NOTIZIE SLAI COBAS

Comunicato stampa: Operazione “Antiterrorismo”: lo Slai Cobas non è indagato ad alcun titolo

A proposito dell’inchiesta della magistratura di Potenza sullo “Slai Cobas per il sindacato di classe” e delle notizie riportate dai mass media dopo le perquisizioni effettuate in alcune città italiane il 16/10/2007, finalizzate a coinvolgere senza alcun fondamento lo Slai Cobas (senza nessun'altra dizione):

COMUNICATO STAMPA: RICHIESTA DI RETTIFICA IN BASE ALLA LEGGE SULLA STAMPA

1.    Premesso che lo “Slai Cobas per il sindacato di classe” non ha niente a che fare con lo Slai Cobas e che la sigla “Slai Cobas”, nonostante nostre ripetute diffide, viene utilizzata da alcuni degli indagati che da anni hanno interrotto qualsiasi rapporto politico e organizzativo con lo Slai Cobas
2.    Premesso che questa diversità organizzativa è nota sia ai mezzi d’informazione (cui abbiamo chiesto la rettifica ai sensi della legge sulla stampa), sia agli inquirenti (che nonostante ciò nel decreto di perquisizione dell’11/10/2007 hanno chiesto che la stessa fosse effettuata anche nella nostra sede di Viale Liguria a Milano, come se fosse una sede dello “Slai Cobas per il sindacato di classe”, ma poi non eseguita)
3.    Premesso che tra gli indagati non vi è nessuno dello Slai Cobas e solamente un nostro iscritto è stato oggetto di perquisizione, ma è estraneo alla vicenda in oggetto

Lo Slai Cobas ritiene che:

1.    Il proprio coinvolgimento nella vicenda non sia semplicemente un caso di “mala-informazione”, ma un tentativo di criminalizzazione dello Slai Cobas per la sua opposizione alle politiche neo-liberiste del governo Prodi e alla concertazione. Criminalizzazione politica che si coniuga alla repressione padronale con i licenziamenti politici cui sono stati recentemente sottoposti nostri militanti operai negli stabilimenti Fiat di Termoli e Arese, dopo il licenziamento, cassato dalla stessa magistratura, di 8 operai a Pomigliano d’Arco nel 2006 per la loro opposizione al contratto integrativo dei metalmeccanici.
2.    Il proprio coinvolgimento nella vicenda abbia anche il fine di ostacolare la nostra presenza nelle prossime elezioni RSU del pubblico impiego, diffondendo false notizie su un’inesistente infiltrazione “terroristica”.
3.    L’uso dell’articolo 272 del C.P. (Propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale), ereditato dal codice fascista Rocco, permette di perseguire tutti i comunisti addirittura sulla base di un semplice reato di opinione.
4.    L’uso dell’articolo 270 bis del C.P. (Associazioni con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell'ordine democratico) non è sorretto da alcun fatto a supporto di un’imputazione così grave.
5.    Siano inaccettabili sia la campagna di “disinformazione” a mezzo stampa, sia una tale operazione poliziesca, dispiegata platealmente a livello nazionale. Che queste servano a perseguire quanti si oppongono alle politiche antiproletarie del governo Prodi, a criminalizzare il rifiuto della concertazione, a impedire che i proletari si autorganizzino contro le politiche subordinate agli interessi e alle compatibilità capitaliste, spacciate per “interessi nazionali”.

Lo Slai Cobas, tanto più di fronte a questa vicenda, ribadisce la necessità di una lotta aperta, pubblica, indipendente e di massa dei lavoratori contro le politiche neo-liberiste del centro destra e del centro sinistra, contro la concertazione e per la difesa delle condizioni di vita e di lavoro dei proletari, a partire dalla lotta contro la precarietà, per i salari, contro la privatizzazione e la riduzione delle pensioni, per la salvaguardia e l’estensione dei diritti a tutti i lavoratori.

Milano, 17/10/2007
L’Esecutivo Nazionale dello Slai Cobas