forze dell'ordine". Vi viene comunque allegato per conoscenza.

Brembio - Scontri con gli agenti dopo la protesta per il contratto peggiorativo e il blocco dei camion da parte degli operai
Violenza davanti ai cancelli della Fiege
Sei tra contusi e feriti e due arresti, in ospedale anche i poliziotti Brembio Sei tra contusi e feriti, di cui due delle forze dell’ordine, e due arresti, con la convocazione urgente di un tavolo di crisi presso la prefettura oggi a mezzogiorno: è il bilancio del pomeriggio di tensione, proteste e scontri davanti ai cancelli della Fiege Borruso di Brembio, la multinazionale della logistica che sta attuando un ricambio di parte dei 68 lavoratori nell’ambito del contestato cambio dell’appalto di lavoro interno. Nei giorni scorsi l’azienda aveva forzato la mano ai lavoratori sottoponendo un nuovo contratto di lavoro in vigore dal primo gennaio, con condizioni peggiorative rispetto a quello attualmente in vigore. Con questa manovra ha spaccato il fronte dei lavoratori, e chi è rimasto tagliato fuori ha inscenato ieri pomeriggio una protesta spontanea davanti ai cancelli dell’azienda, come già era successo quindici giorni fa. Allora, la presenza dei sindacati confederali aveva calmato le acque riportando la vicenda al tavolo di crisi del prefetto. Ieri invece non è stato così, anche per la presenza di un fronte di lavoratori che si è avvicinato alle posizioni di protesta dura portate avanti dai sindacalisti dello Slai Cobas presenti sul posto. Attorno alle tre sarebbe cominciato dunque un blocco degli accessi dei camion alla struttura da parte di 25 o 30 lavoratori, spalleggiati da alcuni simpatizzanti, ex colleghi e sindacalisti di base. La situazione è degenerata una prima volta poco dopo le 17, quando alcuni lavoratori sono venuti alle mani tra di loro per una divergenza d’opinioni sulla condotta della protesta. In particolare, la rissa avrebbe coinvolto due lavoratori romeni, il 29enne B. M. di Zelo, e il romeno 32enne I. A. di Sergnano, in provincia di Cremona, entrambi finiti al pronto soccorso di Codogno alle 17,30 in codice verde per traumi lievi.Nel frattempo erano arrivate le forze dell’ordine, presenti con i carabinieri del nucleo radiomobile operativo e con due pattuglie della stazione di Codogno, coordinati dalla questura di Lodi che aveva il comando della situazione ed era presente con diversi funzionari della Digos.Poco dopo le 18, tutto sembrava essersi calmato anche se il blocco agli ingressi continuava. La notizia della convocazione per oggi del tavolo di crisi presso la prefettura aveva convinto quindi la maggioranza dei lavoratori ad abbandonare il presidio. Solo un piccolo gruppo, capitanato da un rappresentante dello Slai Cobas, ha insistito nell’attuazione della protesta, ed è stato allora che polizia e carabinieri, su spinta dell’azienda per riprendere la normale attività, hanno avuto l’ordine di forzare il blocco dei lavoratori. La carica, manganelli alla mano, ha disperso subito quasi tutti i lavoratori rimanenti. Nella confusione sono rimasti a terra la romena R. A. di Ricengo in provincia di Cremona, che ha accusato un attacco di panico, e l’albanese di Brembio G. E., 31enne residente a Brembio, leggermente contuso. Anch’essi sono stati portati al pronto soccorso di Codogno per accertamenti. Durante la mischia sono rimasti feriti e contusi anche il dirigente responsabile della Digos di Lodi Angelo Di Legge e un altro ispettore della polizia, entrambi recatisi al pronto soccorso di Lodi in serata: il primo ha rimediato una costola rotta, mentre il secondo è stato ricoverato con una sospetta frattura alla spalla. Proprio in seguito agli scontri, due persone sono state arrestate con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale: si tratta del sindacalista 41enne dello Slai Cobas che ha guidato la protesta e di un operaio albanese di 31 anni, Brembio. Le loro generalità non sono state diffuse dalle forze dell’ordine. La spiegazione dei fatti è stata fornita dal vice questore Umberto Pensa: «Abbiamo cercato per tre ore di dialogare con i manifestanti - commenta -. Solo dopo c’è stato il nostro intervento coattivo. È stato quando abbiamo visto che non desistevano dal picchettare i cancelli non lasciando passare i camion aziendali. Gli arrestati saranno portati stasera (ieri, ndr) nel carcere di via Cagnola». Ieri sera, una trentina di operai della Fiege ha inscenato una manifestazione di protesta davanti alla questura. Tra le richieste, la liberazione dei due arrestati e l’incontro con un funzionario. Alle 23 la situazione non si era ancora sbloccata. Andrea BagattaPaola Arensi

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