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SLAI Cobas ITALTEL: Delocalizzare la ricerca per diventare una azienda piccola che opera nel core

Si sono dissolti come nebbia nell’anticipo di primavera, i toni a tratti anche preoccupanti (e a buona ragione), calati sull’incontro del 12 Gennaio in Assolombarda quelli, tanto per intederci, che avevano portato le nuove  Rsu a scrivere “Itaca e Usedsa”.

In poco tempo l’ottimismo è tornato a splendere e ad illuminare persino e ci mancherebbe,  il sottosegretario “comunista” Alfonso Gianni che col  suo assegno spettante come membro dell’esecutivo non parlamentare di circa 192 mila euro annui – (L’Espresso 22 Febbraio 2007 alla faccia del, citiamo dalla tessera del Prc:….”chiamiamo marxismo quella condizione che abolisce lo stato di cose presente”), ripercorre il tratto stilografico dei tanti sottosegretari bipolari prima di Lui , siglando nuovi aiuti di Stato ai fondi americani in cambio della solita manfrina sul mantenimento occupazionale , sullo sviluppo, ed etcetera, etcetera, cui ovviamente nessuno si assumerà, come da sempre, l’onere della verifica.

Merito del miracolo liturgico “dell’etica della responsabilità”  quella sorta di stringiamoci a  corte, quell’unità nazionale del trilobo che ci è stata spiegata nelle assemblee, dall’officiante funzionario dalla centrale sindacale di Stato, serve per superare le piccole e grandi crisi tutti assieme facendo però pagare sempre ai soliti.

Ma c’è anche la necessità di uscire dal cilindro, di riproporsi come parte della discussione, di rilanciare la propria esistenza per ricondurre alla ragione-concertativa, cercando di bacchettarli tra le righe dei comunicati, gli slanci unilaterali di H.R., vale a dire quelle fughe sulla fascia auspicate dagli azionisti per “accelerare il gioco”, che spiazzano la controparte, ridotta a comparsa e ridicolizzata, come nel caso dell’una-tantum di Febbraio.

Ma il ruolo non si riconquista con la propaganda e la dietrologia di chi afferma ignavo (o finto tale) che questa azienda è ancora strategica per il Paese perché chi lo dice in assemblea dovrebbe anche avere il coraggio di spiegare magari ai fantasmi di Tecnosistemi o ai tanti lavoratori che si sono trovati in mezzo ad una strada, perché una filiera strategica (di cui faceva parte anche Italtel), è stata regalata agli squali e ai magnaccioni, cosa che nessun governo di destra o sinistra ha permesso, per esempio, in Francia o in Germania, tanto per citare due vicini più intelligenti di noi.

Non possiamo che criticare perciò il lavoro delle Rsu, che prosegue nel solco del passato, a tessere questa sorta di patchwork, senza una prospettiva e senza un progetto diverso che quello di tappare le falle ogni qualvolta si presentino.

Emblematica in questo senso la vicenda dei lavoratori coinvolti nei colloqui, dove si è passati dalla rabbia per lo “scavalcamento” culminato nello scritto ilare “prepariamoci alla risposta” a quello più congeniale e collaudato dell’assistenza psicologica ai traumatizzati e del convincimento.

Ovviamente pure nulla condividiamo su molte questioni sollevate dal management di Italtel.

Non la fantasiosa teoria del mese sfortunato dell’IPO (se avessimo tentato di piazzare in borsa lo Slai Cobas avvalendoci del commercialista Pizzaballa come advisor anziché di “dilettanti a poco prezzo” del calibro di PriceWatersHouseCoopers, Goldman & Sachs , banche affini e chi più ne ha più ne piglia, semmai NOI, avremmo accampato la sfortuna) ! ! !

Forsese si ritentasse sarebbe meglio mettere nel mazzo,  è proprio il caso di dire, anche un esperto di tarocchi, non si sa mai con i chiari di luna del mercato !

Se è vero poi che tutti gli azionisti vogliono ricapitalizzare, ci domandiamo perché spesso si è parlato della consueta e naturale propensione a tempo della permanenza dei Fondi nei capitali societari in genere, e come si inquadrano in questo senso le trattative che ci sono state con Alcatel e Siemens ?  (battaglia tra Cda finanziario contro Cda Industriale).

Quanto poi al recupero di efficienza e flessibilità a senso unico (al solito), o alla questione India, anche su questo, ci permettiamo di sollevare non poche perplessità.

Si è detto che se Italtel è fuori dall’India la società è più debole nel senso che non può risparmiare sui salari ! Ma diciamo le cose come stanno e soprattutto lasciamo stare la concorrenza, vuoi perché ha un catalogo prodotti proprietari un pochetto più pingue del nostro e non certo per colpa dei lavoratori di Italtel, vuoi perché ha qualche migliaia, se non decina di migliaia di addetti in più distribuiti, a volte su qualche decina di siti industriali in più di italtel.

La realtà è che gli azionisti vogliono pagare meno salario perchè questa e non altre, è l’unica cosa in comune che hanno con la concorrenza.   Recuperare margini di Profitto !

Si sono inventati questa storia meschina della massa celebrale matematica  e della formazione anglossassone  solamente per recuperare efficienza (salario): eccola qua !

Ma se pensano che tutto possa filare liscio alla coda di chi in 9 mesi di governo ha già visitato India e Cina per piazzare prodotti e mercati a oriente e amortizzattori sociali in Italia, si sbagliano di grosso !

Certo a noi non interessa la demagogia soporifera, quella la lasciamo ai pompieri della centrale sindacale aziendale, si veda in proposito  il volantino dello scorso anno intitolato progetto india che auspica che i diritti dei lavoratori indiani siano salvaguardati (eddì qualcosa di sinistra).

Non riescono a fare nulla contro la carneficina delle morti sul lavoro in questo Paese, ma si preoccupano dei lavoratori a qualche decina di migliaia di chilometri da qua. Singolare !

Gli auspici non costano nulla, quelli son gratis soprattutto in questa legislatura redistributiva !

Il Cobas di Castelletto si rivolge invece ai lavoratori della ricerca, ai giovani, perché boicottino e sabotino qualsiasi passaggio di attività, di trasferimento di conoscenze, procedure e lavorazioni anche quelle che posson sembrare marginali quali quelle cosiddette di testing a personale esterno che non sia riconducibile al customer di Italtel e alla sua normale formazione sul prodotto.

Perché dal basso del nostro Q.I. ci appare molto improbo che a matematici eccelsi vengano affidate attività “povere” nel senso di conoscenza e che invece esse non rappresentino invece, null’altro che lo scalino base dal quale salire per conoscere (e sviluppare), il cuore del prodotto stesso.

Quando le condizioni si renderanno necessarie, i lavoratori si dovranno difendere e potranno farlo contando unicamente sulla loro forza di gruppo sulla loro capacità di aggregazione politica autonoma e autorganizzata, di questo dovrà prenderne atto prima o poi anche la roccaforte della CGIL, la Ricerca.

Nel futuro la difesa occupazionale, la difesa del diritto al reddito e alla sopravvivenza contro chi sbandiera i 1400 ricercatori alla bisogna (operazione Borsa e aiuti governativi), passa per la difesa incondizionata e a oltranza del rimanente prodotto proprietario e contro lo spezzatino e lo smembramento aziendale e nuove riduzioni del personale occupato.

Bisogna essere vigili adesso come nel prossimo biennio, la moratoria sull’affitto di terreni e fabbricati presto finirà e allora i fondi nordamericani accelereranno i loro progetti di uscita dal capitale societario attraverso scorciatoie poco simpatiche.

SLAI Cobas ITALTEL