NOTIZIE SLAI COBAS

Lear Caivano / accordo modello-Marchionne: la democrazia sindacale della Fiom

“INDIGNADOS DI LOTTA… E DI GOVERNO”

Dopo la rocambolesca sigla della Fiom all’accordo modello-Marchionne alla ex Bertone di Grugliasco dello scorso maggio - la Fiom firmava e sosteneva il SI (con la RSU) sia in assemblea che al referendum - la Fiom non firmava e sosteneva il NO (con la struttura sindacale territoriale), in questi giorni la Fiom ha modificato il suo ‘elevato’ concetto della democrazia sindacale rendendola all’uopo <da sostanziale a flessibile>: con Fim, Uilm e Fismic, lo scorso 21 settembre, all’Unione Industriali di Napoli la Fiom firma l’accordo modello-Marchionne alla Lear di Caivano. Poi disdetta l’accordo con gli altri sindacati, costretta dal referendum del 7 ottobre in cui i lavoratori con lo Slai cobas (unico sindacato di opposizione in fabbrica) bocciano l’accordo-capestro da cui si dissocia la Fiom nazionale. Il 24 ottobre la Fiom firma di nuovo lo stesso accordo ed indice un nuovo referendum da tenersi in Lear Caivano il 7 novembre. Nel frattempo la Fiom stavolta tace (quella nazionale che precedentemente aveva pubblicamente sconfessato l’accordo). A nuovo referendum già indetto, nell’assemblea informativa convocata ieri dalla sola Fiom (per la prima volta alla presenza dell’intero staff aziendale che controllava minaccioso il voto per alzata di mano di ogni singolo lavoratore), è stato sottoposto ed approvato l’accordo in mancanza degli iscritti a Slai cobas che per scelta avevano disertato l’assemblea rimanendo nei reparti. Questo grave colpo di mano - di stampo consociativo autoritario -  è stato preparato a tavolino dalla Fiom coi vertici aziendali ed ha costretto i lavoratori iscritti ai sindacati confederali a subire un pesante clima di minacce e ricatto mutuato dai precedenti referendum Fiat (con stavolta la Fiom costretta a scoprirsi nella sua complicità con l’azienda) ed stato messo in atto all’evidente scopo di impedire il voto sereno e segreto nel chiuso dell’urna da parte dei lavoratori ed evitare brutte sorprese (la seconda bocciatura) nel referendum del prossimo 7 novembre: la Fiom alla Lear di Caivano si è posta al di fuori delle regole di validazione degli accordi sindacali  da se stessa sottoscritta negli accordi interconfederali in materia di democrazia sindacale e referendum: appare sempre meno credibile questo sindacato che pretende il rispetto delle regole dei lavoratori ma non rispetta le proprie, il fallimento dell’ultimo sciopero con manifestazione nazionale a Roma dello scorso 21 ottobre lo ben rappresenta.

 

 

La pragmaticità a danno della democrazia sindacale e dei lavoratori prospetta di fatto la nuova necessità politica della Fiom di Landini ed è strettamente speculare alle strategie autarchiche della Fiat, (che dopo aver isolato la Fiom è a sua volta esposta a rischio isolamento dall’incalzare delle dinamiche politico-istituzionali) e pagherà la Fiom solo se risolverà il <problema di Marchionne> ormai ingabbiato non solo dalla necessità di estendere all’indotto il modello-Pomigliano ma anche dal bisogno preventivo di precostituirsi una “porta aperta” (pena l’isolamento dal quadro sindacale successivo a nuovi assetti istituzionali) in caso di caduta del governo Berlusconi e di elezioni anticipate rimorchianti il rilancio della concertazione da parte della costituente coalizione di centro sinistra in possibile asse Confindustriale. Con questi presupposti le prossime elezioni (tra pochi mesi o un anno poco importa) i lavoratori rischiano di cadere dalla padella di Berlusconi alla brace del centrosinistra, con buona pace degli indignati di turno e delle ‘liste per i beni comuni’ neganti il bene primario della democrazia sindacale. Ma se al peggio (a sinistra) non c’è mai fine (è la storia di questi decenni e Prodi-Bertinotti lo hanno confermato) non è detto che sarà sempre cosi: e come lavoratori sappiamo di dover contare sempre ed innanzitutto sulle nostre forze.

 

 

Slai cobas  - coordinamento provinciale di Napoli – 27/10/2011