NOTIZIE SLAI COBAS

Comunicato Sciopero Generale 9 novembre 2007

SCIOPERO GENERALE CONTRO IL GOVERNO, CONTRO L’ACCORDO SU PRECARIETA’, WELFARE E PENSIONI DEL 23 luglio 2007

Lo Slai Cobas partecipa e invita a partecipare allo sciopero generale contro la politica del governo e contro l’accordo del 23 luglio 2007 (ipotizzato per il 9 novembre 2007), perchè ritiene indispensabile ci sia una mobilitazione quanto più ampia e condivisa di tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro affiliazione a questa o quella sigla sindacale.
 
Uno sciopero che è urgente, non rimandabile e che va organizzato e fatto al più presto, se possibile prima del referendum truffa sull’accordo di luglio. Uno sciopero che deve effettivamente essere costruito dal basso, a partire dai posti di lavoro, dagli organismi di resistenza sociale presenti sul territorio, da tutti i lavoratori. Uno sciopero cui si giunga per mezzo di un crescere di iniziative e di mobilitazioni nei posti di lavoro e sul territorio. Un percorso che dovrebbe concludersi con una giornata di sciopero contraddistinta da una grande manifestazione nazionale a Roma, sotto i palazzi del governo Prodi che –in continuità con quello precedente di Berlusconi- continua ad attaccare e precarizzare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i proletari.
 
Solo in questo modo riusciremo a sfuggire dallo sciopero rituale, che si ripropone ogni autunno come “per timbrare il cartellino”, e invece arrivare ad una giornata di lotta che getti realmente le basi di un’opposizione sociale anticapitalista.
Non abbiamo la necessità di far vedere che ci siamo, che esiste anche il sindacalismo extraconfederale. I lavoratori hanno l’esigenza che sia effettivamente aperto un processo di resistenza di massa all’attacco condotto congiuntamente da governo, Confindustria e Cgil-Cisl-Uil. Un processo che dopo la giornata di sciopero lasci dietro di se’, quale condizione per andare avanti, una rete di comitati aperti a tutti i lavoratori e al territorio, diffusi su tutto il territorio nazionale, per la difesa del salario, contro la precarietà, in difesa delle pensioni, per i diritti a tutti i lavoratori.
 
Occorre da subito l’avvio di un percorso di mobilitazione nei posti di lavoro e sul territorio, che si opponga alle politiche economiche e di guerra del governo e del padronato. Diversamente i lavoratori saranno lasciati alla trappola del referendum sindacale sull’accordo di luglio. Un referendum antidemocratico, dall’esito scontato a favore dell’accordo, che sarà condotto come al solito senza che i lavoratori e le sigle sindacali contrari all’accordo possano in alcun modo controllare le votazioni e lo spoglio delle schede.
 
Non aspettiamo oltre, cominciamo a preparare la giornata di lotta, lo sciopero generale. iniziamo veramente a riscaldare quest’autunno, mettendo in campo unitariamente le nostre forze per incrinare il controllo sociale della concertazione e fare in modo che lo slogan “lavoro stabile – salario – diritti” cominci a divenire una realtà concreta.

 

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