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Mediaset, dipendenti a rischio: sciopero il 10 e 11 gennaio

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ROMA (7 gennaio) - I sindacati della comunicazione di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato uno sciopero di otto ore per il gruppo Mediaset da tenersi, a seconda dei turni, il 10 e l'11 gennaio. La decisione è stata presa contro la cessione del ramo d'azienda che riguarda la sartoria, il trucco e l'acconciatura, per un totale di 56 addetti. «Le segreterie nazionali Slc-Cgil, Fistel-Cisl E Uilcom-Uil - si legge in una nota - indicono una giornata di sciopero per i lavoratori del Gruppo Mediaset (Videotime, RTI, Elettronica Industriale) con le seguenti modalità: domenica 10 gennaio per i lavoratori che lavorano domenica, per l'intero turno di lavoro, e lunedì 11 gennaio per i lavoratori che non lavorano di domenica, per l'intero turno di lavoro». I sindacati hanno inoltrato all'Azienda la richiesta di incontro, prevista dalla procedura per il trasferimento di rami d'azienda, che presumibilmente si terrà nei primi giorni della prossima settimana, a cui faranno seguito assemblee con i lavoratori delle diverse sedi.

Alla protesta indetta dalle segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil ha dato la propria adesione anche lo Slai-Cobas, il sindacato di base storicamente presente nell'azienda di produzione televisiva Videotime (gruppo Mediaset) con due delegati eletti nella Rsu: lo ha reso noto Paolo Casamassima, delegato del sindacato di base, che conferma l'assemblea dei lavoratori per il prossimo 13 gennaio. «Il nostro obiettivo - spiega Casamassima - è lavorare insieme agli altri sindacati per non dividere i lavoratori». Lo scorso 23 dicembre lo Slai-Cobas aveva indetto un'assemblea alla quale hanno partecipato oltre 100 lavoratori, indicendo lo stato di agitazione.
Lettera aperta al premier dalle addette al trucco. Lettera aperta a Silvio Berlusconi, a Fedele Confalonieri e a Piersilvio Berlusconi delle addette al reparto trucco di Mediaset. Insieme alle colleghe della sartoria e del settore acconciature, le truccatrici vedono il posto di lavoro a rischio per la decisione del gruppo televisivo di cedere il ramo d'azienda a una società, Pragma, che definiscono in una nota «priva di qualunque qualifica ed esperienza nel settore. Fin dall'inizio le reti televisive del gruppo Mediaset hanno fatto della cura della immagine e della professionalità dei suoi collaboratori una delle chiavi del loro successo - scrivono le addette al trucco in una missiva indirizzata al presidente del Consiglio e in un'altra inviata al presidente e al vicepresidente di Mediaset - Molte di noi hanno percorso tutte le tappe di questa storia, lavorando dietro le quinte, ma sempre con grande orgoglio e impegno, alla crescita della azienda. Ci rivolgiamo a Lei perché riteniamo che la strada dell'espulsione dall'azienda delle risorse umane che ne hanno consentito lo sviluppo, in favore di soluzioni fragili e precarie, sia sbagliata e controproducente. Siamo e vogliamo restare parte di Mediaset».