NOTIZIE SLAI COBAS

Lo Slai Cobas di Vibo Valentia vicino ai lavoratori che rischiano di essere mandati a casa

Serrata in tutto il Vibonese. Lo afferma il titolare della struttura più antica della città
Laboratori destinati al fallimento

Lo Slai Cobas vicino ai lavoratori che rischiano di essere mandati a casa

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ANCHE in città e in provincia ieri c'è stata la serrata dei laboratori privati di analisi con i dipendenti degli stessi scesi in piazza dopo aver ricevuto le lettere di prelicenziamento. A fianco dei lavoratori i dirigenti dello Slai Cobas Giovanni Patania e Nazzareno Piperno sempre in prima fila quando si rischia di perdere un posto di lavoro in una zona come la nostra che già registra un alto tasso di disoccupazione. Nel Vibonese, capoluogo compreso, sono vari ì laboratori privati che assorbono più di ottanta dipendenti tra medici, biologi, tecnici, segretarie, ausiliari etc. A farsi portavoce di questa crisi che investe il settore a livello regionale, il dottor Raniero Pacetti, titolare col fratello Sergio, di uno dei più accreditati laboratori e certamente tra i più antichi della Calabria, fondato in anni lontani dallo zio dottor Vincenzo Nusdeo. «E' assurdo che si possa tagliare ad un'azienda il 51% delle tariffe per come in sostanza prevede la delibera adottata dalla Regione. Nessuna azienda - ha detto Pacetti - è in grado di sostenere un taglio così oneroso, quindi non ci resta che dimezzare il personale in mancanza di provvedimenti che modifichino la delibera che la Lo Moro e la Giunta Regionale hanno fatto. Una decisione iniqua, politicamente assurda e ci meraviglia perché la sinistra ha sempre protetto i posti di lavoro. Pensi che questo provvedimento mette a rischio qualcosa come 3500 posti di lavoro. Siamo sbigottiti perché sono provvedimenti impensabili e illogici. Da anni sopportiamo dei sacrifici, ma il 51% significa il fallimento di tutte le strutture. Questo è il motivo per il quale oggi i lavoratori sono qui in mezzo alla strada a protestare. Sperando che qualcosa cambi». Nella Regione ì laboratori sono 390 per 3500 lavoratori. «Sono posti ad alto livello, quindi sono un vanto, un orgoglio per la Calabria e non una cosa da buttare in mezzo alla strada così».
Rniero Pacetti risponde con ironia alla nsotra domanda relativa al prolungamento di orario deciso dal laboratorio pubblico: «Ringrazio per questa solidarietà ì colleghi che hanno assunto questa iniziativa». Vicino ai lavoratori Giovanni Patania e Nazzareno Piperno, sindacalisti di tante battaglie.
«Siamo vicini a loro, pronti a sostenerli in tutti ì modi in questa vertenza che riteniamo giusta, convinti come siamo - ha esordito Patania - che non si debba perdere un solo posto di lavoro. La giunta regionale continua con scelte scellerate che vanno a tagliare posti di lavoro. Questa delibera 169 che secondo la giunta Loiero va a ridurre la spesa sanitaria in realtà va a colpire gli utenti e gli ammalati. Se si vuole la riduzione Lo Moro e Loiero devono tagliare le consulenze e ì loro stipendi e quelli dei dirigenti. Con questa delibera si viene a ridurre un servizio reale importante ai cittadini. Questa è una vergogna e ancora una volta questa giunta ha capito poco o niente di come affrontare i problemi dei lavoratori». Alla domanda se non trova incoerente che lo Slai Cobas difenda la sanità privata Nazzareno Piperno così risponde: «Il problema è che in questo caso si tratta di decine e decine di persone che rischiano il posto di lavoro per colpa di un Assessore che vuole risparmiare sulla povera gente, senza considerare che le strutture private sono e continuano ad essere una valvola di sfogo per la malasanità vibonese. L'unica cosa da fare è quella di ritirare questa delibera». Il dottore Giuseppe Arena lavora presso una struttura privata. «Si capisce benissimo - dice - che si sta arrivando ad una rottura , perché è impensabile che ci si presenti davanti ad un tavolo per un rinnovo contratto proponendo il dimezzamento di un tariffario già faticosamente concordato. Teniamo conto che le strutture private nel nostro territorio elargiscono un servizio di primo piano e si affiancano alle strutture pubbliche per portare avanti quelle che sono le esigenze dei cittadini con un servizio di qualità».