NOTIZIE SLAI COBAS

Dipendenti Mediaset in sciopero Tg5, i giornalisti ritirano le firme

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«L'azienda ha negato la lettura della nota di solidarietà nel Tg delle 20». Mediaset: «Niente paura, posti di lavoro sicuri»


ROMA (10 gennaio) - Nel primo giorno di sciopero dei lavoratori Mediaset, proclamato per oggi e domani dai sindacati della comunicazione di Cgil, Cisl e Uil contro la cessione del ramo d'azienda che riguarda la sartoria, il trucco e l'acconciatura, si sono formati piccoli presidi di protesta davanti agli studi di Roma e di Cologno Monzese. Allo sciopero, indetto dalle segreterie nazionali Slc-Cgil, Fistel-Cisl E Uilcom-Uil per i lavoratori del Gruppo Mediaset (Videotime, RTI, Elettronica Industriale), ha aderito anche lo Slai-Cobas. Tg5: i giornalisti ritirano le firme. I giornalisti del Tg5 hanno ritirato le firme nell'edizione delle 20: il comitato di redazione ha spiegato che la decisione è stata presa perché l'azienda non ha autorizzato la lettura del comunicato sindacale di solidarietà ai lavoratori in sciopero. Nell'edizione del telegiornale delle 13, invece, era stata letta la nota in cui si diceva che il Cdr del Tg5 condivide «il timore espresso dai colleghi di Videotime-Mediaset che il progetto di cessione di questo ramo d'azienda possa essere l'inizio di un processo di affidamento di lavoro in appalto, che nell'ambito delle più generali trasformazioni dei settore televisivo, potrebbe coinvolgere altri settori, sedi o attività del gruppo Mediaset nel suo complesso».

Mediaset: posti di lavoro assicurati. Da parte sua l'azienda, in un comunicato letto in diretta durante l'edizione delle 13 del Tg5, «rassicura i dipendenti» spiegando che l'operazione «non avrà alcun effetto sull'occupazione o sulla condizione retributiva» dei lavoratori coinvolti che, assicura Mediaset, avranno «posto di lavoro assicurato». Inoltre l'azienda sottolinea che considera sempre «strategica l'attività televisiva».