NOTIZIE SLAI COBAS

Fiat Pomigliano / piano-Marchionne: iniziato stamattina il ciclo delle cause-pilota di Slai cobas

LA FIAT IN AFFANNO  E’ COSTRETTA AMMETTERE IN AULA LA “POLIVALENZA” DELLE MANSIONI SOSTENUTA DAI RICORRENTI E PER “ALLUNGARE I TEMPI“ DI UN GIUDIZIO CHE RISCHIA DI METTERE IN CRISI LE PRETESE DISCRIMINATORIE - STABILITE CON LA DEROGA DELL’OBBLIGO DI ROTAZIONE DALL’ACCORDO DI POMIGLIANO  DEL 15 GIUGNO 2010  - RICHIEDE L’UNIFICAZIONE DI TUTTE LE CAUSE PRESENTATE DALLO SLAI COBAS

 

IL GIUDICE SOSPENDE L’UDIENZA E SI RITIRA IN CAMERA DI CONSIGLIO PER SCIOGLIERE  LA RISERVA SULL’ UNIFICAZIONE DI TUTTI I PROCEDIMENTI IN CORSO: NEI PROSSIMI GIORNI LA DECISIONE

 

LA DIFFICOLTA’ MOSTRATA STAMATTINA IN TRIBUNALE DALLA FIAT (CHE SEGUE DI POCHI GIORNI LA SCONFITTA REFERENDARIA DEL PIANO-MARCHIONNE AD OPERA DELLO SLAI COBAS ALLA LEAR DI CAIVANO) E’ DATA DALLA GRANDE RILEVANZA DELLE CAUSE IN CORSO: TRA L’ALTRO LE PRIME SUCCESSIVE ALLA CONTRATTAZIONE DEROGATIVA VARATA DAL “DECRETO SVILUPPO” DI AGOSTO DEL GOVERNO POI CONVERTITO IN LEGGE, LA N. 148 DEL 14/9/2011

Nell’udienza svolta stamattina presso il Tribunale di Nola, giudice del lavoro dott.ssa Francesca Fucci, sono bastate poche ed incalzanti battute - poste in dibattimento dagli avv.ti Arcangelo Fele e Daniela Sodano dello Slai cobas - a mettere in crisi l’azienda, rappresentata dal procuratore speciale Antonio Vece già responsabile delle relazioni sindacali in Fiat Pomigliano. Lo stesso, dopo le deposizioni di 6 dei 7 ricorrenti in origine (un di loro, di appena  44 anni, è purtroppo deceduto per grave malattia lo scorso15 marzo) addetti alla logistica nel reparto-confino di Nola e che hanno ribadito in causa l’impianto del ricorso presentato e la discriminazione subita, è stato costretto a dichiarare a verbale che “i ricorrenti non erano adibiti esclusivamente alla lavorazione del modello Alfa 147 ma a tutti i modelli in produzione, compreso il Ducato prodotto in Val di Sangro e la Grande Punto assemblata a Melfi e Torino” , avvalorando di fatto la tesi sostenuta dallo Slai cobas sulla “fungibilità e polivalenza delle mansioni svolte” e la richiesta di “accertamento della discriminatoria collocazione in cigs a zero ore, nonché la condanna della Fiat al reintegro lavorativo ed al pagamento del danno economico subito dagli stessi in quanto la Fiat ha violato le garanzie previste dalla legge 223/91 e l’obbligo di rotazione per i periodi di ripresa lavoro”.

Con la costituzione della newco di Fabbrica Italia Pomigliano e la collocazione a “zero ore” da oltre un anno di circa 2.000 addetti al montaggio dell’Alfa 147, e tra poco degli addetti al modello Alfa 159 che saranno resi esuberi dalla prossima messa fuori mercato della produzione prevista per fine ottobre, la Fiat sta trasformando lo stabilimento G. Vico in fabbrica-fantasma destinata a “contenere” le migliaia di lavoratori resi “esuberi” dalla conversione produttiva in atto, tenendo conto che per la produzione delle Panda occorrono organici ridotti del 70% rispetto a quelli necessari al montaggio dei modelli Alfa Romeo e che le dinamiche della crisi stanno facendo piazza pulita degli stratosferici volumi produttivi millantati e promessi all’epoca da Marchionne ai sindacati consenzienti, Allo stesso modo, con queste cause, lo Slai cobas intende fare “piazza pulita” dell’illegittima deroga dell’obbligo di rotazione stabilita per accordo sindacale ed impedire la selezione discriminatoria che già stanno attuando la Fiat e i sindacati firmatari per “controllare” le assunzioni in newco tagliando fuori gli ‘indesiderati’, cioè i lavoratori sindacalizzati, anziani, invalidi ed ammalati” e con loro alcune migliaia di lavoratori che saranno resi “esuberi” in relazione alla produzione Panda e successivamente da “sfoltire” coi licenziamenti di massa.

Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - coordinamento provinciale di Napoli – 11/10/2011