NOTIZIE SLAI COBAS

Assemblea sulle pensioni a Milano del coordinamento RSU

Assemblea sulle pensioni a Milano del coordinamento RSU

venerdì 1.12.2006 il coordinamento RSU ha indetto un’assemblea nazionale sulle pensioni. Senza nutrire alcuna illusione, dato che l’asse politico dell’appello di convocazione (già diffuso) sembra essere quello della rivendicazione di maggior democrazia nella prossima “trattativa” sulle pensioni, tuttavia ci parteciperemo sostenendo le nostre posizioni, la necessità di una lotta concreta e di mobilitazioni in tutti i posti di lavoro e sul territorio.
Diffonderemo il volantino che riproduciamo sotto.
Per tutti quelli che vi parteciperanno, l'appuntamento è alle 8.45 all’Auditorium Centro Scolastico Gallaratese
(Via Natta 11, Milano), per diffondere il volantino e organizzare gli interventi.



Ai delegati RSU riuniti in assemblea a Milano l’1-12-2006
appello per una mobilitazione comune e di massa contro:
LA DEFINITIVA PRIVATIZZAZIONE DELLE NOSTRE PENSIONI,
LO SCIPPO DEL TFR E L’AVVIO DEI FONDI PENSIONE PRIVATI


Sappiamo tutti che, con l’avallo di Cgil-Cisl-Uil, la Finanziaria spiana la strada alla definitiva privatizzazione delle pensioni pubbliche, perchè aumenta la tassazione sul TFR, anticipa la controriforma Maroni (scippo del TFR e avvio dei fondi pensione privati legati alla Borsa entro il prossimo giugno), apre una “trattativa” per modificare ancora una volta il rendimento pensionistico e l’età pensionabile (da concludersi entro marzo 2007).
Si avvia così a conclusione il furto di quella parte del nostro salario che sono le pensioni, avviato dai governi di Centro Sinistra, proseguito da Berlusconi e oggi continuato da Prodi. Un furto da 20 miliardi di euro all’anno, a tanto ammonta il nostro TFR annuo, che verrebbe utilizzato in Borsa dai fondi pensione privati.

ROMPIAMO GLI INDUGI, DIFENDIAMOCI!

Per contrastare quest’attacco, per difendere le pensioni pubbliche, occorre una mobilitazione di massa e unitaria di tutti i lavoratori (a prescindere dalle tessere sindacali che possono avere in tasca). Abbiamo solo 6 mesi di tempo, da subito dobbiamo coordinare sul piano nazionale tutti i lavoratori contrari al furto delle nostre pensioni, costituire comitati per la difesa delle pensioni pubbliche e contro lo scippo del TFR in tutti i posti di lavoro e nel territorio (sviluppando in termini di massa l’esperienza dei comitati contro lo scippo del TFR che molti di noi, assieme, avevano portato avanti nel periodo della controriforma Maroni).

Ma per contrastare quest’attacco non possiamo limitarci a rivendicare maggiore democrazia e/o un referendum sulla “trattativa”. Qualsiasi consultazione oggi sarebbe condotta senza alcuna possibilità reale per i lavoratori di discutere e decidere, senza alcuna possibilità di controllo dei voti, senza una reale democrazia nei posti di lavoro. Non dimentichiamoci di come Cgil-Cisl-Uil hanno truccato il referendum sulla prima controriforma delle pensioni varata dal Centro Sinistra (passaggio dal calcolo retributivo a quello contributivo).

Da subito dobbiamo organizzarci, collettivamente e unitariamente, per organizzare una mobilitazione nei posti di lavoro e nel territorio che, concretamente, faccia “votare” i lavoratori con assemblee, scioperi, manifestazioni e iniziative di lotta:


  • contro lo scippo del TFR e il suo versamento nei Fondi Pensione privati, che subordinerebbe le nostre pensioni all’andamento delle Borse e dei mercati finanziari. 
  • per la difesa delle pensioni pubbliche, ripristinando il vecchio sistema di calcolo retributivo e diminuendo l’età per andare in pensione.
  • Per ottenere la separazione di previdenza e assistenza all’Inps (prevista per legge e mai applicata) e impedire che parte del nostro salario, i contributi, continuino ad essere usati per pagare le ristrutturazioni e i profitti ai padroni e non le nostre pensioni.

Solo organizzandoci e mobilitandoci da subito, getteremo le basi dei rapporti di forza necessari sia per contrastare il furto delle nostre pensioni, sia per affrontare su obiettivi comuni e condivisi anche le questioni del salario, della lotta alla precarietà e della democrazia nei posti di lavoro.


Slai Cobas