NOTIZIE SLAI COBAS

SLAI COBAS di Castelletto: IL RICONOSCIMENTO POLITICO di FiOM-FIM e Azienda

Un’imperdibile balletto che suggella la comunione tra esecutivo Rsu-Azienda.

Finalmente, a 2 anni dalla sua costituzione in Italtel avvenuta nella primavera del 2005, il Cobas, i suoi militanti e il loro lavoro hanno avuto il sacrosanto riconoscimento politico in calce ad un documento ufficiale siglato dalla centrale sindacale aziendale e dal rappresentante di Italtel Massimiliano Traversa dell’ Associazione dei Padroni Lombardi detta anche Assolombarda.

Unico neo dell’operazione la mancanza della Uilm che, furbescamente e forse con un po’ di rancore, non ha partecipato all’evento per noi veramente  importante.

Siamo riusciti comunque a trascinare le organizzazioni maggiormente rappresentative dei lavoratori, quelle che sotto dettato aziendale avevano il compito di fare terra bruciata intorno per impedire un nostro radicamento in una fase molto delicata quale quella attuale e di medio periodo, costrette  in un ambito ufficiale, per loro inaspettato ed esageratamente preoccupato, in questo caso efficacemente rappresentato dalla Direzione Provinciale del Lavoro per conto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, a dover rispondere dei propri atti in un ricorso presentato mesi fa dal Cobas di Castelletto, Giovedì 22 Marzo alle ore 09.30.

L’occasione è stata quella del rinnovo delle Rsu di Novembre, rinnovo avvenuto nella migliore tradizione quasi ad un anno di distanza dalla scadenza naturale (tre anni), incalzato dalla nostra campagna di primavera del 2006 di raccolta firme per spingere alle elezioni, avvenute soltanto nell’autunno successivo dopo gli accordi che portarono allo scorporo di molte decine di lavoratori e lavoratrici in One-Ans. Campagna che aveva il compito di preparare il terreno al lancio di una lista dei Cobas aperta a tutti coloro, iscritti oppure no, che si riconoscono nell’autodeterminazione e nell’autonomia, nel rifiuto della delega come strumento per rifuggire dalle responsabilità politiche che ogni lavoratore e lavoratrice ha nei propri confronti e in quelli della collettività intesa come classe che difende il proprio diritto ad un giusto lavoro e ad un giusto salario e che alla successiva prova dei fatti (la raccolta firme a sostegno della lista medesima), non aveva permesso di raggiungere una quantità sufficiente di firme, anche perché Azienda e centrale sindacale allarmati dalla nostra azione impetuosa, giocano sempre il Jolly degli addetti assunti a Castelletto e distaccati 365 giorni all’anno nei presidi aziendali presso il cliente e sparsi ad ogni latitudine nazionale ed internazionale. I numeri a volte sono come i pneumatici, più son gonfi, meno si consuma.

Gioco valido sul fronte pubblicista (IPO), col Governo (CIG e Mobilità) come sul quello interno e che conferma la presenza a Castelletto di quasi 2000 dipendenti tra dirigenti, lavoratori Italtel e One-Ans!

In questo senso il nostro ricorso serviva intanto per fare lavorare le surrenali dei numerosi, ben 9, accorsi in “soccorso” dell’esecutivo tra cui i pezzi da 80 delle segreterie milanesi di FIOM-FIM (la FIOM schierava addirittura due Funzionari dei quali addirittura un Nobile, tale Lorenzo Chiodo-Grandi), eppoi per ribadire che FIOM-FIM e Azienda non possono più fare quello che vogliono come in passato, o almeno non possono farlo senza avere qualche grattacapo, d’adesso in avanti e accordi compresi.

E questo possiamo farlo anche all’esterno delle Rsu perché come abbiamo detto in passato noi ci andremo quando ci andremo per fare le barricate giacchè di tale vastità è il divario che ci separa dalle idee dei sindacati di Stato. La questione ferie attualmente altro non è che un  esempio (disdire accordi ? Due giorni in più a chi ha le pregresse ? Provateci ! Vi sfidiamo in questo senso), sono solo uno dei molteplici casi, ma si può spaziare in ogni ambito.

Non speravamo certo che venisse accolta la nostra richiesta da un Comitato dei Galanti dove pronti, partenza e via, i sindacati del Regime partono da +3 (+4 con il voto dei Padroni che comunque non regalano un voto senza avere qualcosa in cambio), o se preferite con +1/3 ad urne ancora “socchiuse”.

Dal cantuccio nostro noi continuiamo la nostra opera. Abbiamo stretto nuovi contatti, è arrivata la 5° iscritta, nuove simpatie ed interesse si avvicinano alle nostre idee sul sentiero della costruzione del Comitato di Base, molti lavoratori si sono dichiarati disposti a votarci nel segreto dell’urna ma non ad esporsi in una firma. Firma che diciamo una volta per tutte essere firma per la liberà e la democrazia in fabbrica e non sostegno all’eversione (le BR le cerchino tra i Confederali, noi alle avanguardie non abbiamo mai creduto perché o sono i lavoratori intesi come massa del lavoro precario ad imporre con democratici rapporti di forza il cambiamento oppure altrimenti saranno i Padroni in quanto tali su ogni bene sia esso pubblico che privato e i loro servi a completare la loro opera di distruzione sociale, ambientale e perciò umana).

Il Cobas senza entrare nel merito dei tecnicismi usati in questa questione, esce rafforzato e trae ulteriori elementi per la sua attività che, ad eccezione del portavoce deve essere ancora necessariamente sotto copertura. Un lavoro sotterraneo ma utilissimo per ultimare il primo cerchio di difesa dell’Organizzazione.  

Il seme è germogliato ma la piantina che ne scaturisce non ha ancora la necessaria forza e lungo e non privo di difficoltà ancora è il paziente lavoro di semina.

Ma il terreno che sembra arido e assente, nelle Aziende attorno al comprensorio industriale di Castelletto, potrebbe improvvisamente rifiorire di virgulti forti e decisi, i papaveri tra le messi di Giugno.

La Natura, a volte, è dotata di risorse davvero inaspettate.

SLAI COBAS DI CASTELLETTO