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Mediaset: Sciopero 20 gennaio e manifestazione a Roma - SLAI Cobas e CUB Informazione



La determinazione con cui l’Azienda intende portare a compimento la cessione del settore Trucco, Acconciature e Sartoria è la risposta più eloquente a chi ancora si chiede il perché di questa manovra.

Le stesse motivazioni apportate sono senza fondamento e la rassicurazione che non è il destino di Videotime in discussione non può che lasciare molto scettici. La stessa melodia è risuonata quando si è trattato dei colleghi di Elettronica Industriale, di RTI Music e di tutti quei settori, che a  gruppi o singolarmente sono stati smembrati e poi esternalizzati. E’ una pratica ormai vecchia di anni , affiancata parallelamente da un costante lavorio atto a rendere le condizioni del mercato del settore fuori dai network a livelli da paese incivile e selvaggio. Totale deregolamentazione,  pratica del lavoro nero, mal pagato,  diffusione del precariato,  scomparsa di qualsiasi diritto,  mortificazione delle professionalità e impoverimento delle retribuzioni è la realtà fuori da RAI e Mediaset.  Ridotto in maniera vertiginosa il costo del lavoro sul mercato esterno, perché continuare a pagare tasse e contributi, assicurazioni e malattie, stipendi regolati da un rapporto sindacale e da un contratto di lavoro, pensioni e trasferte a dipendenti interni. Molto più facile appaltare e lasciar sub-appaltare.

Questa la spiegazione del procedere imperturbabile di questa azienda, non si può tornare indietro sulla cessione del settore “Trucco, Parrucco e Sartoria” perché è alla cessione di Videotime e di buona parte di Mediaset che si stà puntando.

Noi siamo convinti che è possibile cambiare direzione, che l’impegno di tutti i lavoratori e le lavoratrici è determinante. Abbiamo già commesso in passato molti errori, lo stesso aver tenuto gli occhi chiusi su quello che accadeva ai nostri colleghi  free-lance lo potremmo pagare già oggi, con le esternalizzazioni in atto e quelle che potrebbero seguire. Un errore grave per noi ma imperdonabile per chi doveva tutelarci sindacalmente, esterni ed interni.

Ma proprio dall’esterno ci viene oggi lo stimolo a svegliarci finalmente. I nostri colleghi dei services esterni hanno capito che siamo tutti una unica categoria di lavoratori, impegnati e sfruttati dalla stessa industria televisiva, sia essa pubblica o privata. Sono quegli stessi colleghi , ignorati da noi per tanto tempo, che si sono  costituiti in associazione, CLB-Fuori Onda, e oggi sostengono le nostre lotte anche rinunciando a quelle poche giornate di lavoro che riescono a trovare.

Un esempio di solidarietà dimenticata, perduta e che pure va riconquistata, non per semplice principio ma perché il nostro destino è comune. Chi credeva e crede di salvarsi basta che guardi alle nostre colleghe che dal 1° Febbraio potranno considerarsi precarie se noi non saremo capaci di reagire.

La CUB Informazione e lo SLAI Cobas invitano a non mollare, a non credere in possibili rassicurazioni, a non svendere i loro colleghi in cambio di una ipotetica garanzia sul futuro.  Il nostro futuro si gioca qui e adesso, se cade il primo pedone del domino dopo sarà impossibile fermare il resto.

Ci hanno già mentito, perché dovremmo credergli ora?

Lo SLAI Cobas e la CUB Informazione invitano a sostenere lo sciopero del 20 Gennaio e a partecipare alla

Manifestazione nazionale che si terrà a ROMA con presidio dalle 9 alle 13 in piazza Montecitorio