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Slai Cobas Alfa Romeo di Arese. Sulla “pensione d'oro” di Corrado Delledonne: Risposta alla “stroncatura” di Roberto Poletti

Slai Cobas Alfa Romeo di Arese. Sulla “pensione d'oro” di Corrado Delledonne: Risposta alla “stroncatura” di Roberto Poletti su “Affari Italiani”. Roberto Poletti, sul sito di AFFARI ITALIANI, contesta a Corrado Delledonne, coordinatore dello Slai Cobas, il fatto che ieri ha “accompagnato una cinquantina di operai licenziati da Innova Service, l'azienda che gestisce le portinerie sull'area dell'ex Alfa Romeo di Arese, all'Iper di piazzale Accursio a Milano per una spesa proletaria”. 

comunicato pdf


“Un gesto dimostrativo per attirare l'attenzione, quello di riempire i carrelli”. “Delle Donne, ex consigliere regionale, e' uno dei pensionati d'oro di Regione Lombardia. Che riempisse il carrello per tutti col suo grasso mensile guadagnato dopo soli cinque anni passati tra i banchi del consiglio, allora...”.
Roberto Poletti sa bene che Corrado Delledonne, per tutti i 5 anni da consigliere regionale, ha versato tutti i soldi presi dalla Regione alla cassa di resistenza per gli operai licenziati dall'Alfa Romeo.
Corrado Delledonne, eletto nel 1995 in Regione Lombardia col voto di 5.000 operai dell'Alfa Romeo, come primo atto ha dato disposizione agli uffici regionali di versare l'intero ammontare dei suoi emolumenti da consigliere sul conto corrente della CASSA di RESISTENZA per i licenziati dell'Alfa Romeo.

E per tutti i 5 anni da consigliere regionale Corrado ha ricevuto dalla cassa di resistenza la stessa modesta quota mensile ricevuta dagli altri licenziati. Corrado, a causa dei continui licenziamenti, non percepisce nessun'altra pensione, né dall'Inps né da alcun altro ente.
Corrado Delledonne nel 1995, un mese dopo la sua elezione, depositò due proposte di legge, una per eliminare le doppie pensioni d'oro dei consiglieri regionali e un'altra per dimezzare gli stipendi d'oro dei consiglieri regionali stessi.
Queste proposte furono bocciate da tutti i gruppi consigliari, sia di centrodestra che di centrosinistra. Corrado Delledonne, sulla base della legge regionale di allora, presentò nel 1998 regolari firme di cittadini per far votare con REFERENDUM tutti i cittadini lombardi per dire SI o NO alle doppie pensioni d'oro dei consiglieri regionali e per dimezzatre gli stipendi degli stessi consiglieri.
Ma con una vergognosa ed illegittima decisione, prima dell'ufficio di presidenza e poi del consiglio regionale, fu deciso di non indire i referendum nonostante ciò fosse un atto dovuto. Fu lo stesso Formigoni a proporre al consiglio di cassare i referendum.

Anche la liquidazione, data a fine legislatura nel 2000 ai consiglieri regionali, è stata versata integralmente da Corrado nella cassa di resistenza per i licenziati. La Fiat, dopo che nel 1987 ebbe in regalo l'Alfa Romeo, ha ripetutamente licenziato i lavoratori ed i delegati più combattivi; lo stesso Corrado è stato licenziato per 11 volte dalla FIAT.
I soldi della cassa di resistenza in questi anni hanno aiutato molti nostri compagni a resistere alla tracotanza della Fiat e, dal 2000, anche alle altre consorterie padronali e istituzionali che stanno speculando sull'area dell'Alfa sempre assieme alla Fiat.

