NOTIZIE SLAI COBAS

SANT'ONOFRIO (VV): Minacciano di gettarsi giù dal campanile

Gazzetta del Sud online 07 ottobre 2011.
Minacciano di gettarsi giù dal campanile. Nazzareno Piperno (Slai-Cobas): «Ridare serenità a questi lavoratori abbandonati da tutti». Raffaele Lopreiato, SANT'ONOFRIO. I sentimenti di rabbia, disperazione e impotenza di fronte a una situazione di precarietà lavorativa che non sembra avere più sbocchi inducono gli ex operai della ditta Eurocoop, non nuovi a gesti eclatanti, ad assumere l'ennesima clamorosa protesta.
Tre di loro, infatti, già dalle prime ore di ieri mattina, si sono barricati sulla sommità del campanile della chiesa matrice, minacciando gesti inconsulti se non si troverà una soluzione durevole al loro problema occupazionale. Una situazione che da subito ha generato grande allarme nella comunità. Tra i primi a mobilitarsi il sindaco Tito Rodà che, si è subito recato sul posto, provvedendo nel contempo ad allertare la prefettura e le forze dell'ordine. Coordinate dal luogotenente Sebastiano Cannizzaro, sono intervenute alcune pattuglie dei Carabinieri e della Polizia oltre a una squadra dei Vigili del fuoco che ha prontamente provveduto a recintare l'area circostante. Per fortuna, in tarda serata, la situazione si è positivamente sbloccata. Preziosa si è rivelata in tal senso la mediazione del comandante Cannizzaro e del sindaco Rodà che, di concerto con il sindacalista Nazzareno Piperno, hanno convinto i dimostranti a scendere dal campanile e a recedere dai loro propositi, garantendo loro che nelle prossime ore saranno ricevuti in prefettura. È una storia che viene da lontano, quella degli otto operai Eurocoop, tutti santonofresi e con mogli e figli a carico, addetti al servizio di raccolta dei rifiuti. La loro odissea inizia nel 2009, quando la commissione straordinaria decide, per ragioni di equilibri di bilancio, di internalizzare il servizio, non rinnovando l'appalto alla ditta Eurocoop. Da quel momento, lo spettro della disoccupazione si concretizza per i lavoratori che, con l'appoggio incondizionato del segretario provinciale dello Slai Cobas Nazzareno Piperno, promuovono tutta una serie di iniziative, arrivando anche a gesti eclatanti come l'occupazione del tetto della sede della Provincia e della sala consiliare comunale. Uno spiraglio per i lavoratori sembrava essersi aperto, grazie anche alla positiva mediazione del prefetto Luisa Latella, al momento della sottoscrizione di un protocollo d'intesa con la Provincia che prevedeva il loro utilizzo per la raccolta differenziata dei rifiuti nei comuni che si sarebbero associati. Un progetto, questo, che non si è poi concretizzato, gettando nello sconforto i lavoratori, che hanno avuto come unico sollievo l'utilizzazione trimestrale, da poco peraltro conclusa, per la pulizia delle spiagge. Ed è proprio la mancanza di nuove prospettive ad aver originato il nuovo, clamoroso gesto di ieri mattina, con tre operai trincerati sul campanile e i rimanenti cinque in piazza a testimoniare il loro stato di difficoltà. Un disagio di cui si fa interprete il segretario dello Slai Cobas che «invita le istituzioni preposte a impegnarsi per trovare una soluzione capace di ridare serenità a questi lavoratori che si sentono abbandonati da tutti e non sono più in grado di garantire ai loro figli, molti dei quali in tenera età, nemmeno un pezzo di pane». Vicinanza umana e solidarietà istituzionale è stata espressa ai lavoratori anche dal sindaco Rodà, che incontrandosi con loro ha garantito il suo interessamento, pur ribadendo «l'impossibilità dell'amministrazione comunale a farsi carico del problema».