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Fiat in Polonia: TRATTA CONTRO LO SCIOPERO

I prossimi saranno intensi giorni di trattative tra la divisione polacca della Fiat e i rappresentanti sindacali locali per cercare di scongiurare i minacciati scioperi che potrebbero paralizzare l'attività produttiva nello stabilimento di Tychy.

Le unioni polacche inglobate nel sindacato Solidarnosc chiedono un incremento salariale importante, si parla del 100% sul minimo mensile, per assicurare la qualità produttiva richiesta da Fiat per l'assemblaggio della nuova 500 (e in futuro anche da Ford per l'erede della Ka).

Il nostro Gian Luca Pellegrini, che si era recato a Tichy per scoprire i segreti della nuova citycar Fiat, aveva constatato di persona l'insoddisfazione degli operai. Sul fascicolo di "Quattroruote" di luglio, scrive: "Mentre il Paese sta per entrare nell'area dell'euro, con gli evidenti sconquassi sul potere d'acquisto che l'addio allo zloty porterà, gli stipendi degli operai risentono ancora dell'epoca precedente.

A Ticky è una lamentela unica: 'Quando la fabbrica andava male, giustificavano le basse retribuzioni con la scarsa produttività. Oggi siamo un impianto che marcia sei giorni su sette, che sforna 1240 auto al giorno con un tasso di sfruttamento delle linee che sfiora il 100%. Dunque perché dobbiamo guadagnare meno di un nostro collega italiano? Adesso abbiamo ottenuto un aumento di 55 euro al mese, più una "una tantum" di 130 euro, ma siamo ben lontani dagli standard europei.'

In effetti, un'occhiata allo stipendio di un lavoratore medio dà un'idea delle enormi differenze: un operaio con un'anzianità decente guadagna, straordinari compresi, 700 euro lordi. Un neoassunto raggiunge a malapena i 400 euro, sempre lordi. E la Fiat non è sicuramente la multinazionale che paga peggio, da queste parti