NOTIZIE SLAI COBAS

CUP: DOVE PORTA LA LOGICA DEGLI APPALTI ?

Cosa sta succedendo al CUP, il centro di prenotazione unico dell'Azienda Sanitaria? Una gara d'appalto vinta dalla GPI e dal CLA al centro da vari mesi di una contesa giudiziaria sulla quale sono ancora sospesi dei ricorsi, ma soprattutto articoli che denunciano un continuo disservizio, lettere di lettori indignati ed infuriati per le lunghe attese al telefono a cui va ad aggiungersi la situazione dello stesso personale CUP.
Anche nel Trentino i processi di privatizzazione della sanità pubblica si traducono nella proliferazione di gare d’appalto che generalmente vengono attribuite ad imprese private che non si fanno scrupoli nella presentazione di offerte di gara al ribasso. Prima si pensa ad aggiudicarsi la gara e poi a far quadrare i conti con l’inevitabile conseguenza di una disastrosa ricaduta sui  dipendenti e sulla qualità del servizio stesso. Il paradosso che emerge è quello per cui ogni appalto diventa occasione per frettolosi ed approssimativi processi di riorganizzazione  che finiscono per portare a nuove disfunzioni, senza parlare del personale a cui vengono imposti ritmi di lavoro esasperanti, normative interne con oneri non compatibili con i contratti, sino a forme di precarizzazione e riduzione del numero delle unità lavorative impiegate.

L'assessorato non sembra sentire l'indignazione e l’esasperazione che stanno montando quotidianamente, l'Azienda Sanitaria sembra incapace di arginare le lamentele crescenti. Il sindacato rappresentante in azienda cosa fa? Sappiamo che molte lavoratrici sono ancora iscritte alla CGIL, ma da quest'organizzazione non si è levata alcuna voce di opposizione. Al contrario un questionario farsa è girato tra le operatrici: si domandava loro se accettare una certa turnistica o la mobilità: ovvero il licenziamento.

L’anello debole delle logiche degli appalti nella sanità sono sempre gli stessi, i dipendenti e gli utenti dei servizi finali.  Coloro che hanno bisogno di curarsi e che per poterlo realmente fare devono usufruire di un efficiente servizio sanitario pubblico che contempli anche un buon sistema di prenotazione. Sicuramente la GPI come le sue concorrenti nell'appalto, come qualunque altra società privata mossa dalla ricerca del massimo profitto, non possono garantire tutto questo. E’ per questo che come Slai Cobas proponiamo che il CUP ed il relativo personale sia restituito al servizio  pubblico, alla APSS, e che sia sviluppato ed organizzato sulle reali esigenze del malato e nel pieno rispetto dei lavoratori e delle loro professionalità. Non sono slogan elettorali, vista anche la nostra proposta di astensione generalizzata alle prossime elezioni provinciali, ma richieste minimali per una vita dignitosa, sulla base delle quali svilupperemo il nostro impegno civile e sindacale.

Sebastiano Pira resp. Prov. Slai Cobas Trentino