NOTIZIE SLAI COBAS

La Resistenza Continua: Incontro con Giovanni Gerbi, partigiano di Santa Libera

Venerdi 11 Aprile 2008 ore 21

 

Incontro con Giovanni Gerbi

partigiano di Santa Libera

 

Spazio Popolare La Forgia

Via Mazzini 24 Bagnolo Cremasco (CR)

Giugno 1946. Il Ministro della Giustizia Togliatti emana il decreto di amnistia, grazie al quale i fascisti escono dalle carceri ed iniziano a riorganizzarsi. La rabbia dei partigiani, esasperati dall'andamento degli eventi, esplode ad Asti nell'agosto del '46, quando un gruppo di ex combattenti si riarma e ritorna sulle montagne. Mentre i partiti di governo si mobilitano per far cessare la ribellione, in tutto il nord Italia  centinaia di partigiani seguono l'esempio di Santa Libera.

Santa Libera è la testimonianza che già all’indomani della “liberazione”  il fascismo si stava nuovamente infiltrando nella società italiana, allora come oggi con la connivenza del cosiddetto schieramento  “democratico”. E’indice del malcontento che serpeggiava tra la popolazione, sfiancata da anni di guerra e desiderosa di vero e profondo cambiamento sociale.

I compagni partigiani di Santa Libera sapevano che non era ancora finita. Sapevano che la lotta per la libertà, la giustizia sociale e l’uguaglianza doveva continuare con lo stesso vigore.
Oggi a più di 60 anni di distanza non possiamo che dare ragione a quei partigiani: lo sfruttamento dei lavoratori e l’autoritarismo, cause che animarono la lotta di liberazione,  non sono certo spariti con la fine della resistenza e quello a cui assistiamo quotidianamente è uno sdoganamento del fascismo a livello storico, politico e culturale.

Le nuove e vecchie destre tentano di riutilizzare la storia e la memoria come terreno di scontro politico per legittimarsi e creare consenso e anche nella nostra realtà locale stiamo assistendo ormai da anni a continue iniziative di questo tipo: dalle piazze e teatri concessi a fascisti di ogni risma ad incontri pseudo-culturali tesi a riabilitare il ventennio e la RSI fino a veri e propri scempi per la storia come la deposizione di una targa a ricordo del presunto eccidio delle foibe.

Mai come oggi riteniamo quindi indispensabile riallacciare il filo rosso che lega le lotte dei compagni partigiani di ieri a quelle di chi oggi resiste contro i rigurgiti fascisti, contro lo sfruttamento,contro i padroni e il razzismo e per costruire una società basata sull’uguaglianza e sulla giustizia sociale.