TFR

Manifestazioni nazionali 23 e 24 marzo contro lo scippo del TFR e per il rilancio della previdenza pubblica

Appello dei promotori per la manifestazione di due giorni contro lo scippo TFR, e per una campagna generale in difesa delle pensioni pubbliche

 
Appello contro lo scippo del TFR e per 
il rilancio della previdenza pubblica
 
SLAI Cobas, Confederazione Cobas, Confederazione Unitaria di Base, 
SDL - Intercategoriale 
Dal 1993 i governi di centrosinistra e centrodestra hanno posto mano, insieme a Confindustria e Cgil-Cisl-Uil, a una profonda controriforma delle pensioni che ha ridotto gli assegni pensionistici (col sistema di calcolo contributivo), innalzato l´età pensionabile (60 anni per le donne e 65 per i maschi o 40 anni di contributi), creato favoritismi fiscali nei casi di opzione per i fondi privati, aumentato la tassazione previdenziale a carico dei lavoratori.
Nel contempo il padronato ha goduto di numerose defiscalizzazioni e condoni dell´evasione ed elusione contributiva, che è stata “affrontata” con la cartolarizzazione dei crediti e degli immobili INPS e non con una reale lotta all´evasione (40 Mld di euro annui).

Né alcun governo ha attuato la separazione tra assistenza e previdenza nella gestione dell´INPS prevista della Legge 88/1989; ancora oggi a carico della gestione previdenziale dell’INPS gravano le spese assistenziali e i finanziamenti alle ristrutturazioni aziendali, che invece devono essere posti a carico della fiscalità generale.

Nonostante la gestione previdenziale del fondi lavoratori dipendenti dell´INPS sia in attivo (5,26 Mld nel 2004, 2,3 Mld nel 2005 e le stime per il 2006 prevedano un attivo superiore a quello del 2005) è stata diffusa ad arte la favola del buco dell’INPS.

La finanziaria del 2007 ha anticipato di un anno la controriforma Maroni del TFR ed entro il 30 giugno 2007 i lavoratori privati dovranno decidere se versare o meno il proprio TFR nei fondi pensione.

L´adesione ai fondi, illegalmente, sarà irrevocabile ed anche chi non effettua alcuna scelta (col silenzio/assenso) sarà egualmente privato del suo TFR per tutta la vita.

I Fondi pensione discrimineranno pesantemente le donne, che, a parità di età e di contributi versati, si troveranno con una rendita inferiore di 1/3 a quella degli uomini, perché hanno una maggiore aspettativa di vita.

Per spezzare la cappa di silenzio su questa colossale rapina da 21 Mld di euro annui, abbiamo promosso il 23 e 24 marzo due giornate di mobilitazione nazionale contro lo scippo del TFR e l’ennesima controriforma previdenziale che vuole modificare i coefficienti di calcolo delle pensioni, riducendole di un altro 6-8%.

Ci rivolgiamo a quanti, singoli e associazioni, vogliono difendere la previdenza pubblica, preservarne il carattere universalistico e di solidarietà intergenerazionale, impedirne lo smantellamento e sono contrari a che si affermino l´egoismo e la concorrenza  tra i lavoratori, perché partecipino alle iniziative del 23-24 marzo e alla campagna per il rilancio della previdenza pubblica.

Non c´è tempo da perdere, se la colossale rapina del TFR non sarà contrastata dalla mobilitazione dei lavoratori, si spianerà la strada alla definitiva privatizzazione delle pensioni e la nostra vecchiaia sarà affidata agli indici di borsa e ai mercati finanziari!

La gestione da parte di Cgil-Cisl-Uil del TFR nei fondi pensione produrrà un ulteriore snaturamento nel ruolo di queste organizzazioni e –alla faccia della loro riformabilità- la loro trasformazione in enti finanziari estranei e contrapposti ai diritti e agli interessi di lavoratori e lavoratrici.

Confederazione Cobas, Confederazione Unitaria di Base, 
SDL - Intercategoriale, SLAI Cobas