Per contatti: redazione@slaicobas.it

Amianto, tagliate dieci pensioni

È il tassello che mancava. Dopo le lettere dell’Inps spedite a un migliaio di pensionati, con cui si dichiaravano «provvisori» gli assegni mensili. E dopo il congelamento della gran parte delle pratiche relative ai lavoratori in procinto di lasciare il posto, ora è l’Inail a presentare il conto. Come? Sospendendo l’efficacia di quelle dichiarazioni sulla base delle quali erano stati concessi gli scivoli contributivi. In poche parole, chi ha ricevuto la comunicazione dell’ente assicurativo obbligatorio, l’Inail appunto, ora rischia di perdere una parte degli anni di anzianità lavorativa già conteggiati. Con un duplice effetto: o dovrà tornare in servizio per arrivare a maturare il diritto alla pensione, o subirà una decurtazione dell’assegno mensile.

È l’ultima conseguenza diretta del ciclone che si è abbattuto sul mondo della previdenza sociale da quando è partita l’inchiesta della Procura di Genova sull’amianto. Inchiesta che ha messo sotto accusa l’intero sistema di assegnazione dei benefici previsti dalla legge per chi, durante la sua carriera lavorativa, è entrato in contatto per almeno dieci anni con la fibra dell’asbesto. I sostituti procuratori Luca Scorza Azzarà e Vittorio Ranieri Miniati indagano su episodi di truffa ai danni dello Stato, corruzione, falso, abuso di ufficio. Nei mesi scorsi, come rivelato dal Secolo XIX, sono partiti diversi avvisi di garanzia all’indirizzo degli stessi pensionati che firmarono, al momento di richiedere lo scivolo previdenziale, falsi curriculum, su indicazione delle stesse aziende e con la mediazione dei patronati. La lettera dell’Inail, ora, ha già raggiunto una decina di pensionati genovesi, che a suo tempo avevano ottenuto i benefici della legge sull’amianto. La notizia è emersa ieri a margine della presentazione del libro “Il male che non scompare” di Enrico Bullian. Opera che rappresenta la versione divulgativa di una tesi di laurea in Storia contemporanea, nella quale si racconta la storia della famigerata fibra dell’asbesto attraverso i drammi individuali di lavoratori colpiti dal mesotelioma pleurico e l’analisi internazionale che ancora si rifiuta di affrontare l’emergenza: «Il Canada, insieme a Russia e Cina, ancora produce amianto per un totale di 2 milioni di tonnellate all’anno - rivela Bullian - In Italia muoiono ogni anno 4 mila persone per tumori legati all’asbesto. É ora di affrontare il problema».

I sindacati, di fronte alla duplice emergenza delle pensioni «provvisorie» e degli ambienti di lavoro, come quello delle Riparazioni navali ancora contaminati, hanno chiesto e ottenuto per lunedì un incontro con il Prefetto di Genova. «Non vogliamo mettere in discussione l’inchiesta della magistratura - afferma Franco Grondona, segretario regionale della Fiom-Cgil - ma riteniamo il provvedimento dell’Inail improprio ed ingiusto. Si sta criminalizzando un’intera classe di lavoratori che ha subito il processo di ristrutturazione e ha lavorato a contatto con l’amianto rischiando la propria salute». L’avvocato Barbara Iside Storace, intervenuta alla presentazione del libro di Bullian dedicato alle conseguenze dell’uso dell’amianto in Italia, ha ricordato fra l’altro che il provvedimento sulle pensioni agevolate, varato nel 1992, è stato utilizzato da molte aziende come ammortizzatore sociale. «Se oggi l’accertamento svolto dalla stessa commissione dell’Inail viene messo in discussione, cosa succederà delle pensioni concesse anticipatamente? - si è chiesta il legale - Una cosa è certa. Fintanto che non vi è un provvedimento definitivo non si può provocare un simile allarme sociale». Emblematica la testimonianza di Nicola Filippone, 51 anni, impiegato in un cantiere genovese: «Ho iniziato a lavorare a 17 anni. Per 14 anni sono stato a bordo, nelle caldaie. Sarei dovuto andare in pensione il primo gennaio con il beneficio di 7 anni, ma si è bloccato tutto. E quello che non si dice è che l’amianto c’è ancora. Io ho già accompagnato al cimitero tre colleghi e a un altro hanno dato sei mesi di vita».