Per “riempire i carrelli” dei 70 lavoratori ex Alfa Romeo licenziati da Innova Service non basta la pensione della Regione di 19.200 euri annui di Corrado, ma serve innanzitutto il ritiro di questi odiosi licenziamenti.
E intanto, per non darla vinta a Lorsignori e per far sì che i lavoratori licenziati dell'Alfa resistano un minuto più del padrone, servono soldi: per dare 1.000 euro solo a ognuno dei 70 licenziati Alfa Romeo di Innova Service occorrerebbero 70.000 euro al mese.
E' per questo che nei giorni scorsi lo Slai Cobas ha lanciato una sottoscrizione straordinaria per i licenziati dell'Alfa. Invitiamo perciò Roberto Poletti, se gli è rimasto ancora qualcosa delle generose prebende dell'era Moratti, a contribuire anche lui con una sottoscrizione d'oro facendo un bonifico ai licenziati dell'Alfa.

ALLEGHIAMO QUI SOTTO IL NOSTRO RECENTE COMUNICATO SULLA CASSA DI RESISTENZA per i LICENZIATI dell'ALFA.

Arese, 23 novembre 2011                

Slai Cobas Alfa


Alfa Romeo di Arese: 11 febbraio 2011 - 11 novembre 2011 Presidio permanente da nove mesi dei 70 lavoratori licenziati dall'azienda spionistica con la complicità bipartisan di partiti, istituzioni e sindacati.

CASSA di RESISTENZA per i LICENZIATI Ieri, nell'indifferenza e nel silenzio totale bipartisan, si è tenuta al Tribunale di Milano la terza udienza del processo per la microspia trovata a palazzo Marino nel 2009 sotto la scrivania di Giuseppe Sala, attuale amministratore delegato della società EXPO 2015; in questo processo, del quale parleremo nei prossimi giorni, sono imputati Angela Di Marzo, suo fratello e Lorenzo Fabbrizzi, sotto processo per gravi reati spionistici anche a Firenze. Nel 2009 Angela Di Marzo (titolare), il fratello (collaboratore) e Lorenzo Fabbrizzi (capo del personale) erano i responsabili di INNOVA Service, la società che gestiva le portinerie e i servizi all'Alfa e che l'11 febbraio 2011 ha poi licenziato tutti i 70 lavoratori ex Alfa Romeo. Ora, dopo aver licenziato i 70 lavoratori, Angela Di Marzo continua a gestire le portinerie e i servizi sull'area dell'Alfa Romeo di Arese con altri lavoratori (precari e sottopagati) e con altre società (DM, ISMI, ecc..). L'appalto è stato affidato alla Di Marzo da ABP (AIG_Lincoln-FIAT e AGLaR). Il presidente e amministratore delegato di ABP è Marco Salvini, indagato dalla Procura di Milano e arrestato nel novembre 2010 per bancarotta fraudolenta. I padroni dell'area dell'Alfa Romeo di Arese sono ora FIAT, UNIPOL (CGIL-CISL_UIL, e altri), Lega COOP, Finiper e IntesaSanpaolo. Il progettista dell'area è BOERI, assessore all'EXPO e alla cultura della giunta PISAPIA. Dal 1995 ad oggi sull'area di Arese, dagli accordi sul CRAA ai successivi accordi di programma, assieme ai padroni comandano le istituzioni. Ma Formigoni, nonostante gli accordi sindacali sull'auto ecologica, ha da tempo voltato le spalle ai lavoratori; il sindaco di Arese (centro destra), con amministratori di Lainate, è agli arresti, accusato di aver intascato circa 900.000 euro all'anno da bollette del gas taroccate; e il sindaco di RHO (centro sinistra), finita la campagna elettorale, ha dimenticato l'esistenza dei licenziati dell'Alfa Romeo. NO ai LICENZIAMENTI LAVORO ad ARESE per i licenziati, i cassintegrati FIAT e i giovani della zona. Da novembre i licenziati perdono anche l'indennità di disoccupazione CASSA di RESISTENZA per i LICENZIATI dell'ALFA ROMEO I versamenti possono essere effettuati, indicando la causale: Cassa di Resistenza Licenziati Alfa Romeo ? con bonifico sul c/c IBAN IT51 O030 6901 6261 0000 0031 219 intestato a: SLAI, viale Liguria 49, 20143 Milano ? con vaglia postale intestato a: SLAI COBAS, viale Liguria 49, 20143 
Milano Arese, 11-11-2011
Slai Cobas Alfa Romeo