NOTIZIE SLAI COBAS

PAOLA (CS): Marlane-MARZOTTO, al via il processo in Assise.

Da La Gazzetta del Sud - Cosenza 24 giugno 2011 Marlane, al via il processo in Assise.

L'ex fabbrica tessile è al centro dei sospetti per decine di morti sospette Antonello Troya praia a mare Riprende oggi ufficialmente il processo Marlane. Tredici sono gli imputati che devono rispondere di omicidio plurimo aggravato: Carlo Lomonaco, attuale sindaco di Praia a Mare, all'epoca responsabile del reparto tintoria, Pietro Marzotto, Antonio Favrin, Silvano Storer, Giuseppe Ferrari, Jean De Jaegher, Attilio Rausse, Ernesto Fugazzola, Vincenzo Benincasa, Salvatore Cristallino, Lamberto Priori, Lorenzo Bosetti. Il 19 aprile scorso si sarebbe dovuta tenere la prima udienza dinanzi al tribunale di Paola. La nullità del decreto di citazione in giudizio di tutti gli imputati era stata sollevata da cinque avvocati della difesa cui il provvedimento non era stato notificato. Per cui dopo mezz'ora di camera di consiglio il presidente si era dichiarato favorevole al rinvio richiesto dal collegio di difesa, fissando l'udienza del dibattimento ad oggi. Lo scorso 19 aprile c'è stata anche la richiesta di costituzione di parte civile presentata dalla Regione Calabria, della Provincia di Cosenza e dello stesso comune di Praia a Mare oltre che da quello di Tortora. Altre richieste sono state presentate da parte di parenti di operai che lavoravano alla Marlane, ora deceduti. In merito il tribunale si è riservato di ammetterle. La Marlane era una azienda dell'ex gruppo Marzotto. Aveva dato lavoro a centinaia di operai dell'alto Tirreno cosentino e della bassa Basilicata. Poi la crisi del settore tessile e le prime morti "bianche", decessi inspiegabili di operai che lavoravano alla Marlane. Le indagini avviate dalla Procura di Paola accertarono altissime concentrazioni di metalli pesanti quali nichel, vanadio, cromo esavalente, cromo totale, mercurio, zinco, arsenico, piombo e Pcb. Secondo la pubblica accusa gli imputati avrebbero omesso il controllo sulla sicurezza nella ex fabbrica della Marzotto. Alcuni di loro sono chiamati a rispondere anche di delitto colposo e omicidio colposo. Non avrebbero fornito ai lavoratori i mezzi necessari di protezione e a vario titolo avrebbe omesso di vigilare sull'utilizzo degli stessi da parte dei dipendenti, inoltre non si sarebbe provveduto ad isolare il reparto di tintoria dal resto dello stabilimento. Dalla procura sono stati ipotizzati anche una serie di reati ambientali, che sarebbero stati consumati all'interno e all'esterno dell'azienda. Come detto anche il Comune di Praia a Mare si è costituito parte civile. L'incarico è stato affidato all'avvocato Francesca Occhiuzzi di Cetraro. Una posizione inaspettata, quella dell'amministrazione comunale di Praia a Mare, considerato che uno degli imputati è proprio il sindaco Carlo Lomonaco. Un atto dovuto e necessario per consentire ai cittadini di Praia a Mare, istituzionalmente rappresentati, di essere risarciti dei danni nell'eventualità che dal processo si accertino condotte illecite, diversamente non risarcibili, qualora il Comune non si fosse costituito entro il termine perentorio dell'inizio del dibattimento. Ogni udienza vede la presenza fuori dai cancelli del tribunale di Paola di tantissime persone che intendono manifestare la propria solidarietà ai parenti delle persone che lavoravano alla fabbrica e che poi sono decedute a causa di malattie neoplastiche. «Dei quindici dirigenti e tecnici indagati – afferma Alberto Cunto del coordinamento provinciale Slai Cobas di Cosenza – due sono nel frattempo deceduti, ma i restanti tredici, rinviati a giudizio per omicidio colposo plurimo e disastro ambientale, dovranno rispondere ai giudici di ciò che la Marlane di Praia a Mare ha prodotto in termini di decessi e di ammalati attribuibili alle sostanze in uso nelle lavorazioni. Essi dovranno anche dar conto della mancata tutela dei lavoratori, dell'esiziale inquinamento dell'area circostante e dello specchio di mare a ridosso del sito produttivo».

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Il Quotidiano della Calabria, 23 giugno 2011
Marlane Praia a Mare, domani inizia il processo.

L'inchiesta è partita dai decessi per tumore di una cinquantina di dipendenti dell’ex stabilimento tessile dismesso nel 2004. Prenderà il via domani al Tribunale di Paola (Cs), dopo il rinvio di aprile, il processo penale a carico di 13 imputati tra responsabili e dirigenti della Marlane Marzotto di Praia a Mare coinvolti nell’inchiesta sulla morte per tumore di una cinquantina di dipendenti dell’ex stabilimento tessile dismesso nel 2004. «Dei quindici dirigenti e tecnici indagati – afferma Alberto Cunto del coordinamento provinciale Slai Cobas di Cosenza – due sono nel frattempo deceduti, ma i restanti tredici, rinviati a giudizio per omicidio colposo plurimo e disastro ambientale, dovranno rispondere ai giudici di ciò che la Marlane di Praia a Mare ha prodotto in termini di decessi e di ammalati attribuibili alle sostanze in uso nelle lavorazioni. Essi dovranno anche dar conto della mancata tutela dei lavoratori, dell’ esiziale inquinamento dell’area circostante e dello specchio di mare a ridosso del sito produttivo. E dovranno farlo al cospetto delle centinaia di parti civili e in tale veste si registra la presenza dello Slai Cobas, il sindacato che ha avviato e poi gestito in solitaria per oltre un decennio la lotta approdata al processo in itinere. Anche gli enti locali di Tortora e Praia a Mare, la Provincia di Cosenza e la Regione Calabria, pur se tardivamente, hanno deciso di aderire. Nella lista degli aderenti anche l’associazione Medicina Democratica, reduce dai risultati positivi del petrolchimico di Porto Marghera, dell’amianto e della Tyssen Krupp». «La storia della Marlane è tutta da scrivere – conclude Cunto – al di là delle conferenze stampa contornate da incredibili autoincensamenti e millantati meriti e ciò non giova al buon andamento del processo, come non giovano gli sterili tentativi dell’ultimo minuto di far cambiare l’impalcato accusatorio».