NOTIZIE SLAI COBAS

Mediaset: rivolta per le truccatrici, il sindacato accusa: ''Usano gli esterni''

Presidi al centro Palatino di Roma e davanti agli studi di Cologno Monzese.

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Martina Aureli

I dipendenti Mediaset, in lotta contro l’estrenalizzazione del settore “trucco e parrucco” si mobilitano oggi anche in due presidi di fronte agli studi Mediaset. Uno sciopero mai visto prima, oggi e domani, al Biscione che rischia di colpire i Tg, le trasmissioni sportive e quelle di intrattenimento (non Domenica 5 con Barbara D'Urso) che è stata registrata, per parare in anticipo il colpo.
A Roma l’appuntamento è alle 10 al Centro Palatino, dove si realizza il Tg5. A Milano il punto di ritrovo sarà Cologno Monzese.
Tra gli obbiettivi della protesta anche il blocco di una puntata del Grande fratello.

"Usano lavoratori di altre aziende"
 
Mentre è in corso l'agitazione dei lavoratori di Videotime, l'azienda attiva nelle produzioni televisive del gruppo Mediaset, Paolo Casamassima, delegato dello Slai Cobas, il sindacato di base che ha condiviso la protesta, denuncia l'atteggiamento antisindacale di Mediaset.
Secondo il sindacalista ''sono stati visti entrare lavoratori di altre aziende che noi riteniamo siano stati utilizzati per svolgere le mansioni dei lavoratori in sciopero''.
Casamassima accusa l'azienda di proprietà del presidente del Consiglio, di "rispettare il contratto di lavoro che prevede per i rappresentanti sindacali il diritto di entrare in sede per verificare il funzionamento delle attività''.
 
Non si respira una bella aria
In realtà, accuse a parte, non si respira una bella aria in Mediaset, ultimamente, e lo sciopero di oggi e domani indetto per quello che in gergo viene chiamato “trucco e parrucco”, ossia il settore che riguarda trucco, sartoria, acconciatura, sembra la punta di un iceberg.
A raccontarcelo è un dipendente che di questo settore non fa parte, ma dell’azienda sì, e ci spiega perché l’esternalizzazione di 54 dipendenti fa tanta paura.
 
Sarti acconciatori e truccatori
 
Il motivo dello sciopero, lo ricordiamo, riguarda infatti una cinquantina di lavoratori tra sarti, acconciatori e truccatori, per lo più donne. Dal primo febbraio non saranno più dipendenti Mediaset, ma lavoratori di “Pragma srl”. Esternalizzati, fuori, per risparmiare sui costi.
 
Che atmosfera si respira, in azienda?
Non è delle migliori, chiaramente. La paura è che “trucco e parrucco” sia solo il primo settore che verrà esternalizzato.
Poi toccherà ai montatori, o magari a chi si occupa della ricerca immagini.
L’obiettivo sembra quello di snellire i costi, e creare professionalità più flessibili. Si vede un futuro in cui un giornalista dovrà montare da sé il suo pezzo, cercarsi da solo le fotografie. Il tutto in nome del risparmio, ma a discapito della qualità del prodotto.
 
Perché tanta voglia di tagliare sui costi, vi risultano problemi economici?
Assolutamente no, anzi. Mediaset ha recentemente acquistato due nuovi canali in Spagna, “Prisa” e “Digital+”.
Si tratta semplicemente di una strategia diversa, in cui esternalizzazione, maggiore flessibilità, e nuovi investimenti, non si escludono l’un l’altro.
 
Allo sciopero aderiranno anche tecnici e cameraman, ma non i giornalisti. Nonostante il comitato di redazione del Tg5 abbia espresso in una nota la sua solidarietà, vi aspettavate una presa di posizione diversa?
Anche per  i giornalisti dell’azienda non è un bel momento. Si parla molto della nuova Agenzia d’informazione, che potrebbe di fatto svuotare le redazioni del Tg4 e di Studio Aperto, in vista magari di un canale all news.
Poi c’è il che il contratto integrativo, scaduto ormai da un anno.
L’impressione è che i giornalisti, in vista di una difficile fase di contrattazione, non si vogliano esporre troppo. Ma il problema, in fondo, rimane lo stesso per tutti.
 
La protesta inizia oggi e continua domani. E si parla di tg e partite a rischio. Che aspettative ci sono?
L’obiettivo è quello di bloccare lo sport, semplicemente perché è in questo settore che si registra la maggiore raccolta pubblicitaria.
Ma non credo che le partite di calcio subiranno ripercussioni.
Speriamo piuttosto di fermare i programmi sportivi come Controcampo, o quelli dei canali Premium, a pagamento.
L’informazione dei Tg, o di programmi come Mattino5 e Pomeriggio5, sono obiettivi altrettanto importanti.
 
“Domenica 5”, la lunga trasmissione condotta da Barbara D’Urso, sembra vi abbia beffato, anticipando le registrazioni in studio ad oggi e preparando per domani una puntata in differita. Ve lo aspettavate?
Sì. E non ci scoraggiamo certo per questo.
La riuscita dello sciopero dipenderà dalle adesioni, chiaramente. Ma se come speriamo parteciperanno tecnici e operatori, gli studi saranno verosimilmente deserti e impossibilitati a trasmettere.
Noi speriamo di dare all’azienda un segnale forte, importante. Perché, lo ripeto, in gioco non c’è solo “trucco e parrucco”, ma molti altri settori. Se non alziamo la voce ora, che siamo all’inizio, poi forse sarà troppo tardi.