NOTIZIE SLAI COBAS

Slai Cobas Trento in Solidarietà con Luigi Cravero

Ogni anno centinaia di operai muoiono o si ammalano sul posto di lavoro mentre contribuiscono a produrre i beni che occorrono per la nostra vita e per il nostro benessere, mentre compiono, a differenza di tanti speculatori e parassiti, un servizio per la collettività. Ma, singolarmente, la loro morte, così come la qualità della loro vita, conta infinitamente meno di tante altre.
Così, mentre i sindacati confederali abdicano su tutta la linea al loro ruolo di garanti dei diritti dei lavoratori (hanno dato anche il via libera alla riforma delle pensioni), come in un bollettino di guerra si sussegue la mattanza nei luoghi di lavoro con lavoratori morti o malati e resi invalidi a causa delle scarse condizioni di salute e sicurezza, licenziati, trasferiti in reparti-confino, sottoposti a provvedimenti disciplinari.

È la volta ora di Luigi Cravero, operaio della Fiat Powertrain di Termoli impegnato nella sua fabbrica in difesa delle condizioni dei lavoratori e militante nello Slai Cobas, licenziato in tronco mercoledì 25 luglio per "aver svolto il lavoro assegnatoLe con ingiustificata lentezza, - aver abbandonato il proprio posto di lavoro senza giustificazione né autorizzazione alcuna e - essersi rifiutato di svolgere il proprio lavoro rivolgendosi inurbanamente al suo Capo Unità, arrecando grave disguido all'organizzazione del lavoro della sua U.T.E. di appartenenza e provocando una fermata e relativa perdita produttiva, pari a 25 cambi."

Luigi è affetto da documentati problemi di salute ben noti all'azienda, alla quale ha vanamente richiesto più volte di essere spostato in quanto, per la mansione svolta esistono controindicazioni derivanti dal proprio stato di salute. La sua malattia è ulteriormente aggravata dalle condizioni ambientali in cui gli operai dello stabilimento sono costretti a lavorare nella stagione calda, con temperature che raggiungono e addirittura superano i 40 gradi, come è avvenuto alla fine di luglio, dove la temperatura all'interno dello stabilimento superava addirittura i 50 gradi.

Ma la FIAT, che quando deve chiedere sacrifici ai lavoratori è pronta a rispolverare anche la favoletta "siamo tutti parte di una grande famiglia", nonostante i numerosi impegni assunti nel passato, non ha mai investito in un adeguato impianto di climatizzazione per permettere ai "suoi" operai di lavorare in condizioni meno disumane, scegliendo invece, ancora una volta, di scaricare il problema, legato alle inadempienze dell'azienda, sugli operai e in particolare su un operaio malato e, di conseguenza, più in difficoltà di altri a reggere le pesanti condizioni lavorative, licenziandolo per "scarsa produzione".

Si tratta anche di un licenziamento strumentale, messo in atto dalla Fiat Powertrain, nel grave tentativo di dare una dura -lezione- a tutti i lavoratori - compresi quelli ammalati da anni di sfruttamento - con un preciso ed inaccettabile messaggio intimidatorio: "o i lavoratori si -piegano- alle esigenze produttive o saranno licenziati"! Non a caso l'azienda ha licenziato Luigi nella sua -doppia qualità- di lavoratore ammalato e di militante dello Slai Cobas, impegnato nella lotta di difesa dei lavoratori.

Tutto questo può essere solo l'espressione di una società ingiusta ed ipocrita che mette al primo posto gli interessi del profitto e che è distante, nella gestione dell'economia e dello stato, dagli interessi e dai bisogni dei lavoratori e della gente comune.

Basta con le morti sul lavoro e con le malattie professionali!

Vogliamo sicurezza e ritmi di lavoro che consentano un pieno recupero delle energie fisiche e psichiche dei lavoratori!

Basta con i licenziamenti!

Solidarietà con Luigi Cravero! Costruiamo mobilitazione per il suo immediato reintegro nel posto di lavoro!

Coordinamento provinciale slai-cobas del Trentino